Fergie Frederiksen
Any Given Moment

2013, Frontiers Records
Melodic Rock

Recensione di Federico Mainardi - Pubblicata in data: 18/09/13

Ha mai sbagliato un album Fergie Frederiksen, una delle massime voci, per non dire LA voce, del rock melodico? Dai tempi di “Isolation” (storico platter dei Toto, forse il suo lavoro più celebre, che chi scrive considera tra i più belli del genere AOR) ne è passata di acqua sotto i ponti, ed il Nostro si è prodigato in una serie di progetti caratterizzati, tutti, dall’altissimo livello del materiale proposto. I dischi di Le Roux, Frederiksen/Phillips, Radioactive, Mecca, Frederiksen/Denander, e poi gli album da solista (“Equilibrium” ed “Happiness Is The Road”) non dovrebbero mancare nella collezione di chiunque ami la melodia e la classe; è perciò con molta aspettativa che mi sono appressato a recensire questo "Any Given Moment".

 

Il nuovo lavoro, lo dico subito con esultanza, non delude, allineandosi perfettamente all’eccellenza della discografia appena citata. Non ci sono novità sostanziali in casa Frederiksen: Dennis “Fergie” non ha impresso un punto di svolta al suo stile, né ha stravolto la sua proposta ormai collaudata; ha semmai affinato e sfruttato ancor più sapientemente, con una maestria ineguagliata, tutte le soluzioni che il genere offre. Sarà difficile negare, d’altronde, che nel rock melodico le innovazioni contino meno dell’esibizione di classe e raffinatezza: le colonne portanti della musica di Fergie Frederiksen rimangono dunque il timbro dolce della sua magnifica voce e gli arrangiamenti maniacalmente accurati. Che questa impeccabile e premiata miscela sappia, una volta di più, dilettare, emozionare, rilassare e far sognare è precisamente quanto si richiede al melodic rock.

 

Non è qui necessaria una disanima dettagliata dei pezzi, perché gli ingredienti del mix perfetto, energico e nostalgico al contempo, ci sono tutti: songs vigorose sulla falsariga di quelle proposte nel bellissimo “Baptism By Fire”, in collaborazione con Tommy Denander (“Last Battle Of My War”); brani dove è la maestosa voce di Fergie a farla da padrona, spiccando su tutti gli altri strumenti (“Price For Loving You”, “I'll Be The One”); assoli di chitarra fenomenali e trascinanti ritmi di tastiere (in “Let Go” la tastiera martellante ricorda quella, immortale, di “Hold The Line” dei Toto); ballad e pezzi in cui l’interplay tra tastiere e chitarre brilla di luce propria (esemplare, al riguardo, l’assolo all’unisono di “Time Will Change”). La cover di "Angel Don't Cry" (attinta direttamente dal succitato "Isolation"), poi, è la ciliegina sulla torta.
 

L'epoca d'oro dei Toto, la melodia giunta all'apice della tecnica all'inizio della decade successiva, l'AOR pompato degli anni Duemila: si può ben dire che "Any Given Moment" rappresenti una sintesi compiuta delle tante esperienze di Fergie Frederiksen, un artista che ha ormai meritatamente raggiunto lo status di Maestro del suo genere. Mi piace infine ricordare, per l’orgoglio del Bel Paese, che anche il panorama musicale italiano (già frequentato da Fergie ai tempi della sua collaborazione coi Myland) ha fornito il proprio apporto: il chitarrista Alessio Berlaffa (Doomsword) ed il singer Roberto Tiranti (meglio noto come Rob Tyrant dei Labyrinth) figurano tra gli ospiti di questo gradito ritorno. Da non mancare.





01. Last Battle Of My War
02. Let Go
03. Price For Loving You
04. I’ll Be The One
05. Time Will Change
06. How Many Roads
07. Candles In The Dark
08. Any Given Moment
09. Not Alone
10. When The Battle Is Over
11. Angel Don’t Cry (Toto cover)

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