Fall Out Boy
Save Rock And Roll

2013, Universal
Pop Rock

Il riscatto definitivo di Patrick, Pete, Joe ed Andrew
Recensione di Francesco De Sandre - Pubblicata in data: 15/04/13

Un’altra fiammata di vita scalda i nostri corpi tiepidi, come la carezza di una fenice a un bambino inerme.

"I’m going to change you like a remix
Then I’ll raise you like a phoenix
"

Il 2013 si sta piacevolmente rivelando l’anno della svolta verso la maturità artistica per molti gruppi americani fino ad ora catalogati brutalmente come esponenti del discusso movimento pop punk. Effettivamente, dopo qualche album confezionato con lo scopo di aggraziarsi major e stazioni radiofoniche, arriva il momento per una band di ritagliare definitivamente il proprio spazio musicale, tentando di lasciare un’impronta indelebile nell’emisfero poliedrico del rock: succede quindi che anche i Fall Out Boy, della cui abilità personalmente non ho mai dubitato, sfornino un lavoro davvero sorprendente e concreto, con un titolo importante, degno di una band che, conscia delle proprie capacità, si prende le proprie responsabilità e trova la giusta carica per incidere emozioni e nuovi suoni.

Con “Save Rock And Roll” i Fall Out Boy fanno davvero il botto, ma questo successo si realizza necessariamente attraverso tre grandi valori.

Esperienza
. Il disco è il sesto lavoro in dieci anni ed arriva dopo un periodo di pausa, durante il quale Patrick, Pete, Joe ed Andrew si sono eclissati per dedicarsi a progetti paralleli che, come spesso succede, hanno chiaramente influenzato, o per lo meno aperto le menti artistiche dei quattro. Dieci anni di critiche, apprezzamenti e opinioni hanno contribuito a formare il gruppo che ha ora l’opportunità per sfondare definitivamente e diventare un baluardo dello stile musicale che vuole interpretare.

Sperimentazione
. La svolta passa necessariamente attraverso il nuovo sound, più penetrante e solenne che mai. Il disco è molto vario e presenta tracce accostate le une con le altre senza troppa affinità stilistica: troviamo infatti tratti acustici vagamente indie, classici riff, molti cori e un velo di solennità che avvolge tutto l’album, elevando la sonorità generale che acquista qualità e potenza.

Collaborazione
. “Save Rock And Roll” vanta quattro importanti featuring con cantanti molto differenti tra di loro. I Fall Out Boy si appoggiano a Foxes e a Big Seans per la realizzazione di due pezzi al limite dell’hip hop, tra cui segnalo “Just One Yesterday” che probabilmente verrà inclusa in molte rotazioni musicali. La già discussa Courtney Love si distingue fin troppo chiaramente in “Rat A Tat” e nella bellissima title-track conclusiva c è lo zampino dell’eterno Elton John, il definitivo lampo di genio che va ad illuminare un album sincero e profondo.

Artisti veri, i Fall Out Boy tagliano ogni riferimento emo dal loro futuro, abbandonano ogni pregiudizio e come la loro fenice (“The Phoenix”, ndr) risorgono dalle ceneri delle vesti indossate negli anni precedenti, con lo sguardo proiettato decisamente verso un anno che potrebbe davvero accogliere il loro nome tra quelli che contano, una volta per tutte.      

"The war is won before it’s begun
Release the doves
Surrender love
"



01. The Phoenix
02. My Songs Know What You Did In The Dark (Light Em Up)
03. Alone Together
04. Where Did The Party Go
05. Just One Yesterday
06. The Mighty Fall (feat. Big Sean)
07. Miss Missing You
08. Death Valley
09. Young Vocanoes
10. Rat A Tat (feat. Courtney Love)
11. Save Rock And Roll (feat. Elton John)

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