Völur
Ancestors

2017, Prophecy Records
Folk Metal/Doom

Recensione di Pamela Piccolo - Pubblicata in data: 27/06/17

Nati nel 2013 da Lucas Gadke e Laura C. Bates, i Völur sono una commistione di influenze atte a risvegliare il più antico torpore umano. Unitosi James Payment nel 2014, il trio canadese mette in musica melodie popolari: folk pastorale e doom sono lo sfondo al violino di Laura e agli scream di Lucas. 

“Ancestors” segue “Disir”, album di debutto della band intriso e dominato da figure femminili mitologiche. “Ancestors” vi si contrappone e si focalizza sulle figure mitologiche maschili. Secondo di una serie di quattro dischi, “Ancestors” fa luce su differenti elementi del mondo spirituale germanico e trae la sua ispirazione dalle saghe dei guerrieri poeti. Le canzoni del trio di Ontario sono dei poemi lunghi mediamente cinque minuti, nonché composizioni narrative in cui il violino subentra alla chitarra e dove il basso ha dunque la responsabilità dei suoni melodici e ritmici. I riff sono potenti, essenziali nella loro ricchezza. Dinamica e bellezza poetica sono solo due degli aggettivi che possiamo riversare su questa produzione, con cui i Völur sembrano dichiararsi alla ricerca perpetua di un’espressione artistica. 

Lenta contemplazione, natura primordiale. Miti antichi e poemi epici. Dark folk, introspezione e leggiadria si intrecciano alla cupidigia del doom, mentre il progressive black metal, distopia e distorsioni completano il dipinto.

Cos’è il doom quando la chitarra è sostituita da un violino?

I Völur hanno il senso del grandioso e ci impreziosiscono con un disco di quattro canzoni: “Breaker of Silence”, “Breaker of Skulls”, “Breaker of Oaths” e “Breaker of Famine”. Il silenzio, i teschi, i giuramenti e la carestia non sono soggetti equiparabili al susseguirsi delle quattro stagioni, ciononostante la primavera è arrivata con l’annuale promemoria della rinascita. Il secondo lavoro dei Völur è infatti uscito il 2 giugno 2017 via Prophecy Records ed è stato prodotto dalla stessa band in collaborazione con Charles Spearin. 
Come sbocciano i fiori, così i Völur si aprono a una trasfigurazione della potenza nella loro musica. Da una fase di calma e di contemplazione acuita dai background vocals di Laura e dai suoi intrecci con la voce maschile di Lucas, “Breaker of Silence” si apre con un’invocazione messianica per chiudersi dopo quindici minuti di duello tra basso e violino. 
"Breaker of Skulls" è un brano più ambientale. Il basso è più pesante, sembra fondersi con il violino talvolta frammentario e con i growl che non sovrastano, bensì accompagnano la armonica base musicale dei Völur.
Con violini e violoncelli folk e un pianoforte si apre "Breaker of Oaths". A essi vi si lega talvolta una voce lontana e tranquilla, talvolta un coro d'anime che particolarizzano l’intera sezione compositiva. Mentre le prime tre sezioni che compongono "Breaker of Oaths” sono meno interessanti, la quarta, “Death”, è un ritrovo per i Völur del dark folk spinto in puro stile finlandese. E dalla monotonia si passa alla violenza di “Breaker of Famine”. Qui l’ascoltatore non è mai privo di spunti di interesse, la sua attenzione non può cadere nel vuoto. Si tratta della canzone più pesante a livello melodico, in cui la voce black segue una batteria rovente e il basso e il violino creano un altissimo vortice di emozioni che dall’Io della band passa al nostro. L’incessante incedere di piatti che vengono colpiti e di growl trovano però fine a una decina di minuti circa dalla chiusura del disco, che come un cerchio ci riporta a una sensazione di pace. 
 
Amanti del contrasto, i Völur includono nei loro album le diversità stilistiche che rappresentano i suoi componenti. Interessante è per la band ciò che avviene negli intermezzi tra una sezione e l'altra e difficile è rendere naturale questo groviglio di passioni e influenze. Noi tutti concordiamo con queste dichiarazioni e attendiamo, ora, di andare a sentirli suonare dal vivo.   




01. Breaker of Silence (I. Invocation)
02. Breaker of Silence (II. Berggeist)
03. Breaker of Silence (III. Symbelmyne)
04. Breaker of Silence (IV. To Ulmo)
05. Breaker of Skulls (I. Boast)
06. Breaker of Skulls (II. Flyting)
07. Breaker of Skulls (III. Eulogy)
08. Breaker of Oaths (I. An Arch of Turf)
09. Breaker of Oaths (II. Solitude)
10. Breaker of Oaths (III. A Curse and a Song of Woe)
11. Breaker of Oaths (IV. Death)
12. Breaker of Famine (I. Uvertyr Och Spindlar)
13. Breaker of Famine (II. Svart)
14. Breaker of Famine (III. Emaciated Ghosts)
15. Breaker of Famine (IV. O Fathers)
16. Breaker of Famine (V. Sitting Out)
17. Breaker of Famine (VI. To Sandy)

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