Nek
Filippo Neviani

2013, Warner
Pop Rock

Il disco ROCK che non t'aspetti...
Recensione di Andrea Mariano - Pubblicata in data: 16/04/13

Sarò sincero sin dall'inizio: quando mi è stata assegnata la recensione dell'ultimo disco di Nek, ho storto il naso. Cosa c'entra Filippo Neviani col rock? Di certo i suoi ascolti ed il suo background musicale è infarcito di Van Halen, country blues e soprattutto di The Police e Sting del quale è amico da tempo, come ci ha rivelato nella recente intervista, ma la sua discografia non ha assolutamente nulla da spartire col rock. Almeno, fino ad ora.

Già, perché è stato spiazzante eppure piacevolmente sorprendente notare che il cantante di Sassuolo, appena ha preso tra le proprie mani le redini degli arrangiamenti e delle esecuzioni delle parti di chitarra, basso (ricordiamo che Filippo è un musicista che non se la cava male con le quattro corde) e batteria, ha creato un disco dal quale emergono con una certa forza tutte quelle influenze musicali primordiali che avevamo accennato. Ovviamente non aspettatevi un disco hard rock alla Motley Crue, ma neppure le nenie eccessivamente smielate tipiche di un certo pop italiano dal quale Nek cerca di allontanarsi, almeno quanto basta per creare un connubio onesto e ben riuscito tra la sua indole rock ed il suo lato più melodico.

Non è un caso che l'album prenda proprio il nome di battesimo di Nek: "Filippo Neviani" è un disco praticamente senza filtri, che mette in chiaro la reale indole venata di rock dell'artista, indole che tra l'altro aveva lasciato trapelare già nei concerti degli ultimi anni esibendosi con una band dalle basi tipicamente rock (chitarra - basso - batteria, stop). Anche la stesura dei testi predilige, oltre alle solite tematiche d'amore e parentesi volte al sociale, una scelta, se vogliamo, atipica, ovvero dare spazio alla fede cattolica a cui il cantante si è progressivamente avvicinato nel corso degli anni. Scelta "atipica" perché non è un argomento che viene spesso affrontato nel pop rock, anzi, viene spesso ostracizzato. Il sottoscritto è stato piacevolmente colto di sorpresa un'altra volta: dopo il sincero avvicinamento al rock, la tematica religiosa non è stata fortunatamente utilizzata per attuare sterili prediche o arroganti argomentazioni su chissà quali argomenti, ma anzi è posta come esempio di catarsi personale, di opportunità di "bilanciamento" psicologico e morale (inteso proprio come capacità di mantenere un umore stabile) in situazioni difficili.

Filippo questa volta si è spogliato degli inutili orpelli e delle ampollose scelte stilistiche per favorire arrangiamenti sempre orecchiabili ma questa volta conditi da un sound più crudo e maggiormente volto a quelle che sono le vere origini musicali dell'artista. Inaspettatamente valido.




01. Hey Dio

02. Congiunzione Astrale

03. Dentro L'Anima

04. La Meta' Di Niente

05. Soltanto Io

06. Io No Mai

07. Uno Come Me

08. Verr' Il Tempo

09. Dammi Di Piu'

10. Il Mondo Tra Le Mani

11. La Mitad De Nada 

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