Meganoidi
Delirio Experience

2018, Meganoidi
Rock

Il 2018 regala agli amanti del cantautorato spinto ed irriverente la nuova opera artistica dei Meganoidi. I genovesi portano sui palchi di tutta Italia il loro "Delirio Experience" che si compone di dieci tracce dalle quali non sarà possibile fare ritorno.
Recensione di Alessandra Manini - Pubblicata in data: 15/03/18

Il 2018 segna il destino dei Meganoidi con l'uscita del visionario "Delirio Experience" i cui segreti ci sono stati svelati durante una chiacchierata concessa ai nostri microfoni (qui l'intervista). Il sesto album per l'act made in Italy si presenta come l'ennesima conferma di una carriera ventennale dedita ad un universo emozionale irrequieto, combattivo e creativo che ha reso la band un fuoco perpetuo nel mondo musicale underground della nostra penisola. Figlio del genio dei compositori Luca Guercio e Davide Muzio, che si ripresentano al proprio pubblico portando anche nel processo di songwriting un corpo armonico creato nel dettaglio dai temi trattati, la levatura della lirica, gli accorgimenti strumentali e l'impeto dello spirito. La formazione trova sempre il grintoso Davide Muzio come frontman, Luca Guercio dedito a chitarra, tromba e cori, Riccardo Jacco Armeni al basso elettrico, Andrea Torretta alla chitarra e Saverio Malaspina alla batteria.
 
Il nuovo album è specchio sincero, in cui guardarsi, osservarsi e quanto meno cercare di comprendersi. I Meganoidi con la loro irriverente passione artistica non negano la realtà caotica in cui ognuno di noi si trova catapultato fin dal momento in cui apre gli occhi al mattino, ma al contrario, la abbracciano. Questo però è solo un preambolo di quello che "Delirio Experience" ha in serbo per chiunque decida di abbandonarsi a quel momento di assoluta inquietudine che può celare come ci ha giustamente spiegato Luca Guercio "l'unico istante di vera lucidità". Dieci brani incendiari, fatti su misura per una folla che vuole urlare all'unisono, ma allo stesso tempo, questo ultimo lavoro del gruppo regala liriche profonde che si prestano perfettamente alle più complesse riflessioni introspettive. "Tutto è Fuori Controllo" è di certo il brano che, a livello empatico, troneggia senza eguali, forse per l'attacco grintoso di Jacco alle quattro corde, la densità armonica scandita dal maestro Malaspina, o il ritornello international che si schianta come un fulmine sulla folla. Il testo si articola tra le onomatopee di un viaggio futurista e immagini metaforiche. Oggi, a vent'anni dallo storico esordio con "Supereroi Vs Municipale" i Meganoidi sono ancora uno di quei gruppi che regala un sorriso sincero nel mondo della musica, innamorati di quello che lo strumento può creare e soprattutto sempre desiderosi di avere un confronto con il proprio pubblico, mossi dal desiderio di creare in ogni live qualcosa di più, tutto questo lo ritroviamo nelle parole stesse degli artisti "ogni concerto è una piccola cellula che fa parte di un organismo più grande che altro non è che la nostra voglia di stare sul palco. Ogni concerto ci da soddisfazione perchè il pubblico è sempre diverso ed è parte integrante del live stesso. Avremo superato di gran lunga i 1000 concerti in 20 anni e non mi ricordo i posti, non mi ricordo gli arredamenti dei locali o le piazze, mi ricordo della faccia delle persone che a fine concerto sono venute a farci i complimenti o a presentare delle loro critiche costruttive. Quindi, in definitiva, la maggior soddisfazione ce la fornisce il rapporto che abbiamo con il nostro pubblico".
 
 
Chitarra pulita, immediata, sincera; si apre con le pennate di Andrea Torretta "Respirare in Orbita", un brano decisamente chiarificatore rispetto al viaggio interiore che i Meganoidi ci vogliono proporre in questo 2018, la voce di Davide Muzio è avvolgente, come se ci volesse schiacciare l'occhio dicendoci che ci sono ancora "40 giri attorno al sole per scoprire la verità" ma dopo tutto, questo è il cammino, questa è la sfida, guardiamoci intorno, ascoltiamo con interesse e accettiamo le sfide perché "senza il confronto non esiste alcun genere di evoluzione personale e sociale". In ogni album c'è un brano che entra dentro, che si incatena al cuore e si lascia alimentare dall'adrenalina, semplicemente con un titolo, "Gocce", che nasce da un forte impeto creativo e scritta di getto dal binomio Guercio-Muzio, capaci di dar luce ad una vera e propria favola con le gocce protagoniste, "e allora, come la musica, le parole sono uscite altrettanto spontaneamente. In realtà è chiaramente riferito ad una nascita: nel mio caso, alla nascita di mia figlia, perché quelle famose lacrime di gioia finiscono nel mondo, evaporano, ma per te sono così importanti che quell'emozione viaggerà per sempre e un giorno tornerà proprio da te a farti un saluto, magari sotto forma di due gocce di pioggia". Indubbiamente questo nuovo lavoro porta con sè temi inattesi ma senz'altro emotivamente ricchi, dalla consapevolezza alla caos, dalle avversità alla nuova vita, dall'amore per la musica a quello per la libertà.

 

Un disco intriso di temi attuali, mossi da note decise, corpi armonici variopinti e la passione di chi ha ancora molto da dire, perché il delirio non a caso può segnare la fine, la caduta dall'orlo del precipizio, o forse, per altri come i Meganoidi, segna un nuovo coraggioso inizio.  





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