NoSound
Scintilla

2016, KScope
Post Rock/Art Rock

La band italiana dei NoSound lancia un album tematico che sceglie di parlare direttamente al cuore, per mezzo di atmosfere malinconiche e un suono più minimale.
Recensione di Federico Barusolo - Pubblicata in data: 18/09/16

Il logo della band, posizionato al centro dell'artwork del nuovo lavoro "Scintilla", è il chiaro simbolo della direzione che sta prendendo il modo di intendere la musica da parte di Giancarlo Erra negli ultimi anni. Nella personale visione del leader dei NoSound, infatti, l'arte (e, quindi, la musica) non è qualcosa che può nascere in maniera forzata, come i frenetici ritmi dell'industria musicale odierna suggerirebbero, né qualcosa che deve necessariamente essere farcita di effetti speciali e componenti catchy, atti a corrompere l'orecchio dell'ascoltatore. L'arte deve comunicare contenuti in maniera efficace, magari non per forza a primo impatto, e la musica dei NoSound ha lo scopo di arrivare al cuore. Non alla pancia, non al cervello.


E al cuore non può che arrivare "In Celebration Of Life", pezzo significativo fin dal titolo, che lo è ancor più se si conosce la triste storia di Alec Wildey, personaggio molto noto nella scena prog e amico di Erra, che ha saputo toccare la sensibilità di artisti di primo piano, come Steven Wilson e Mariusz Duda. Al cuore parla poi direttamente la voce di Andrea Chimenti, special guest dell'album in "Sogno E Incendio", unica traccia cantata in italiano, arricchita da un piacevole intermezzo chitarristico che unisce elementi dei Porcupine Tree ad efficaci bending di ispirazione gilmouriana.


La scelta di proporre musica più concreta e con meno fronzoli ha forte impatto sulla sezione strumentale, che, paradossalmente, rafforza le tastiere attraverso una loro minore presenza a livello quantitativo. Risaltano molto di più quindi le parti di piano e di mellotron, strumento particolarmente votato a sonorità post rock e art rock. Grandissima efficacia comunicativa è inoltre aggiunta dal violoncello di Marianne DeChastelaine in molti pezzi, "The Perfect Wife" e la bellissima "Emily" su tutti, elemento fondamentale della release. La title track "Scintilla" chiude poi il tutto, contrapponendo ad un lungo mood fortemente atmosferico, una marcetta finale sulla quale prende vita un trionfo di fiati.


Con questo album i NoSound confermano la tendenza, intrapresa negli ultimi tempi, di premiare le sensazioni dirette dell'ascolto e la genuinità di un sound decisamente più minimale, a discapito di soluzioni più cervellotiche e ricche a livello strumentale. Il songwriting di Giancarlo Erra presenta ancora una volta quelle che sono le sue influenze più importanti, mentre si arricchisce in studio grazie al contributo della band e di ospiti di rilievo, come Vincent Cavanagh degli Anathema, oltre ai già citati Chimenti e DeChastelaine. Nel complesso non si può che registrare una crescita, negli ultimi anni, che comprende scelte musicali magari non percepibili ad un primissimo ascolto, ma che, prima o poi, al cuore ci arrivano.





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