Van Halen
Tokyo Dome Live In Concert

2015, Warner Bros
Hard Rock

Recensione di Giulio Beneventi - Pubblicata in data: 03/04/15

Il tempo passa, i bassisti vanno e vengono, non parliamo dei cantanti, ma la forma atletica dei Van Halen tutto sommato non cambia. Nei due cd del nuovo Tokyo Dome Live In Concert è infatti riversato il solito cocktail di energia, gigioneria, talento ed esibizionismo lungo le circa due ore di concerto che costituirono lo show del 21 giugno 2013 nel famoso stadio della capitale giapponese. Si tratta inoltre del primo album live ufficiale con David Lee Roth alla voce; curioso, lo so.. ma meglio tardi che mai, no? Alla domanda "perché adesso?" non saprei rispondere; se la poniamo ai diretti interessati di sicuro la laconica affermazione orgogliosa sarà «perché i fans l'hanno richiesto a gran voce».. spero vivamente che il vero responso non sia l'arrivo al capolinea delle nuove idee, come aveva già suggerito quella tonnellata di outtakes che è passata alla storia come "A Different Kind Of Truth" (2012).


Ad ogni modo, la setlist proposta è perfetta, una delle migliori che mi sia capitato di vedere in tutti i concerti della band da almeno dieci anni a questa parte. Non aggiungerei più di tanto (.. dov'è "Jamie's Cryin'"?!) e di certo non taglierei nulla: oltre a tre pezzi dell'ultimo disco ("Tattoo", "She's The Woman" e "China Town"), sono assicurati in primo piano solamente i classiconi - esclusi ovviamente (ahimè) TUTTI quelli del periodo Van Hagar - ma c'è spazio anche per le chicche "minori" (se minore può chiamarsi "Heard It Later") riservate ai palati più raffinati, a riprova del fatto che Eddie e soci sanno sempre cosa piace e non ci pensano più di tanto prima di darglielo a tutto volume. Il tiro è poderoso e il sound poi ha un non so che di crudo e reale da farmi escludere l'apporto di pesanti sovraincisioni. Quindi niente punti deboli? Eh, utopia. Diamond Dave è sempre il migliore tra gli showman ma spesso e volentieri è totalmente fuori tonalità; quanto a Wolfgang, il giovine delfino di famiglia suona egregiamente ma non nasconderò che in più occasioni ho davvero sentito lacerante la mancanza di Michael Anthony, specie per quanto riguarda le sue parti di backing vocals che nessuno riesce a sostituire, cosicché i cori risultano a tratti molto sguarniti. Certo, meglio così che con le basi sotto come fanno alcuni pagliacci (evito di far nomi .. ci penserà di sicuro Gene Simmons con le sue sparate, magari accompagnato dalla sua preferita di aver creato i VH). Eddie però in ogni caso è come al solito eccezionale e Alex la medesima furia di trent'anni fa.. e che ve lo dico a fare?


Piccolo appunto: se quel grande progetto top secret di cui circolava voce da almeno due anni è proprio questo live un po' deluso lo sarei sicuramente. Detto ciò, si tratta di un gran concerto - ben registrato e mixato da Mr. Clearmountain - con tutti i pregi e difetti che ne derivano, propri della dimensione live di un gruppo di fine anni ‘70. Non stellare, ma davvero godibile.





CD 1
1. Unchained
2. Runnin' with the Devil
3. She's the Woman
4. I'm the One
5. Tattoo
6. Everybody Wants Some
7. Somebody Get Me a Doctor
8. China Town
9. Hear About It Later
10. (Oh) Pretty Woman
11. Me & You
12. You Really Got Me
CD 2
1. Dance the Night Away
2. I'll Wait
3. And the Cradle Will Rock
4. Hot for Teacher
5. Women in Love…
6. Romeo Delight
7. Mean Street
8. Beautiful Girls
9. Ice Cream Man
10. Panama
11. Eruption – traccia strumentale
12. Ain't Talkin' 'bout Love
13. Jump

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