Alpha Wolf
Fault [EP]

2019, SharpTone Records
Metalcore

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 25/04/19

"Humility crushed like an insect, the conversation screamed to a halt, and I just need a goddamn cigarette, to fill my lungs, extort the pain..."
 
Con il passare degli anni, l'Australia sembra destinata ad assumere il ruolo di paese guida del metalcore internazionale: insoddisfatta di aver dato i natali a pesi massimi (Parkway DriveNorthlane) e giovani promesse (Polaris), la terra dei canguri provvede a rinvigorire le proprie membra sfoderando una new sensation, a nome Alpha Wolf, forse in grado, prossimamente, di duellare ad armi pari con i cari compatrioti succitati. Del resto, i nostri si fecero già notare nel 2017 grazie all'esordio "Mono", solido prodotto di base che, pur segnato da alcune incongruenze a livello lirico, mostrava una struttura complessiva di genere lucida e ben articolata. L'EP "Fault", distribuito da SharpTone Records, non si discosta troppo dal debutto in termini stilistici: operazione intelligente per un gruppo in rampa di lancio, che, conoscendo a menadito il target di riferimento, sceglie oculatamente di curare la comfort zone invece di andare oltre gli steccati appena edificati.
 
Il compito di inaugurare il mini spetta alle dissolvenze angoscianti e ai riff ciclopici di "No Name": per una band che preferirebbe entrare in una stanza fracassandone a calci la porta anziché bussare con gentilezza, una partenza così livida non rappresenta certo una sorpresa. Chitarre rompicapo e atmosferici breakdown caratterizzano "Spirit Breaker" e "Russian Roulette", coppia di brani dalla frenesia inquieta la cui forza risiede soprattutto nella vocalità hardcore del nuovo singer Lochie Keogh. 
 
I sintetizzatori ambient e lo spoken word della title track servono, invece, a tirare il fiato prima dell'ingresso in scena di "Sub-Zero": il disagio e l'intorpidimento urlato nelle tracce precedenti si trasformano in cieca virulenza nei confronti del mondo esterno, sei corde e batteria collaborano e decostruiscono, le melodie suonano beffarde e travolgenti. Difficile mettere il bavaglio a una bestia così feroce, eppure "The Lonely Bones" attraverso il suo suono pieno, complesso, sempre in pericoloso equilibrio sui margini a strapiombo di una scogliera, rammenda, parzialmente, gli strappi e le fenditure: il verso finale "Forget the blood" apre, in tal guisa, spiragli di ambigua speranza.
 
Fiduciosi in sé stessi e pronti a scalare le gerarchie, gli "Alpha Wolf", in "Fault", azzardano il minimo necessario, lasciando che il consenso degli ascoltatori si addensi gradualmente. Il passaggio dalla confusione adolescenziale a un autentico mal di vivere non appare, poi, molto lontano: qualche rischio in più, e il risultato è garantito.




01. No Name
02. Spirit Breaker
03. Russian Roulette
04. Fault
05. Sub-Zero
06. The Lonely Bones

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