Deap Vally
Sistrionix

2013, Island Records
Garage Rock

Recensione di Francesco De Sandre - Pubblicata in data: 22/08/13

Non c'è due senza ...due. La tendenza di questo contemporaneo periodo musicale sembra essere ormai diventata un dogma per le nuove generazioni di aritsti che fanno il loro ingresso nel variabilissimo e appassionante mondo dell’alternative: la coppia non scoppia, è vincente, sia in studio che sul palco. Ecco che quindi la mother California, da sempre attentissima ai mutamenti del mercato, partorisce e disegna l’incontro tra due ragazze sicure e aggressive, che fanno della distorsione e della ripetizione estenuante del riff le colonne del proprio sound. Lindsey Troy e Julie Edwards danno vita al progetto Deap Vally, che è già realtà ben assemblata e attiva nell’atto di pubblicizzare quanto registrato dal 2011.

 

Pubblicato alla fine di giugno 2013, “Sistrionix” racchiude undici brani (con l’aggiunta di altri tre inediti,  disponibili nella versione deluxe) molto simili e stilisticamente impeccabili. Il concetto che verte in musica è semplice: Lindsey insiste su riff innovativi, canta unendo rabbia e dolcezza e regola i livelli di distorsione al limite, mentre Julie batte ritmi continui e perpetui, assecondando la collega e, raramente, maneggiando nuove percussioni.    

 

Già dalle prime battute il disco verte a creare un’atmosfera live, ed è in questo ambiente che le due ragazze californiane crescono e cresceranno: oltre al proprio tour americano, sono molte le apparizioni passate e future specialmente in terra britannica, tra cui è motivo di orgoglio citare la partecipazione a due festival imponenti come le ultime edizioni del Glastonbury e del Reading.

 

Sul finire del disco c’è anche la possibilità di apprezzare la voce di Lindsey in modo più intimo, in un brano spiritual che chiude la tracklist. “Sistrionix” è un disco quadrato che si inserisce in un contesto musicale molto ampio. Per la loro versatilità e sicurezza, le Deap Vally si prestano a ottimo duo d’apertura, ma vista la gavetta di questi ultimi due anni e la positiva accoglienza della critica, i presupposti per fare di questo duo una band da headliner ci sono tutti.





01. End of the World
02. Baby I Call Hell
03. Walk of Shame
04. Gonna Make My Own Money
05. Creeplife
06. Your Love
07. Lies
08. Bad For My Body
09. Women of Intention
10. Raw Material
11. Six Feet Under/Spiritual

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