TEN
Illuminati

2018, Frontiers Music
Melodic Hard Rock

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 02/11/18

A distanza di un solo anno, i TEN, alfieri del melodic hard rock made in UK, tornano alla ribalta con "Illuminati", quindicesimo full length in studio nel quale gli albionici, rispetto al precedente "Gothica", riducono al minimo la vena dark a favore di un approccio concettuale di taglio esoterico. La scelta di riprodurre sull'artwork, sempre a opera di Stan W. Decker, "L'Occhio Della Provvidenza" al posto delle abituali figure femminili, conferma che titolo del disco e testi si focalizzano sulle vicende intorno alla società segreta bavarese, simile alla massoneria e tacciata sovente di aspirare all'instaurazione di un ordine mondiale alternativo. 
 
 
Dopo un'intro panoramica che galleggia nelle sfere celesti predilette da Neal Morse, l'epica "Be As You Are Forever" manifesta quanto l'architettura eufonica delle sei corde e la loro presenza costante rappresentino il marchio di fabbrica di una band fortemente attaccata alle proprie radici storiche. Il preludio idoneo, dunque, a catapultare gli appassionati sui campi di battaglia di "Shield Wall", tra frecce sibilanti, cariche impetuose e cavalieri che cozzano contro enormi muri di scudi infedeli; il merito di aver difeso la civiltà europea, onore rivendicato da varie logge e consorterie occulte, sembra trovare adeguato sfogo nei chorus imponenti della pista. E se "The Esoteric Ocean", ci guida sul sentiero dell'iniziazione e della conoscenza proibita attraverso un climax tensivo degno dei migliori Queensrÿche, un suono di trombe lontane, proveniente da una fitta foschia, anticipa la vista delle impressionanti pareti di "Jericho", brano in cui la voce del mastermind Gary Hughes raggiunge l'apoteosi interpretativa appoggiandosi sui solchi decisamente catchy (ed enfatici) del ritornello. 
 
 
A seguire, "Rosetta Stone" costituisce il frammento radiofonico del lotto; una traccia che si adatta come un guanto agli eventi che si desiderano raccontare e che volentieri si ascolterebbe a ripetizione. Nella title track a colpire, invece, è il flavor progressive delle tastiere di Darrel Treece-Birch, capaci di aprirsi un varco nei solidi intrecci creati dalla chitarra ritmica di John Halliwell e da quelle soliste di Steve Grocott e Dann Rosingana. Diversa, poi, l'aria respirata in "Heaven And the Holier Than-Thou": per illustrare musicalmente il tema sinistro della conoscenza arcana, il clima diventa relativamente più oscuro e pesante, ma bada la successiva "Exile" a stemperare nella malinconia le minacce della misteriosa rivelazione. Si torna ad atmosfere tirate con "Mephistopheles": sostenuto da una sezione ritmica davvero martellante, il pezzo curiosa nel romanticismo tedesco, tocca il mito di Faust, adombra la concreta presenza dell'inviato di Satana nel mondo reale. In coda, la tempesta, mai in verità troppo collerica, finalmente si placa: "Of Battle Lost And Won", pur corteggiando l'AOR, non cade nella trappola della ballad affettata, mantenendosi abbastanza asciutta e in linea con il mood generale del disco.
 
 
Ben costruito e dalle pennellate liriche interessanti, "Illuminati" mostra i TEN in grado di centrare il bersaglio con scioltezza e mestiere; qualche eccessiva concessione pop oriented e una produzione non perfetta, che penalizza soprattutto l'impatto della batteria, spesso relegata in secondo piano, non precludono un giudizio positivo del lavoro e la convinzione che i nostri possano ancora realizzare, in futuro, album di discreto livello. A patto di non scivolare nelle lusinghe dell'aggressività edulcorata: Johann Adam Weishaupt ne resterebbe deluso.

 





01. Be As You Are Forever
02. Shield Wall
03. The Esoteric Ocean
04. Jericho
05. Rosetta Stone
06. Illuminati
07. Heaven And The Holier-Than-Thou
08. Exile
09. Mephistopheles
10. Of Battles Lost And Won

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