Handguns
Disenchanted

2015, Pure Noise
Hardcore

Recensione di SpazioRock - Pubblicata in data: 19/12/15

Articolo a cura di Tiziano D'Adamo


Durante la fine degli anni '90 e gli inizi degli anni '00, tra i parchi popolati da skaters e i pub statunitensi nascono le band simbolo della ribalta dell'Hardcore/Skate Punk, definite appunto "Revival". Tra divertimento, amicizia ed euforia dolescenziale questo genere si evolve pian piano andando sempre più a fondersi con influenze pop-punk dando vita a canzoni più orecchiabili che veloci. Sono piuttosto rare le band che, sviluppatesi fuori da quel periodo, mantengono le caratteristiche fondamentali e tipiche del genere. Gli Handguns sono tra queste. Il loro ultimo album "Disenchanted" ha tutte le carte in regola, dalla durata allo stile, per poter portare avanti la tradizione. Sin dai primi pezzi i ragazzi hanno le idee chiare e sono molto legati alle loro principali influenze. A tratti sembra di sentir suonare i Blink182 ma con un sound più simile ai primi lavori dei Fall Out Boy. Il controtempo è l'ingrediente fondamentale, canzoni veloci ed energiche con frequenti mini-breakdown delle chitarre e ritornelli "sing along". Infine, passato qualche pezzo più pop in stile Simple Plan, come "Low Spirit", non mancano i ritmi incalzanti di "Self Potrait" e "My Lowest Point".


Il risultato è un album piuttosto semplice, piacevole, e forse leggermente più aggressivo dei precedenti. E' apprezzabile come i ragazzi statunitensi abbiano riutilizzato, dopo 15 anni, i suoni e le influenze dei primi anni 2000 anche se, nella loro musica, finiscono per far parlare un po' troppo i loro idoli e poco loro stessi. In ogni canzone, infatti, sono fin troppo riconoscibili, diventando quasi i protagonisti stessi del pezzo. Tuttavia l'alternanza di pesanti influenze hardcore con influenze pop-punk potrebbere essere la giusta strada, per gli Handguns, verso uno stile personale, dato che, avendo pubblicato solo 3 album in 4 anni, hanno ancora molto da offrire. Detto ciò questo lavoro non può che essere considerato un'ottima rampa di lancio per una band nel pieno della sua evoluzione, che deve ancora trovare sé stessa e la sua strada da percorrere.



01. Self Portrait
02. The Worst In Me
03. My Lowes Point
04. Low Spirits
05. Bury Me
06. Carbon Copy Elitist
07. Disenchanted
08. Conjuring My Youth
09. Missed Calls
10. Recovery

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