Are You Real?
Songs From My Imaginary Youth

2017, Sisma
Folk, Psychedelic Acoustic

Echi d'acqua in musica e percussioni sciamaniche si lasciano svelare nella laguna dove sogno e realtà si prendono per mano.
Recensione di Alessandra Manini - Pubblicata in data: 16/02/17

Andrea Liuzza è lo sciamano della laguna, è Are You Real?.
Lo sperimentalismo intrinseco di questo artista dall'anima liquida ed in continua evoluzione trova nel connubio del folk psichedelico la propria sonorità.
Con il suo primo album "Songs of Innocence" dopo aver conquistato la Penisola ha strappato consensi anche in Europa, con date in Spagna, Belgio ed Olanda.
Il secondo album della sua produzione artistica: "Songs For My Immaginary Youth" ci regala un disco capace di evocare chimere e realtà inimmaginabili mentre la voce sincera quanto pulita e cristallina del giovane veneziano ci accompagna, in un viaggio tra gli universi delle nostre interiorità, fino ad arrivare nelle profondità del subconscio.
Un progetto artistico polivalente che trova nella propria realizzazione il traguardo dell'autore che al contempo prende le redini di ogni strumento, del mix e del videomaking.
Are You Real? unisce i toni acustici del folk all'intensità elettrica e alla passionalità nella scoperta delle percussioni sciamaniche; supportato nelle live session da Alessandro Ragazzo alle chitarre e Marco Agostini impegnato alle tastiere e alla programmazione.


In uscita il 16 Gennaio, l'album "From My Imaginary Youth" si è già presentato al pubblico precedentemente con il singolo "We Are The Wild Things" ed un video assolutamente suggestivo che amalgama la quotidianità degli scenari con personaggi dai volti inattesi. La dedizione nella creazione la si può cogliere nel finale liberatorio della traccia, reso possibile dalle trenta diverse voci registrate da Liuzza per ottenere un coro di vera gioia.
I cordofoni, il timbro riconoscibile ed emotivamente coinvolto dell'artista aprono "Run" e attraverso le prime note danzanti alzano il sipario su di un mondo fatto di ombre che fuggono alle prime luci del sole lontane dagli incanti della notte, un percorso introspettivo in cui il mistero contenutistico si plasma nelle chimere del singolo, consapevole e capace di affrontare la battaglia. Inutile specificare se si tratti di un conflitto nel mondo reale o interiore, perché la realtà di Are You Real? trova nell'idealismo empirico la propria realizzazione.
"Run" è un pezzo eccezionale dove l'eco assume a tutti gli effetti lo spessore del corpo strumentale.
Con un ritmo decisamente più sostenuto, la traccia "Shaman Punk" è impreziosita dallo spettro strumentale creato dalle percussioni che come una vera e propria seconda voce duettano con Are You Real?.
L'animismo in tutto il suo fascino ed ermetismo trova vita propria, come se "Shaman Punk" attraverso parole in musica riuscisse a rappresentare tra le ombre della notte in un viaggio sciamanico; sul palcoscenico la fisicità dell'esecuzione strumentale e la varietà delle immagini come gli spiriti che possono vestirsi con il manto buio della foresta.
"The Great Unknown" nell'oscurità del mistero, disegna nel progredire dell'esecuzione la risposta forse conosciuta da sempre, forse dimenticata ma che ritrova una nuova luce capace di illuminare tutto il nostro mondo. Il corpo strumentale e le liriche di Are You Real? si completano vicendevolmente, definendosi le une nelle note e le altre nell'eredità narrativa.
L'album si chiude con "I Don't Wanna Die Young", un brano energico legato ad un luogo temporale non definito ma di certo ad un mondo affine alle realtà che possiamo toccare con mano, dove la rivincita si ferma su d'un sorriso che ha il sapore della consapevolezza e delle battaglie perse che hanno reso possibile la vittoria di altre.


Nulla è più eloquente delle parole dell'artista per far comprendere quanto questa opera abbia da trasmettere, dove un denominatore comune quotidiano esplode nelle sfaccettature del nostro io: "ho cercato di fare un disco dell'anima, un disco che parli all'anima, che esplori i suoi paesaggi, intessuto dei suoi colori, in grado di risalire alle sorgenti della nostra energia, che ci permetta di recuperare i poteri magici e affrontare i demoni con un grido di esultanza."





01.Song for a Stranger
02.We are the wild Things
03.Run
04.Behind Your Eyelids
05.Shaman Punk
06.There Was a Man
07.The Great Unkown
08.I Kissed Alice
09.I Don't Wanna Die Young

Speciale
Sei valide ragioni per partecipare al Copenhell

LiveReport
Sziget 2019: la 27esima rivoluzione dell'amore - Budapest 07/08/19

Intervista
Twilight Force: Alessandro Conti (Allyon)

Recensione
Equilibrium - Renegades

Recensione
Slipknot - We Are Not Your Kind

LiveReport
Metal for Emergency 2019: Anthrax, Destrage & more - Filago 04/08/19