Genus Ordinis Dei
Glare Of Deliverance

2020, Eclipse Records
Symphonic Death Metal

Recensione di Lucia Bartolozzi - Pubblicata in data: 17/12/20

Arrivati al terzo full-length in studio, i Genus Ordinis Dei decidono di dar vita a un progetto ambizioso: una metal opera dal significativo titolo "Glare Of Deliverance", concept album contenente dieci episodi incentrati sul tragico destino di Eleanor, una donna perseguitata e condannata al rogo dalla Santa Inquisizione. Un'opera a tutto tondo, arricchita da sontuose illustrazioni e da un serie di videoclip, realizzati per ogni singolo pezzo, deputati a rappresentare visivamente le varie vicende della storia narrata. Un racconto di grande qualità e impatto, dunque, che si sviluppa attraverso dei brani concepiti e presentati per mezzo di una costruzione cinematografica estremamente accurata. Del resto, al fine di evidenziare lo stretto e inscindibile legame intercorrente tra liriche, musica e componente filmica, la band si è impegnata davvero a fondo, servendosi altresì di maestranze funzionali allo scopo, per creare dei veri e propri cortometraggi in grado di rendere lo storytelling del disco ancora più profondo e coinvolgente. A ciò contribuisce il symphonic death intessuto dal gruppo, arioso, epico, tirato, che si pasce di un songwriting incisivo e capace di estendersi per un'ora e dieci di running time senza cadere nello stantio e nel ridondante.
 
"Ritual" permette all'ascoltatore un'immedesimazione immediata nel plot, con il canto della protagonista intenta a compiere un cerimoniale di orientamento panico/amoroso; la brusca progressione dell'intro ci lascia presagire la sua cattura da parte delle guardie del famigerato tribunale cattolico, laddove "Hunt", contrassegnata da un ritmo al galoppo che possiede quasi l'aspetto di un disperata corsa per la salvezza, mostra una donna ormai inerme e appena in grado di appellarsi alla natura per ricevere protezione. Il carattere delle vocals di Nick K appare crudo e autoritario, perfetto per il tono generale del lavoro; la commistione, poi, di inglese e italiano all'interno dei testi risulta interessante ed equilibrato, e l'utilizzo del latino nei punti solenni della trama si rivela un dettaglio strategico di non poco conto.
 
Si prosegue con il momento dell'interrogatorio grazie a "Examination", forse una delle tracce migliori del lotto e nel quale il suono roboante e massiccio del basso sostiene e rimarca il brutale atteggiamento dell'oscuro indagatore, accecato dal fanatismo, che incalza l'innocente Eleanor. In "Torture", aperta da strazianti urla femminili e da una marcia maestosa, la componente sinfonica, poderosa e vibrante nello scandire la sofferenza fisica della presunta strega, non ci lascia comunque a secco di parti più heavy, come se l'imponenza avesse bisogno della frusta per risultare realmente efficace. "Judgement", invece, viene pervasa da un alone di sconforto, sentimento sottolineato dal coro e dal suono degli archi, che tuttavia non indeboliscono la violenza del cantato. L'atmosfera cala d'intensità, facendosi sospesa, sino quando la vittima accetta, obtorto collo, la pena; la melodia iniziale viene ripresa in modo più soffice, dapprima dalla chitarra, poi dal piano. La lunga "Dream", in cui dominano gli arpeggiati e una sezione ritmica scortata da tastiere meno avvolgenti del consueto, vira in una dimensione onirica, con Eleanor che si consola per la benigna sorte ultraterrena che l'aspetta.
 
La giovane, dunque, ha segretamente vinto, maledicendo in cuor suo i propri carnefici in un crescendo che porta all'abiura. "Abjuration" comincia con un canto gregoriano per poi spalancarsi in modo scenografico con l'orchestra, le percussioni e i riff carichi di groove della sei corde. La traccia termina con uno spoken word, abbinato a chorus puramente sinfonici che sfumano in una sorta di valzer macabro con "Exorcism", in cui tocca di nuovo alla pesantezza del basso fare la parte del leone. La narrazione si conclude con "Fire", sedici minuti di pathos cinematico che si evolvono sino a quando il sipario cala sulla donna e sulla musica: mentre la sua carne brucia, la melodia finale torna a ricordare quella di "Dream". La sua calma si contrappone alla violenza ardente delle fiamme che ne segnano l'ultimo respiro, mentre in lontananza sembra ripartire una nuova caccia.
 
I Genus Ordinis Dei appongono la firma su un platter di grande livello, in cui i diversi elementi convivono in modo straordinario e coerentemente con gli avvenimenti narrati. Dopo esserci profondamente calati nei suoni, nelle immagini, nei racconti, possiamo dire che sì, "Glare Of Deliverance" è un'opera generata da chi ha la stoffa dei fuoriclasse.




01. Ritual
02. Hunt
03. Edict
04. Examination
05. Torture
06. Judgement
07. Dream
08. Abjuration
09. Exorcism
10. Fire

Speciale
L'angolo oscuro #17

Intervista
Lunatic Soul: Mariusz Duda

Speciale
Bloody Hammers - Songs Of Unspeakable Terror

Speciale
Alexi Laiho: il prodigio del lago Bodom

Speciale
L'angolo oscuro #16

Speciale
Best of 2020