Max Gazzé
Maximilian

2015, Universal Music Italia
Pop Rock

Recensione di Giovanni Maria Dettori - Pubblicata in data: 18/11/15

"Stavo sperimentando nuovi strumenti e creando suoni diversi - spiega l'artista. Poi mi è apparso Maximilian, un uomo né del passato né del futuro, ma di un presente diverso, di un'altra dimensione" 

 

Effettivamente dopo la (troppo) breve parentesi del Trio "Fabi, Silvestri e Gazzè" ci siamo chiesti cosa sarebbe cambiato nelle scelte future dei tre cantautori romani, e quanto e come questo progetto avrebbe pesato, sia da un punto di vista di influenza musicale che di successo, sui futuri percorsi individuali ed artistici dei Tre Moschettieri.


Oggi ci arriva la prima testimonianza, ad opera dell'ultimo di questi tre, il più poliedrico ed anticonformista, nonchè il meno inquadrabile stilisticamente, e forse ad oggi uno degli artisti più sottovalutati nel panorama musicale italiano: Max Gazzé.


"Maximilian" non è solo il nome dell'Album: è un alter-ego, una sorta di Ziggy Stardust, che appare da un'altra dimensione ed è fonte di immensa ispirazione per l'artista, che in sua compagnia dà sfogo ad una serie di visioni elettroniche e melodiche che in 35 minuti regalano un'esperienza particolare, acuta e matura. E' un disco che ci mostra Gazzè in una nuova veste, ma è soprattutto un disco che parla di un qualcosa di ben specifico: ricominciare. Ricominciare a vivere, a reagire, a provare sentimenti, dopo che qualcosa ci aveva impedito di farlo come un tempo.

 

E' la dolcezza di "Mille volte ancora" a dare inizio al viaggio: una lettera di un padre ad un figlio, che nonostante le differenze e i dissidi sono pronti a riabbracciarsi e proseguire in questo cammino di reinvenzione insieme. Tocca poi al Groove elettronico di "Un Uomo nuovo" , dove una relazione già complicata di suo è resa ancor più difficile dalle sempre più incombenti distrazioni che ci legano ai Social Network e alla tecnologia, con le conseguenti incomprensioni di coppia e le promesse, appunto, di cambiare, nonostante lo si sia già fatto in passato, con pochi risultati. Nella seguente "Sul Fiume" i dissidi sembrano superati, ed il suono si fa più disteso, melodico ed intimo, sotto al chiaro della luna, con una vera e propria poesia in musica.

 

Dopo l'introspettivo trio iniziale, una tastiera dai suoni in 8-bit da Super Nintendo e le atmosfere Gipsy di "La Vita com'è" mostrano un lato spensierato ed inedito di questo Maximilian, in un mix di generi e colori diversi, dove l'amore si fa lontano, così come il dolore che spesso porta, e l'esuberanza sale, in un riff tormentone irresistibile al pari di quello della Hit "Sotto Casa" portata a Sanremo due anni fa', e anche stavolta, come allora, viene la voglia subito di riascoltarla più e più volte, a suon di deformare il tasto "Replay".


"Nulla" è una ballata nebulosa e surreale, a cavallo tra New Wave e classica, con un testo stavolta più vicino al "Padrone Della Festa" (molto affine alle atmosfere di Niccolò Fabi); dopo l'orecchiabile Ritornello Pop di "Ti Sembra Normale", arriva la volta di "Disordine D'Aprile" un ibrido di percussioni dance, cantautorato (grazie anche alla collaborazione di Tommaso di Giulio) e chitarra Funky, che trova un seguito naturale in "Teresa", dove si riaffaccia il già visto amore finito, ed anche qui non c'è tempo per buttarsi giù, anzi si finisce a volteggiare dietro ad un ennesimo e vorticoso Synth-Bass, e a ridere sulle disavventure sentimentali, guardando con ottimismo al futuro, e finendo addirittura per rivalutare lo stare di nuovo a casa di mamma e papà, perchè in effetti "Non c'è nessuno che cucina come i Miei" è e sarà una massima sempre vera e condivisibile per tutti.


La conclusione mette da parte l'elettronica, proiettandoci con un pianoforte e dei romanticissimi archi "Verso un altro Cielo Immenso", con un inaspettato crescendo che trasuda di Pathos da tutti i pori, e che dimostra che il nostro Gazzè non ha troppi limiti neanche quando si tratta di utilizzare strumentazioni classiche. Da applausi.

 

Se c'è qualcuno che oggi merita un encomio è proprio questo artista, che senza mai fare troppo rumore, senza esporsi in maniera esagerata, sempre a cavallo tra poesia e leggerezza, produce un altro Album attuale e di alt(r)o livello rispetto alle tonnellate di musica dozzinale che purtroppo il Belpaese oggi si deve sorbire. Un Disco che accompagna all'ormai inconfondibile ed irrinunciabile Verve Elettronica anche pagine melodiche di pregevole fattura, che fanno di "Maximilian" uno dei migliori Album nostrani dell'anno.





01. Mille Volte Ancora
02. Un Uomo Diverso
03. Sul Fiume
04. La Vita Com'è
05. Nulla
06. Ti Sembra Normale
07. Disordine D'Aprile
08. In Breve
09. Teresa
10. Verso Un Altro Immenso Cielo

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