Mellowtoy
Lies

2015, Scarlet Records
Alternative Metal

Recensione di Eleonora Muzzi - Pubblicata in data: 25/01/15

Certo che di strada ne hanno fatta i Mellowtoy, nel corso della loro breve ma comunque intensa carriera. Sul mercato da poco meno di un decennio, inaugurano il 2015 con il nuovo album, "Lies", che mostra un discreto cambio di rotta verso un sound più articolato e particolare. Ad un primo ascolto verrebbe da dire un sound più personale, ma in realtà non è sempre così.

"Lies" sicuramente si presenta bene: i nomi dietro a questa release non sono certamente sconosciuti (spicca Marco Coti Zelati dei Lacuna Coil come produttore), il "paccoccio", come si dice in gergo, è fatto bene, la copertina è fatta bene e si adatta bene alla musica presentata, quel "Ft. Cristian Machado" di fianco al titolo di "Chain Reaction" promette bene.
Ad un primo ascolto la reazione che scatta è proprio quella del "Apperò, che bel disco!”: di primo impatto è un piacevole cambiamento rispetto al guazzabuglio del metalcore che rigurgita band su band come margherite in un prato a primavera, non necessariamente tutte valide. Questo album, per i fan del genere e, perché no, anche per i meno fan, è un must have. Per quanto giovani, i Mellowtoy con questo quarto lavoro tirano fuori un bellissimo prodotto, diverso e fresco.

Poi lo si ascolta una seconda volta, una terza e così via, fin quando ci accorgiamo di un difetto che un lo rende un po' meno bello. Non brutto, assolutamente no, solo ci si rende conto che c'è ancora un po' da lavorare, soprattutto sulla personalità della band. "Lies", per quanto ben fatto, suona un tantino anonimo, dopo qualche ascolto.

Ovvio, siamo anni luce dal primo singolo rilasciato dai Mellowtoy, ovvero una cover pesantemente riarrangiata di "Save A Prayer" dei Duran Duran: per quanto ben fatta, la decisione di far uscire una cover come primo singolo, tra l'altro di una canzone arcinota e si può dire rappresentativa di un decennio, risultò un po' strana, quasi a volersi nascondere dietro ad una maschera, e la stessa sensazione subentra dopo un po' che si ha nello stereo questo disco. Una maschera perché, scusate la metafora fumettistica, come Mystique (NA: l'X-(wo)man blu, la mutaforma) i Mellowtoy assorbono i sound di altre band e li assemblano in un mix che suona come tutto e niente allo stesso tempo.

"Lies" è un calderone di influenze differenti, tutte ben riconoscibili per suoni, ritmiche, tematiche dei testi (particolarmente apocalittici e tendenzialmente misantropi), come un enorme puzzle che vien assemblato in un qualcosa di unitario e completamente diverso, ma ciò non toglie che si vedano per bene le linee dei pezzi accostati uno all'altro. Guardando da lontano, senza necessità di ascoltare con molta attenzione o con un orecchio particolarmente attento come quello di chi deve recensire, "Lies" è ben fatto, ben registrato, un piacevolissimo miscuglio di influenze core con tuffi nella melodia che spezzano la routine e rendono tutto ancor più piacevole. C'è una mano esperta a guidare questi ragazzi, e si nota. Siamo ad un livello superiore rispetto alle release passate, l'impatto è migliore, soprattutto durante i primi ascolti, e l'energia che questi brani potrebbero generare in sede live è notevole. Tuttavia il disco soffre un po' di questo aspetto mash up di influenze che lo rendono, purtroppo, meno vario di quanto parrebbe all’inizio. Ciò non toglie che con un intelligente lavoro di lima, un sound di questo genere ha le potenzialità per diventare qualcosa di più personale e ancor più piacevole.



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