Dissociative
Ice Cream

2018, Norway Records
Pop Punk

Recensione di Simone Zangarelli - Pubblicata in data: 31/12/18

Chi ne fa parte lo sa, molti della Generazione Y (i cosiddetti "millennials") sono stati colpiti dal fascino dell'ondata pop punk iniziata il ventennio scorso. Blink 182Green DayNew Found Glory, OffspringWeezer, sono solo alcune delle band che affollavano gli mp3 di molti giovani, comparivano sugli schermi di MTV e univano fan da tutto il mondo tramite i vari blog sul web. Il tutto era condito da un sound d'impatto, che incarnava perfettamente il gusto degli adolescenti. Grazie a questo periodo florido per il rock, ma ancora di più per l'industria musicale, è emersa una vera e propria schiera di musicisti che aveva come riferimento il modello egemone di rock americano. E l'eco è arrivata fino ad oggi tanto che il gruppo friulano "Dissociative" rievoca un passato visto con nostalgia, celebrato per la sua spontaneità. Proprio da questa caratteristica origina "Ice Cream", terzo lavoro in studio della band nostrana, che ha deciso di raccontare il proprio mondo interiore senza prendersi troppo sul serio, trascinati da una chiara voglia di divertirsi.


Dieci canzoni che danno vita ad un disco godibile e uniforme, dove gli strumenti procedono incalzanti e a dominare è la chitarra. Testi in inglese, voce pulita, canzoni brevi, ritmiche massicce e già ci immaginiamo i musicisti suonare nel garage di casa o a far scatenare gli amici nei locali.

 

"Cake In The Face" irrompe come un terremoto pronto a far scuotere le teste, un pezzo alla Sum 41 con tanto di cori nel ritornello, mentre in "She Is On Fire" si riconosce un piglio di stampo più inglese, un misto fra i Jet e i Neck Deep, che garantisce al brano una posizione di rilievo nell'album. La title track sfoggia un martellante riff di chitarra e basso, e rimarca la natura ironica del gruppo, sulla stessa scia di "Move The Washing Mashine", dove l'ispirazione "greenday-ana" è lampante, ma al contempo cerca di andare oltre grazie all'alternanza di pulito e distorto. Lungo tutto il disco emerge la cura per il suono della chitarra, modificato con pertinenza e arguzia. Sognano la California a Udine Alessandro de Cecco (voce e chitarra) e Jessica Bartoluzzi (batteria), il nucleo dei Dissociative. Due artisti con un'idea musicale ben chiara in testa e altrettanto ben trasmessa agli ascoltatori: "Ice Cream" è un disco pensato per chi ama un certo background musicale, ma anche chi non lo condivide in toto potrà trovare al suo interno spunti interessanti.

 

L'impressione tuttavia è che si faccia fatica ad uscire dai canoni già citati, con il rischio di rimanere ancorati ad un passato tramontato mentre la luce dell'ispirazione sembra abbastanza lontana. Fermo restando che le carte dell'autenticità, dell'ironia e dell'orecchiabilità risultano vincenti nel complesso, i Dissociative sanno di avere dalla loro una buona dose di verve, e, nel pop punk più che in altri contesti, l'attitudine è vincente.





01. Cake In The Face

02. Expering Inspiration

03. Ice Cream

04. Foxtrot

05. 2 minutes

06. Technology

07. Nothing

08. Move The Washing Machines

09. They Are Not Well

10. The Cat Is Washing 

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