Leprous
Live at Rockefeller Music Hall (CD/DVD)

2016, InsideOut Music
Progressive Metal

Recensione di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 01/12/16

 

Ci sono voluti quattro album e numerosi cambi di formazioni per i Leprous, ma alla fine, grazie ad una campagna di crowdfounding lanciata a Febbraio, i norvegesi hanno potuto pubblicare il loro primo album dal vivo - tappa fisiologica nella carriera di un discreto numero di band - "Live at Rockefeller Music Hall". Lo show, registrato ad Oslo il 4 Giugno scorso, è stato impreziosito per l'occasione dalla presenza, in alcuni brani, dell'ex batterista della band Tobias Ørnes Andersen e dell'ex leader dei connazionali Emperor Ihsahn, con cui i Leprous hanno collaborato per diversi anni.

 

Lo show riflette quello che la band norvegese rappresenta musicalmente: un sound composto da diverse anime, che pone le radici nel progressive metal, accogliendo influenze black da una parte e sonorità rese più morbide e corpose dalla tastiere dall'altra. Il prodotto finale mostra una band affiatata e di un alto livello tecnico, a partire dal batterista Baard Kolstad, una macchina inarrestabile che per tutta la durata del concerto scandisce i brani con una notevole precisione. Ma il mattatore della show è senza dubbio il cantante e tastierista Einar Solberg, che grazie alla notevole estensione vocale regala vocalizzi da applausi, intervallati da potenti scream nei pezzi più estremi, oltre a rivelarsi un'instancabile trottola nei brevi tratti in cui non si trova dietro alla tastiera. L'azzeccata scenografia ridotta ad alcuni schermi, permette di immergere al meglio lo spettatore nello show, amplificando le emozioni trasmesse dai brani, senza risultare troppo invadente.

 

"The Congregation", ultimo lavoro della band in ordine cronologico, è il protagonista della setlist, e viene proposto quasi nella sua interezza. Ne spiccano le esibizioni di "Rewind" (con una tetra atmosfera donata dai giochi di luci che ben si sposa con il brano), "Moon" e una memorabile "Slave". Sono invece le emozioni a farla da padrone in una delle brevi sezioni dedicate agli album precedenti, costituita da "The Cloak" e la vera e propria sorpresa "Acquired Taste", nelle quali "Solberg" dà il meglio di sé. È però nell'encore finale, dopo 90 minuti di musica ottimamente proposta, che viene raggiunto l'apice dello show con l'immancabile "Forced Entry" e l'oppressiva "Contaminate Me", resa memorabile dai disperati scream di Ihsahn.

 

Pubblicato in diverse versioni (tra cui una contenente tre vinili), "Live at Rockefeller Music Hall" è un prodotto ben realizzato e mixato, che fotografa il momento di maggiore maturità dei Leprous e li mostra per quello che sono in modo genuino e fedele. Oltre a conquistare sicuramente i fan più fedeli - che però probabilmente soffriranno l'assenza dei brani degli inizi - , il primo live album dei norvegesi potrà costituire per i neofiti una buona occasione per avvicinarsi ad una band che si trova nel pieno della propria proficuità.





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