Le Capre A Sonagli
Il Fauno

2015, Autoproduzione
Stoner

Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 05/03/15

Nel cercare di descrivere la seconda opera in studio degli orobici Le Capre A Sonagli, l'elemento di maggior difficoltà risiede nel non perdersi tra le pieghe e le insidie della proposta musicale.
Cominciamo col dire che lo scheletro sonoro di questi curiosi animali non è variato rispetto al passato: siamo in campo stoner rock in pesante lo-fi farcito abbondantemente di elementi folk e blues. Semmai, "Il Fauno" è un'opera che si presenta subito come ricca e smaniosa di mettere in mostra i suoi abbondanti orpelli, declamando un forte carattere artistico sin dalla struttura della sua track-list.

 

Quattro macro-suite, ognuna ad accompagnare un corto animato realizzato in seno alla band con la collaborazione del disegnatore Fulvio Il Lupo, tutto sviluppato attorno ad un concept che vede il piccolo Joe Koala avventurarsi in un viaggio dantesco ricco di curiose ed affascinanti creature. Creature esotiche come le canzoni che accompagnano le tappe di questo viaggio: la prima suite ci introduce subito alla particolarità sonora e lirica della band (i testi di Stefano Gibboni sono tanto nonsense quanto musicali nel loro dispiegarsi tra le storpiature sintattico-fonetiche del buon cantante, che sembrano scritti da un Alberto Ferrari sotto - più - pesante acido), mettendo in mostra un mixing più sfavillante rispetto all'esordio "Sadicapra" e una propensione all'uso fantasioso di strumenti inusuali (meraviglioso il flauto dolce di "Celtic").


"La suite del demonietto" è senza dubbio la parte più interessante del lavoro: qui l'atmosfera si fa più oscura e satura, grazie ad una nervatura che ricorda molto il punk rock dei '90s nella terra d'Albione ("Tre e 37", "Giù"), tutto per introdurci alla psichedelia pop dei '60s che anima "...E ci si buttò", dove tra la "Brimful of Asha" di "Nonno Tom" ed i ritmi tribali di "Pausa Pranzo", il nostro senso di orientamento musicale di ascoltatori viene mandato allegramente a puttane (o a "porpacuttana", se preferiamo usare il delizioso anagramma della band).


Non ci rimane che fuggire sulle ali di un cavallo defunto, ed è forse un peccato qui vedere la band perdersi tra eccessivi manierismi di genere ("Anatra") e di parodia ("Bobby Solo"), anche se la chiusura funebre al limite del gothic di "Joe" rappresenta quel colpo di coda che non ti aspetti e che, paradossalmente, rivitalizza a dovere una trilogia di brani meno brillante rispetto agli episodi precedenti.

 

Nonostante la struttura sin qui descritta porterebbe facilmente a credere di essere di fronte ad un'opera mastodontica e progressiva di almeno 70 minuti di durata, "Il Fauno" è tutt'altro: un disco snello, rapido ed asciutto, che dura 31 minuti in tutto e non ci vuole certo un master in matematica per capire che i brani - più che delle vere e proprie canzoni - sono come delle schegge impazzite lanciate in faccia all'ascoltatore.


Ciò che funziona: che l'originalità dell'opera non è assolutamente ingombrante né emotivamente sterile; il carattere musicale pressoché unico delle Capre A Sonagli arriva con estrema chiarezza nelle orecchie di chi ascolta, e facendo leva proprio su questi elementi di forte e totalizzante personalità.


Per contro, l'opera forse risulta povera di coesione ed eccessivamente sfuggevole: quando la nostra mano pare riconoscere l'appiglio su cui fare leva per fare un'ulteriore passo in alto nella scalata che porta alla cima, la forma dell'appoggio all'improvviso cambia, ed il rischio di scivolare giù diviene più che concreto.

 

In definitiva, "Il Fauno" è un disco per i coraggiosi, coloro che amano rimanere sorpresi dalla musica che ascoltano e che amano sorprendere chi li circonda, magari canticchiando versi di precario senso logico. Rimane fortemente sconsigliato a chi, invece, cerca opere di facile vestibilità e digeribilità, o a chi cerca un comodo e familiare consenso.





01. Celtic
02. Ciabalè

03. Tre e 37
04. Demonietto All'organetto
05. Serpente Nello Stivale
06. Giù
07. Nonno Tom
08. Uhaa!
09. Slow
10. Pausa Pranzo
11. Anatra
12. Bobby Solo
13. Joe

14. Goo Porpacuttana

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