Brainstorm
Midnight Ghost

2018, AFM Records
Power Metal

Recensione di Riccardo Marchetti - Pubblicata in data: 17/10/18

Negli ultimi venti anni il power metal è stato un po' come una tempesta di cervelli: tanti gruppi si sono cimentati nel genere, non sempre con idee innovative, ma questa linea musicale, pur non esente da critiche, ha saputo perpetrare il proprio stile e in alcuni casi anche innovandosi.
I Brainstorm non saranno sicuramente i massimi e più famosi esponenti del genere in questione, ma possiamo dire una cosa, soprattutto dopo l'ascolto di questa ultima incisione: si confermano essere una sicurezza, pur non rappresentando la punta di diamante del panorama. La band raggiunge infatti il dodicesimo album pubblicato e con esso si nota anche una certa esperienza che le consente di maneggiare sapientemente il proprio sound.

 

"Midnight Ghost" risulta felicemente solido, ben suonato e ispirato. Non ribalterà le vostre convinzioni sul genere, qualunque esse siano, non farà soffiare particolarmente forte un vento di novità, ma sarà senza dubbio in grado di intrattenervi con della buona musica, dotata di grande slancio e sound energico.
Lo stile è quello consolidato e ben amalgamato, i riff sono taglienti e diretti, le canzoni risuonano con timbro cupo ma risultando coinvolgenti. Pur non sfociando mai nel thrashy, buona parte dell'elaborato musicale mantiene alto il sound, con una potenza di base davvero ragguardevole. Un ottimo Power metal, spinto e deciso, il quale trova la sua massima realizzazione in pezzi come "Revealing the Darkness", "Divine Inner Ghost", "Haunting Voices", "The Pyre" e la cadenzata "Four Blessing".
A dare un tocco di varietà all'uscita ci pensano pezzi come "Ravenaous Minds" e la conclusiva "The Path". La prima, pur non perdendo potenza, trova giovamento da un imponente ritornello, maestoso e di grande effetto. La traccia numero dieci, al contrario, risulta molto varia, in grado di passare da stacchi atmosferici ad inserimenti amplificando molto d'effetto soprattutto nel chorus e nel ritornello.

 

Non possiamo dunque non notare come il lavoro preso in esame stavolta sia davvero capace di divertire, non facendoci mai annoiare nonostante non segua una strada ricca di innovazioni, sia per la band che per il genere stresso.
Unica spina nel fianco di questa dodicesima fatica rimane, appunto, l'innovazione e in parte la varietà delle tracce, non sempre capaci di offrire sufficienti sfumature. Il lavoro però si pone come colpo sicuro, figlio diretto del suo genere di appartenenza, al quale arride per gran parte della sua durata senza però mai divenire stancante o eccessivamente citazionistico. A ciò dobbiamo aggiungere un'ottima esecuzione e un'incisione pulitissima in grado di farci divertire ancor di più durante l'intera durata dell'ascolto.





01. Devil's Eye
02. Revealing the Darkness
03. Ravenous Minds
04. The Pyre
05. Jeanne Boulet (1764)
06. Divine Inner Ghost
07. When Pain Becomes Real
08. The Four Blessings
09. Haunting Voices
10. The Path

 

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