Children Of Bodom
Hexed

2019, Nuclear Blast Records
Melodic Death Metal

Inversione a U verso i fasti dei primi duemila per i finnici Children Of Bodom, ma la miccia è corta
Recensione di Matteo Poli - Pubblicata in data: 12/03/19

C'è qualcosa di nuovo oggi nell'aria, anzi d'antico. Si potrebbe commentare così l'ascolto di "Hexed", ultima produzione dei finnici Children Of Bodom; quantomeno lo diciamo noi, che abbiamo ben presente il fasto di molti loro precedenti lavori. Sappiamo come, nel 2004, la band sia passata dalla formula che ne aveva decretato la fortuna agli esordi - diciamo melodic death + heavy power + keyboards + Malmsteen - a un ruvido death-thrash con inserti di tastiera che aveva diviso i fan ma convinto la critica.


Al contrario, il precedente "I Worship Chaos" del 2015 pure nella disparità dei pareri sembrava presagire ad una nuova svolta, da molti apprezzata. "Hexed" sembra invece ingiungersi una severa inversione ad U, indietro verso lo stile del periodo di "Are You Dead Yet?", cioé quello di maggior successo commerciale dell'act. Scelta legittima, per carità, ma eravamo tra coloro che avevano lodato il coraggio di "I.W.C.", rispetto al quale quest'ultimo lavoro sembra una ritirata strategica a passo di gambero verso soluzioni ultracollaudate ed un poco inattuali. La nuova versione di "Knuckleduster" (dall'EP "Thrashed, Lost & Strungout"), che chiude il lavoro, ha un deciso sapore di riempitivo.


Tra i brani originali, spiccano la briosa opener "This Road", "Under Glass And Clover" e la title track al fulmicotone; il resto dell'album si situa in una zona mediana (o mediocre) senza picchi né cadute, che garantisce la godibilità dell'ascolto ma che rischia di annoiare presto, date anche le non più così incandascenti prestazioni di Alexi Laiho al microfono. La sensazione generale è che i finnici siano stati colti da un momento di stanchezza, forse non esistenziale ma certamente creativa, e forse anche da qualche dubbio sulla strada migliore da intraprendere nel futuro. Forse era lecito attendersi un briciolo in più di rischio da una band che in passato è stata capace di stupire, nel bene e nel male.





Intervista
Destrage: Paolo Colavolpe

Speciale
Il Rock compie 65 anni: come tutto ebbe inizio

Recensione
Rammstein - Untitled

Speciale
Rammstein: il track by track del nuovo album

Recensione
Whitesnake - Flesh & Blood

Intervista
Extrema: Tommy Massara