Nathalie
Anima Di Vento

2013, Sony Music
Pop Rock

Nathalie conferma il suo talento artistico, nell'attesa dell'affermazione definitiva
Recensione di Nicoḷ Rizzo - Pubblicata in data: 02/10/13

Sebbene diffidi dai talent show come diffiderei di un uomo con un coltello sporco di sangue  incontrato in un vicolo buio, quando mi capitò di vedere Nathalie a X-Factor, per la prima volta ne rimasi sinceramente colpito: una voce incredibile, una grazia unica e una modestia che solo un'artista degna di questo titolo può avere. Insomma, in mezzo a quel "postribolo televisivo" (pardon Silvio, ti pagherò il copyright), si distingueva per il suo spessore artistico, così come il pezzo "In Punta Di Piedi", che ha deciso di presentare durante la trasmissione rifiutando un pezzo, sicuramente più radiofonico, scritto per lei da Pacifico. Piccoli gesti insomma, che però fanno la differenza tra una cantante e un'artista.

Dopo due anni di pausa creativa, Nathalie decide di tornare sulle scene con "Anima Di Vento", nuovo disco di inediti che segna sicuramente una svolta nella sua carriera. Sebbene l'aspetto commerciale del disco sia più che evidente, Nathalie opta per un album abbastanza vario, in cui si fondono vari registri, dal pop più schietto di "Sogno D'estate" (a proposito, ciao Raf) a brani più "coraggiosi", dal risultato però non sempre impeccabile, come "Parole Forti", in cui più che le parole è la chitarra ad essere forte, con un fraseggio acustico da deserto del Nevada che poi sfocia in una chitarra elettrica più che dignitosa durante il ritornello. La title track "Anima Di Vento" è sicuramente il pezzo più rappresentativo del disco, ed è anche quello che probabilmente riscuoterà più gradimento da parte del pubblico (probabilmente lo sentiremo parecchio alla radio nelle prossime settimane): brano molto vicino a "In Punta Di Piedi", sicuramente si distingue all'interno dell'album, con un testo che conferma il tanto agognato fattore "X" dimostrato tre anni prima. Prestigiose le collaborazioni, tra cui spicca quella con Battiato ne "L'essenza" (pezzo che già dal titolo ben si collega con la poetica del maestro), brano in cui l'amore si accompagna a interrogativi sul cosmo e sulla natura del creato. A livello tematico, Nathalie ama riflettere su una pluralità di temi, che vanno dall'amore allo scorrere incessante del tempo, in cui uno spazio particolare sembra assegnato alle potenzialità che ognuno ha di cambiare le carte in tavola, di fronteggiare il destino e di vedere realizzati i propri sogni (vedi "Anima Di Vento", ma anche "Sogno D'estate").

Nathalie sforna un disco molto personale, in cui non tutti gli elementi riescono nel loro intento, in particolare per quel che riguarda la registrazione, in  cui alcuni suoni (molto spesso elettronici) sono lasciati in secondo piano, lasciando solo intuire la propria presenza che, a mio parere, poteva fare la differenza. Insomma, sicuramente non sarà una gemma preziosa nella storia della canzone italiana, ma è comunque un disco che, nel panorama "mainstream" (perdonate l'attacco d'hipsteria), è capace di rassicurarci: nel grigio mondo delle radio e dei Talent Show, c'è ancora qualcuno con un'anima. E speriamo che in futuro sappia ancora vedere "un metro più in là".



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