Drowning Pool
Resilience

2013, Eleven Seven Music
Alternative Metal

...and then Drowning Pool hit the floor.
Recensione di Riccardo Coppola - Pubblicata in data: 14/04/13

Quarto frontman in poco più di dieci anni per i Drowning Pool, che tra terribili e premature scomparse e feeling mai sbocciati vanno avanti con una media non certo invidiabile di quasi un cambio di leader per album pubblicato. Altro giro altra corsa: questa volta tocca a Jasen Moreno raccogliere l'eredità (alla fine non pesantissima) del biondo e barbuto Ryan McCombs, unico fra i predecessori ad aver prestato la voce a due diversi episodi in studio. Inevitabile, dunque, che anche lo stile della band texana subisca un'ennesima metamorfosi, per rimodellarsi in modo da calzare a pennello al giovane vocalist.


Niente più pezzi cupi e pesanti, da cugini buoni dei Down o cattivi dei Puddle Of Mudd, a seconda dei punti di vista. Non volendosi impantanare in accuse di "commercializzazione" (che lascerebbero il tempo che trovano, dato che non ci troviamo sicuramente a parlare di un gruppo abituato a rilasciare dischi per un pubblico di nicchia), è comunque doveroso sottolineare il sensibile cambiamento di target della band. Se l'ascoltatore perfetto del precedente "Drowning Pool" o soprattutto di "Full Circle" era il massiccio biker munito di birra e emulo di Zakk Wylde, adesso il sound diventa fin troppo allegrotto e user-friendly, fatto su misura per il giovine collegiale statunitense orgogliosamente alternative e alla ricerca di un'alternativa ai Lostprophets, magari un po' più granitica. Davvero difficile immaginare un'audience diversa per agghiaccianti inni da festino come il main single "Saturday Night", in cui cori poco credibili danno voce a lyrics da top del trash: "I'm gonna live my life like a Saturday Night / Saturday Night / I'm gonna live my life / Sunday I will say I'm sorry".

 

Se non bastassero già tali irritanti smargiassate, seminate in diversi episodi della tracklist (vogliamo parlare anche soltanto del titolo di "One Finger And A Fist"?), ad aggravare il tutto ci si mette anche una criminale perseveranza nel riutilizzare in quasi tutti i pezzi sempre le stesse, identiche intelaiature: strofa ritmata, ritornello da stadio, strofa ritmata, ritornello da stadio, interludio con voce effettata e breve assolo poco convinto, crescendo, ritornello da stadio. Per quanto la pregevole opener "Anytime Anyplace" sia un inizio incoraggiante, con il suo blast beat martellante e il suo piacevole ritornello, e per quanto le tracce prese singolarmente non sono mai così terribili, sono sufficienti pochi minuti per cominciare a sentirsi coinvolti in un estenuante tour de force, durante il quale almeno una volta ci si ritrova a chiedersi se non si stia in realtà ascoltando una sola canzone in loop continuo. Il compito di provare a dare qualche scossa a una situazione ormai drammatica, proponendo qualcosa di diverso, viene lasciato alle tracce conclusive, ma anche qui gli esiti sono tutt'altro che entusiasmanti: falliscono miseramente l'immancabile ballatona "Bleed With You", smielata e iper-radiofonica miscela di stereotipi, e la successiva "Skip To The End", che lascia anch'essa uno sgradevole retrogusto teen-rock; decisamente meglio il risultato di "In Memory Of", un pezzo emotivamente sentitissimo, scritto in occasione del primo decennale della morte dell'indimenticato Dave Williams. Non abbastanza, comunque, per compensare i precedenti, interminabili quaranta minuti di piatta mediocrità.

 

L'occasione di ripartire con un nuovo vocalist, indubbiamente talentuoso, viene sprecata (ancora una volta) da questi nuovi Drowning Pool, che danno alle stampe un lavoro anonimo, insipido. "Resilience" prova a essere cattivo ma spara inoffensive cartucce a salve, cerca di spingere a cantare ma diventa una fastidiosa sequela di immotivati cori, vorrebbe proporre qualcosa di inedito ma finisce per adeguarsi a cliché ancora più logori. L'ennesima, ruffiana americanata alternative metal, che farà anche la sua bella comparsa nella classifica Billboard, ma le cui speranze di lasciare qualche ricordo nel lungo termine sono pressoché nulle.





01. Anytime Anyplace

02. Die For Nothing

03. One Finger And A Fist

04. Digging These Holes

05. Saturday Night

06. Low Crawl

07. Life Of Misery

08. Broken Again

09. Understand

10. Bleed With You

11. Skip To The End

12. In Memory Of

13. Blindfold

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