The Fratellis
In Your Own Sweet Time

2018, Cooking Vynil/Edel
Indie Rock

Recensione di Giovanni Maria Dettori - Pubblicata in data: 15/03/18

Dopo tre anni, i Fratellis tornano con il loro rock dionisiaco, caciarone e danzereccio grazie a "In Your Own Sweet Time", un disco che, come ampiamente pronosticabile, non accenna minimamente a svolte sonore, o tantomeno a cedere a voglie elettroniche (ultimamente tremendamente in voga nell'indie), che, nonostante qualche ripetitività di troppo e una stucchevolezza un po' tipica del genere, convince. 
 
Jon Fratelli, leader della band "fraterna", rilasciò alcune dichiarazioni qualche mese fa, parlando di un disco luccicante, che avrebbe raccontato storie tra luci ed ombre. Difatti, il disco si incentra sulla dolorosa materia dell'amore, dei suoi su-e-giù, di cuori spezzati e di colpi di fulmine travolgenti e improvvisi, il tutto condito dal solito anfetaminico rock'n'roll che ha reso la band sind dai tempi di "Chelsea Dagger" un gruppo capace di attirare simpatie e aficionados in tutto il mondo molto umilmente, senza voler strafare o stregare nessuno.
 
L'album inizia dalla fine. In "Stand up tragedy", l'amore di coppia finisce con un tragicomico scivolone e il solito rock frizzante in stile Fratellis, ma con un fuzz che sa un po' di già sentito. 
“Starcrossed Losers" è una rivisitazione shakesperiana dei nostri tempi: “Romeo, Romeo I’m your Juliet! I’m the pot of gold you haven’t found yet". Il cinismo taglia tutto il pezzo, considerato che ad essere protagonista di è una relazione che sembra vivere su presupposti non particolarmente canonici. “The Next Time We Wed”, che suona tanto come una B-side dell'ultimo Prince, è un'altrettanto comica situazione, in cui il protagonista promette di fare di tutto per provare ad essere un marito migliore... La prossima volta che se ne presenterà l'occasione però. “I’ve Been Blind” suona come un po' come "Every Breath You Take" suonata dai Killers, con un assolo in stile anni '60 sul finale che non dispiace. Bisogna aspettare "Advaita Shuffle" per trovare qualcosa di un po' diverso dal solito, a cominciare dal testo, meno comico e assurdo del solito, dove una vena sperimentale ci fa abbandonare per un attimo la caoticissima sala da ballo targata Fratellis... Ma basta poco per ritornare ai ritmi forsennati a cui la band ci ha ormai abituati: "Laughing Gas" è la traccia più divertente del disco, con i falsetti di Jon, già ampiamente apprezzati nelle prime tracce del CD, che danno un senso di assurdità all'intero brano, ed un ennesimo crescendo che scalza ed incalza sino alla fine
 
"I Am That" chiude il disco, lasciando per un attimo da parte lo scherzo e concedendoci qualche riflessione in più, con un intenso pianoforte che fa da "aspirina" dopo i ritmi assai accesi dell'intero disco.
"In Your Own Sweet Time" non porta molto di nuovo sotto al sole: sono sempre i Fratellis, fanno sempre un Indie Rock saltellante, anfetaminico e non sempre digeribile, ma che resta coerente a se stesso per tutto il disco, con note più lievi (seppur mooolto limitate, peccato) che riescono parzialmente a spezzare una monotonia che d'altronde ci aspettavamo sin da principio, ma che diverte comunque.
 





01. Stand Up Tragedy
02. Starcrossed Losers
03. Sugartown
04. Told You So
05. The Next Time We Wed
06. I’ve Been Blind
07. Laughing Gas
08. Advaita Shuffle
09. I Guess… I Suppose…
10. Indestructible
11. I Am That

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