Phil Campbell And The Bastard Sons
The Age Of Absurdity

2018, Nuclear Blast
Hard Rock

Recensione di Pamela Piccolo - Pubblicata in data: 24/01/18

Nati nella leggendaria cornice del Wacken Open Air nell'agosto 2016, Phil Campbell And The Bastard Sons hanno ad oggi pubblicato un EP omonimo e suonato in diversi festival europei prima di approdare davanti a platee che in alcuni dei più grandi stadi d'Europa hanno atteso, la scorsa estate, i Saxon e i Guns N’ Roses. Accanto ad apparizioni all’Hellfest, allo Sweden Rock e al Download Spain, tra le altre, la nuova creatura di Phil Campbell ha deciso di chiudersi in sala di registrazione al fine di sfornare l’album di debutto. “The Age Of Absurdity” sarà rilasciato il 26 gennaio via Nuclear Blast. Registrato presso i Rockfield Studios e Longwave Studios in Galles e prodotto, progettato e mixato da Romesh Dodangoda, il disco è infine passato agli acclamati Abbey Road Studios di Londra per le sezioni di mastering.

 
Il primo singolo, "Ringleader", contiene la quintessenza del sound dei Bastard Sons. Coadiuvati da una leggenda come Phil Campbell, i ritmi sono serrati in un classic hard rock trascinante e coinvolgente per ogni vertebra del corpo umano. Si tratta di una ottima prima dimostrazione dell’integrità e dell’alchimia tra i fratelli Campbell e Neil Starr. Il timbro vocale di Neil è graffiante, la batteria di Dane Campbell è stra-pestata, le linee di basso di Tyla Campbell sono così pesanti che, accompagnati dagli assoli di Phil, non danno un attimo di respiro. È speed metal à la Motörhead. “Freak Show” prosegue nella morsa classic hard rock di "Ringleader": i riff, in apertura quasi blues, sono proiettili che non si può fare a meno di prendere. Ha groove, ha melodia, ha tutte le carte in regola per diventare una delle future punte di diamante per le scalette dal vivo della band. Prepotente e potente è “Skin And Bones”. Totalmente differente rispetto ai primi due brani di “The Age Of Absurdity”, il vorace basso di Tyla e i colpi inferti da Dane al suo strumento disegnano la linea del brano che rimanda, però, a suoni più recenti, come quelli degli Alter Bridge. Intrecci di chitarre a parte, “Gypsy Kiss” è costruita sui giri di basso di Tyla. In pieno stile Motörhead, i musicisti sembrano immersi in una tremendamente goduriosa gara di velocità. Phil Campbell And The Bastard Sons dimostrano di avere delle solide basi, vuoi per talento innato, vuoi per questione genetica. Mentre preferiamo saltare “Welcome To Hell”, colpisce per l’uso della fisarmonica “Dark Days”. Bluesy, a tratti country e con un assolo sognante, “Dark Days” è la sintesi della melanconia affogata in un bicchiere di bourbon sotto un cielo stellato. 

 
It’s my addiction. It’s rock ‘n’ roll”: “Dropping The Needle” e “Step Into The Fire” riportano l’album ai livelli hard & heavy per un concentrato di sinergia e caratura miste a sincero divertimento. Le lyrics semplici, pulite e sfacciate come quelle di “Get On Your Knees”, bomba ad orologeria pronta ad esplodere, contribuiscono ad un sound granitico e infuocato; la nostra attenzione è tenuta severamente alta.
 
 
Welcome to a new part of history, welcome to the age of absurdity”: “High Rule” è un pezzo di stampo politico e una roboante cavalcata concentrica di rimando agli anni Ottanta in cui Neil Starr fa sfoggio, come su tutto il disco, della sua carica ed energica, nonché varia, estensione vocale, qualità sottolineata nel brano di chiusura di questo primo full-lenght per Phil Campbell And The Bastard Sons. “Into The Dark” è una ballata dai toni morbidi che si riempie della voce liquida di Neil Starr e delle bellissime varianti della chitarra di Phil Campbell. 
 
 
Eccellente prova a chiusura del primo capitolo nella discografia di Phil Campbell And The Bastard Sons, ma non prima del riarrangiamento di “Silver Machine”, il classico degli Hawkwind per cui la band ha chiamato Dave Brock alla voce e alla chitarra. Una bonus track più patinata rispetto allo scarno brano della prima band di Lemmy per un lavoro, quello realizzato con “The Age Of Absurdity”, potente e ben costruito che verrà certamente classificato tra i migliori dischi hard rock dell'anno.   




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