The 1975
I Like It When You Sleep, For You Are So Beautiful Yet So Unaware Of It

2016, Interscope Records
Alternative Rock

Recensione di Paola Marzorati - Pubblicata in data: 18/03/16

Secondo Matty Healy, leader dei The 1975, "Il mondo ha bisogno di questo album". E forse, tutto sommato, non sta esagerando. Forse ha quasi ragione.

Quel che è certo è che non ce lo saremmo aspettato. Non avremmo mai immaginato di abbandonare il bianco e nero e passare al rosa pastello; non avremmo mai pensato che ci sarebbe piaciuto così tanto. Eppure "I Like It When You Sleep, For You Are So Beautiful Yet So Unaware Of It" ci fa quasi pensare che l'album di debutto dei The 1975 fosse stato solo una prova. Una bella prova, certo. Ma il rosa pastello vince sul bianco e nero, in una teoria dei colori rovesciata, che ci restituisce uno degli album migliori di questo inizio 2016.


17 tracce che mescolano pop, rock e minimalismo e un titolo lungo quanto una poesia giapponese. Ma, soprattutto, un'atmosfera. Più che un disco, il secondo album dei The 1975 è un paesaggio, un clima, un luogo; un modo di essere e di sentire e di esprimere quello che si sente. Parola d'ordine: onestà. Matty Healy canta di religione, fama, dipendenza, solitudine e salute mentale su uno sfondo di suoni tanto variegato che è quasi difficile da descrivere. È come un quadro impressionista, con grumi di suoni diversi appiccicati alla tela; tutto quello che Healy abbia mai ascoltato, mischiato e macinato in 17 tracce tanto simili quanto distanti. "Please Be Naked" è un pezzo strumentale, con il pianoforte quasi classico a fare da protagonista; "Love Me", primo singolo estratto, ricorda i Duran Duran dell'era Notorius, richiamando sonorità frizzanti e aliene anni '80 mentre si fa beffe dei selfie e della fama a tutti i costi. C'è il richiamo un po' jazz di "If I Believe You" e la chitarra acustica di "She Lays Down", i cori gospel e i ritornelli accattivanti.


C'è un po' di tutto. C'è tutto quello che sono i The 1975, forse più nelle parole che nei suoni. Perché se le sonorità sono un collage di vecchi dischi e suoni futuristici, sono i testi ad essere irrimediabilmente loro e solo loro. Matty Healy scrive con un'onestà che punge quanto un bisturi, con uno stile semplice e dialogico, un po' fumetto, un po' decadentismo, e forse, proprio per questo, efficace. "The Ballad Of Me And My Brain" è la vera perla nera dell'album, un pezzo ironico che racconta degli effetti negativi della fama sulla salute mentale del cantante, che rincorre il suo cervello scappato da Sainsbury's, chiedendo con un sussurro "forget my brain, remember my name". L'apparentemente divertente "UGH!" è dedicata alla sua dipendenza dalla cocaina;"Nana" è un dolcissimo ricordo della nonna purtroppo morta, con la forza di immagini semplici quanto quelle delle unghie laccate di rosso che ti grattano la testa, senza farti male; e "She Lays Down", sola voce e chitarra, racconta la storia della depressione post partum della madre. Vita, morte, religione, amore, mancanza, vuoto. Ma non c'è banalità, non c'è patetismo nel raccontarlo; tanta intelligenza, ironia, sarcasmo e giusto un pizzico di dolcezza, che fanno di Healy un vero cantastorie pop.


"I Like It When You Sleep, For You Are So Beautiful Yet So Unaware Of It" è, alla fine, tutto qui, nel suo titolo: la poesia della freschezza del pavimento quando cammini con i piedi caldi e nudi, al buio, per non svegliarlo.





  1. The 1975
  2. Love Me
  3. UGH!
  4. A Change Of Heart
  5. She's American
  6. If I Believe You
  7. Please Be Naked
  8. Lostmyhead
  9. The Ballad Of Me And My Brain
  10. Somebody Else
  11. Loving Someone
  12. I Like It When You Sleep, For You Are So Beautiful Yet So Unaware Of It
  13. The Suond
  14. This Must Be My Dream
  15. Paris
  16. Nana
  17. She Lays Down

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