Stryper
Second Coming

2013, Frontiers Records
Hard Rock

Recensione di Chiara Frizza - Pubblicata in data: 10/04/13

Le reunion, si sa, non sono più una novità e ogni tanto capita che dopo un periodo sabbatico di anni, qualche gruppo faccia il suo ritorno, ripartendo là dove si era fermato. E’ quello che è successo anche per i californiani Stryper, esplosi negli anni ’80 anche grazie all’attenzione di MTV, ricordati soprattutto per il forte orientamento cristiano della loro proposta musicale e tramontati poco dopo la fine della decade fortunata dell’hard rock, imponendosi comunque come una delle band Christian Metal più note di sempre. Dopo lo scioglimento del 1993, la reunion all’inizio del nuovo millennio, due album in studio (il tiepido “Reborn” nel 2005  e “Murder By Pride” del 2009, accolto con più entusiasmo dai fan) e “The Covering” (2011), un album di cover in omaggio alle band che più li hanno ispirati, il quartetto ritorna ora con “Second Coming”, una sorta di “best-of” che contiene i maggiori successi della band, ri-registrati attraverso le tecniche di registrazione attuali. Scopo principale della release è mettere a disposizione dei giovani, nuovi fan(e anche di quelli di lunga data) i classici degli eighties, per dare la possibilità ai primi di conoscere il repertorio più datato degli Stryper e ai secondi di fare un tuffo nel passato senza dover togliere la polvere ai vinili. Quattordici tracce tratte prevalentemente dai primi lavori, l’EP omonimo del 1984 e i successivi e fortunati “Soldiers Under Command” e “To Hell With The Devil”, riproposte in versioni più patinate grazie ad una produzione più moderna, che dà a queste tracce un sapore di novità pur avendo ben poco di nuovo. Le chitarre sono più heavy rispetto alle registrazioni originali, il suono è più attuale e ricco, supportato anche da un’ottima prova vocale. Cori e backing-vocals sono coinvolgenti e più pomposi soprattutto nei ritornelli (“Loving You”, “Soldiers Under Command”, “Makes Me Wanna Sing”, “The Rock That Makes Me Roll”, “To Hell With The Devil”). Più smorzato il tono di “Calling On You” e “Free”, più melodiche, così come “First Love”, unica ballad presente nell’album, poco toccata dalla modernizzazione che ha interessato invece una buona parte degli altri brani.

“Second Coming” è, insomma, un assaggio del sound che gli Stryper avrebbero se fossero nati nel 2013 invece che nel 1982, pur senza dimenticare che questo album è il risultato non solo di metodi di registrazione più moderni, ma anche di capacità esecutive sviluppate nel corso di una carriera durata anni e anni; un album che dimostra l’ottima forma della band e ancora un certo potenziale, dato anche dai due inediti che arricchiscono questo “best-of”: “Bleeding From The Inside Out” e “Blackened” dimostrano che le idee non mancano.

Se si hanno poche idee e ben confuse su chi siano gli Stryper, “Second Coming” è un buon punto di partenza; se però si amano le sonorità anni ’80, più ruvide, meno “pompate” (e forse, più autentiche) forse è il caso di farla davvero la polvere, a quei vinili…



01. Loud N’ Clear
02. Loving You
03. Soldiers Under Command
04. Makes Me Wanna Sing
05. First Love
06. The Rock That Makes Me Roll
07. Reach Out
08. Surrender
09. To Hell with the Devil
10. Calling On You

Recensione
Alter Bridge - Walk The Sky

LiveReport
Volbeat - Rewind, Replay, Rebound World Tour - Milano 14/10/19

LiveReport
Pixies - UK & Europe Tour 2019 - Bologna 11/10/19

Recensione
Nick Cave & The Bad Seeds - Ghosteen

Videointervista
Lacuna Coil: Cristina Scabbia, Andrea Ferro

Recensione
Lacuna Coil - Black Anima