Clif Magness
Lucky Dog

2018, Frontiers Records
Melodic Rock

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 12/07/18

Clif Magness, ovvero una leggenda dell'industria musicale, principalmente targata USA. Songwriter, cantante, polistrumentista e produttore, durante una carriera ricca di soddisfazioni ha prestato le proprie indubbie capacità a un innumerevole parterre di artisti tra i quali giova ricordare Quincy Jones, Celine Dion, Avril Lavigne, Kelly Clarkson: un carnet di lusso che si aggiunge alla vittoria di un Grammy Award e le nomination agli Oscar e ai Golden Globe. Nonostante i molteplici e fruttuosi impegni, nel 1994 l'autore trovò tempo e modo di pubblicare una celeberrima opera solista, quel "Solo" che risollevò le sorti del melodic rock a stelle e strisce dopo un periodo di inesorabile decadimento; a distanza di ventiquattro anni, sotto l'affettuosa pressione dei fan e l'ala protettrice di Frontiers Music, lo statunitense tenta per la seconda volta la strada dell'album in studio, nella speranza di bissare il successo e la perfezione formale dello straordinario esordio. La ricetta di "Lucky Dog" rimane la medesima: suoni puliti, architettura dei pezzi lineare ed efficace, melodie squisite, cori dall'orizzonte infinito. Elementi amalgamati con una lucidità encomiabile e tenendo i piedi ben piantati nel classico trademark coniato da band cardini che rispondono al nome di Journey e Toto. Assodato che gli apici del folgorante debutto restano a stento avvicinabili, il nuovo lavoro si presenta ugualmente spigliato e scorrevole e soprattutto schiva il pericolo della stucchevolezza a cui il genere radiofonico per eccellenza sovente paga un salato tributo.

 
Il platter mostra la stoffa di un compositore accorto nella gestione degli arrangiamenti e nell'evitare sbavature, oltre che abile nell'offrire una discreta varietà di paesaggi stilistici in grado di catturare l'interesse dell'ascoltatore. Il nostro sfodera bicipiti hard pop in "Ain't No Way" e "Don't Look Now", mentre galvanizza e trascina il ritmo da arena di "Like You", ricca di chorus brillanti e magici tocchi di tastiera; il groove poi di "Shout", complici le robuste trame della sei corde, accende davvero la miccia dell'entusiasmo, pompando muscoli e sudore in una struttura complessiva comunque cristallina e senza troppi spigoli. 

 
Pezzi come "All Over My Mind" e "Maybe" suscitano attenzione per l'accostamento di morbide sezioni di chitarra acustica e pianoforte a segmenti dominati dal fraseggio elettrico e da una batteria in grande evidenza; intanto, in "Nobody But You", ancora caratterizzata dai colpi di rullante in primo piano, il texano si lascia andare alla danza raffinata e ubriacante dell'armonica a bocca. Se l'accattivante anthem AOR "Love Needs A Heart" si pasce del romantico duetto con la connazionale Robin Beck e la delicata "Unbroken" trasmigra, nel finale, nei territori di una power ballad dal sapore rétro, "Rain" distilla, da par suo, umbratili lingotti di matrice Westcoast: la conclusiva "My Heart" giunge direttamente dagli anni '80 per l'utilizzo futuristico dei sintetizzatori e di dorati impasti eufonici.


Realizzato con estrema cura dei particolari, "Lucky Dog" rappresenta il giusto compromesso di ispirazione ed elegante manierismo: certo, il disco non possiede la patina scintillante di "Escape" o l'appeal commerciale di "Toto IV", ma sicuramente vale la pena schiacciare il tasto play e abbandonarsi al rollio delle calde linee vocali, a tratti prossime al soul, di Magness. Welcome back Clif!





01. Ain't No Way
02. Don't Look Now
03. Unbroken
04. Like You
05. Love Needs A Heart
06. Nobody But You
07. Maybe
08. Shout
09. Rain
10. All Over My Mind
11. My Heart

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