Thy Art Is Murder
Human Target

2019, Nuclear Blast
Deathcore

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 27/07/19

I Whitechapel costituiscono una pesante pietra di paragone per chiunque si cimenti in un genere spesso bistrattato come il deathcore; per i Thy Art Is Murder, giunti ormai al quinto LP in studio, i confronti dovrebbero rappresentare acqua passata. Eppure, ancora una volta, il leit motiv dell'occasione sprecata torna dispotico. Il sospetto che gli australiani abbiano detto tutto con "Hate" (2012), lavoro decisivo anche dal punto di vista commerciale, si fa strada appena "Human Target" smette di girare nel lettore. Se la cura a corredo del disco, dall'artwork alla produzione, non mostra alcuna grinza, quando l'attenzione viene rivolta al songwriting, invece, il discorso prende una piega diversa: il lotto pullula di brani di mestiere, prevedibili nella forma e nel contenuto, incapaci di aggiungere quel qualcosa in più al percorso sin qui battuto dalla band. La famosa asticella che separa l'eccellenza dalla normale amministrazione resta inesorabilmente in basso.
 

Il problema principale di cui soffrono da sempre John "CJ" McMahon e soci risiede nella formula ripetitiva delle loro canzoni: cliché politico-religiosi nelle liriche, fraseggi ripresi da release precedenti, pesanti breakdown dall'astuta collocazione fisica. Prendiamo "Make America Hate Again", pezzo praticamente identico a "Puppet Master" e costruito senza alcun tentativo di nascondere l'autoplagio: di certo, non un buon salvacondotto. A prescindere da ciò, l'opus contiene comunque un pugno di tracce di discreta caratura. La title track e "Death Squad Anthem", nonostante logori momenti in stile Meshuggah, si avvalgono di riff dal piglio accattivante, le raffiche ibride di "Voyeurs Into Death" aprono varchi oscuri tra le macerie interiori, "Atonement" brulica oppressione e Apocalisse, "Chemical Christ", sorprendentemente melodica, unisce in modo mirabile suspense e atmosfera. Il resto, purtroppo, è pura comfort zone, non delle migliori e con gli evidenti limiti del caso.

 

Lungi dal realizzare l'album svolta della carriera, i Thy Art Is Murder prediligono l'usato sicuro all'azzardo del rinnovamento: scelta consapevole o meno, il risultato non lascia davvero soddisfatti. Per le eterne promesse il conto alla rovescia inizia prima del tempo.





01. Human Target
02. New Gods
03. Death Squad Anthem
04. Make America Hate Again
05. Eternal Suffering
06. Welcome Oblivion
07. Atonement
08. Voyeurs Into Death
09. Eye For An Eye
10. Chemical Christ

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