Andy Black
The Ghost Of Ohio

2019, Spinefarm Records
Pop Rock

Andy Black si ripresenta in veste solista con un concept profondamente personale.
Recensione di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 15/04/19

Sono passati quattro anni da quando Andy Black, cantante dei Black Veil Brides, ha deciso di dare ulteriore sfogo alla propria vena artistica, pubblicando il primo album solista della carriera, portando avanti in parallelo i due progetti, pur molto diversi nella proposta musicale. Alle influenze più heavy della sua band principale, il cantante ha infatti contrapposto in "The Shadow Side", nel 2015, un sound più soft e tendente al pop. Giunto quest'anno alla seconda fatica solista, Andy decide di continuare a seguire questa strada, ampliando ulteriormente i propri lidi sonori e unendo il tutto ad un concept fortemente personale. Nasce in questo modo "The Ghost Of Ohio".

 

I brani che compongono l'album vanno a comporre un racconto semi-autobiografico, che esplora l'infanzia dell'artista, partendo proprio dalla sua città natale. Ansia, resurrezione e redenzione sono i tre argomenti chiave che attraversano il lavoro e vengono messi in musica attraverso ballate malinconiche e brani catchy, dal ritmo più sostenuto. I pezzi, tenendo conto del background di appartenenza, sono ben equilibrati nella tracklist e si susseguono risvegliando diverse emozioni e sottolineando i diversi aspetti del racconto. Se la struttura narrativa è sempre ben impostata ed efficace, non si può dire lo stesso dell'aspetto puramente musicale. Nonostante Andy riesca spesso a mettere la firma su brani cantabili e con un buon ritmo, troviamo diversi punti all'interno del lavoro in cui viene presa troppa ispirazione da altri artisti, risultando quindi in brani musicalmente poco personali e a tratti ripetitivi, soprattutto a fronte del concept così legato all'artista. È questo il caso di "Soul Like Me", nella quale sono fin troppo riconoscibili i 30 Seconds To Mars, o "Feast Or Famine", dove vengono messi in primo piano elementi ormai abusati dal pop moderno. Tra i brani più efficaci del lotto troviamo invece "Westwood Road", che riassume propriamente tutte le anime del lavoro e la conclusiva e solenne "Fire In My Mind".

 

"The Ghost Of Ohio" è un lavoro apprezzabile da un'ampia fetta di fanbase dei Black Veil Brides, a patto di saper accettare i cambiamenti e di riuscire a superare le etichette. Il cantante decide, in questo frangente, di continuare a esplorare nuovi territori, riuscendo complessivamente nell'obiettivo, anche a fronte di alcuni errori. Nonostante questo ci troviamo di fronte a un album più maturo e personale del precedente, con il quale Andy conferma le sue ambizioni in chiave solista. I due dischi pubblicati dal cantante non sono infatti esperimenti malriusciti e, considerati i risultati ottenuti, è molto probabile che in futuro rivedremo Andy Black in questa veste.





01. Introduction: Ressurrection
02. The Promise
03. Westwood Road
04. Know One
05. Soul Like Me
06. The Wind & Spark
07. Ghost Of Ohio
08. Heroes We Were
09. Feast Or Famine
10. Heaven
11. The Martyr
12. Fire In My Mind

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