Vader
Solitude In Madness

2020, Nuclear Blast Records
Thrash/Death Metal

Gli storici deathster polacchi tornano all'assalto senza deludere le aspettative
Recensione di Matteo Poli - Pubblicata in data: 01/05/20

Basta molto poco, più o meno una rullata, per riconoscere un pezzo dei Vader; polacchi, nati nel lontano 1983, quasi in contemporanea con altri pionieri del death, si sono presto insignoriti di questo genere, forgiandolo di caratteri molto personali, tanto che nonostante la batteria militare che ci percuote ad ogni loro brano, hanno sempre mantenuto sotto sotto un'anima speed thrash.


Capaci di produrre grandi lavori come "The Ultimate Incantation", "De Profundis" e anche, più di recente, "Welcome To The Morbid Reich", senza mai perdersi per alcuna tangente, i Vader hanno visto succedersi diverse line up, ma la compattezza dello stile è assicurata dall'ostinazione del guitar vocalist dal growling naturale più temibile dopo Max Cavalera, ovvero Piotr "Peter" Wiwczarek"Thy Messenger", EP pubblicato un anno fa, ha al solito preparato il terreno a un ritorno di più corposo spessore. Ascoltare "Solitude In Madness" è come salire su un ottovolante perverso nel luna park di Satana che si bazzica da tempo e ci troviamo tutto quello che ci aspettiamo da un lavoro dei Vader.

 

Fin dalla doppietta iniziale spaccaossa "Shock And Awe" e "Into Oblivion", rispettivamente tempo in 4 e in 3, la band disorienta la nostra fanteria e disperde l'artiglieria. Si continua a macinare cassa con la rombante "Incineration Of The Gods", ma le chicche del disco sono custodite al centro: "Sanctifications Denied" e "And Satan Wept" sono i dardi mortali che ci centrano in pieno petto, anche se a darci il colpo di grazia sono le brevi e accuminate saette di cui i Vader amano farcire i loro lavori, come "Despair", "Final Declaration" e la sterminatrice "Stigma Of Divinity". Tutto al proprio posto insomma. "Bones" allenta un poco la tensione per un attimo facendo finta di virare al metal classico, per poi travolgerci con l'accelerato delle 23:58 verso l'Inferno. Produzione, copertina e ferocia come sempre smaglianti. Violenti, divertenti, cocciuti nella loro coerente semplicità, spaccaossa col sorriso: i Vader non deludono mai.





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