Finsterforst
#YL

2016, Napalm Records
Folk Metal/Pagan Metal

Il fascino della foresta Nera nelle corde dei druidi del death metal

Recensione di Alessandra Manini - Pubblicata in data: 20/10/16

Pensare alla Foresta Oscura, in tedesco FINSTERFORST, ci trasporta in un immaginario mistico, fatto di alberi avvolti nella notte, personaggi fluttuanti che ci sussurrano mistero, laghi abitati, ed immancabili lupi ritratti nell'ululare alla luna attraversata da una civetta.
La Foresta Oscura è una chiara analogia alla Foresta Nera, polmone verde della Germania sud - occidentale.
Ai Finsterforst, gruppo tedesco folk metal - pagan metal, il merito dell'idea di aver costruito attorno alla Foresta Oscura il proprio spettro musicale.

 

In attività dal 2004, nascono dal desiderio di miscelare la forza musicale del metal, in tutta la sua devastante irruenza con leggende, musiche e tematiche folkloristiche tradizionali della Germania.
La compagnia di druidi e guerrieri polistrumentisti è guidata dal frontman Oliver Berlin, accompagnata da Tobias Weinreich al basso elettrico, Cornelius "Wombo" Heck alla batteria, Sebastian "AlleyJazz" Scherrer alle tastiere, e non ultimi i chitarristi David Schuldis ritmico dedito all'elettrica ed il solista Simon Schillinger sempre pronto ad impugnare la chitarra acustica.
La versatilità strumentale di ogni componente del gruppo ha permesso di inserire in tutti i loro lavori sonorità decisamente tradizionali, rese possibili da strumenti come fisarmonica e flauto, creando conseguentemente un'esperienza totalmente inaspettata per le attese del panorama death metal.
Dopo l'EP di esordio "Wiege der Finsternis" uscito nel 2006, la band ha rispettato le aspettative del pubblico inizialmente di nicchia, per approdare sul panorama europeo con gli album "Weltenkraft" (2007), "Zune Tode Hin" (2009), "Unwerk" (raccolta 2010) e "Rastlos" (2012), dei quali ricordiamo brani dall'incredibile tessitura strumentale e durata da Guinness World Records, come "Untergang", traccia della durata di venti minuti.

 

Il nuovo lavoro della band si presenta con un insolito hashtag, ed una cover tra un hipster e un guerriero celtico; "#YØLØ", Ep uscito a settembre 2016, si compone di dieci tracce, fatto e concepito per abbattere i confini di genere più cari ai puristi, con l'obiettivo di tributare la musica senza far mancare la freschezza tipica di chi ha ancora molto da dire e trova il modo di conciliare un progetto non convenzionale con il divertimento di alcuni inattesi colpi di scena, come la scelta delle cover inserite nell'Ep.Una bottiglia stappata è l'intro di "Bottle Gods", brano vigoroso carico di trasporto, soprattutto nell'incalzare dei cori che accompagnano l'intera esecuzione. "Auf die Zwölf" ritrova i ritmi death metal miscelati con il folk reso possibile dall'ampio spazio lasciato all'esecuzione strumentale sempre di altissimo livello tecnico e massima dimostrazione di feeling in toto, mentre la traccia che porta il nome dell'Ep "#YØLØ" si apre con uno scanzonato intro di ottoni in crescendo, circondati da un eccentrico Wombo che contiene l'intero brano nella velocità di esecuzione alla batteria.

 

"Hangover" è capace di travolgere chiunque la ascolti, nella complessità strumentale folk, tra chitarra acustica e flauto, il tutto nella linea vocale pulita di Oliver Berlin seguito dai cori epici ai quali il pubblico non potrà assolutamente rinunciare.
Conclusasi il quartetto di ottimini inediti segue un'importante sezione di cover, tra il trash metal e la qualità interpretativa di Oliver Berlin, da "Wrecking Ball" di Miley Cyrus e Beat it di Michael Jackson, a Der durch die Scheibeboxxxer die, die connazionali K.I.Z. senza dimenticare Wild Rover die Dubliners

 

La scelta della reinterpretazione porta sempre con sè un seguito di considerazioni opinabili, critiche da parte die più affezionati al genere a cui la band dovrebbe sempre essere fedele e gli apprezzamenti di coloro che accettano di buon grado lo sperimentalismo e l'ilarità.
Anche nel caso die Finsteforst la critica si divide, ma questo non deve far perdere di vista l'altissimo livello della band, sempre animata da furore metal e voglia di far conoscere la propria musica.
Nella speranza di una data italiana non si può mancare dall'inneggiare "THE ERA OF BLACK FOREST METAL HAS BEGUN!"





01.Bottle Gods
02.Auf die Zwölf
03.#YØLØ
04.Hangover
05.Wrecking Ball
06.Beat it
07.Der durch die Scheibeboxxxer
08.Flasche Ieer
09.Das schlimmste ist, wenn das Bier alle ist
10.Wild Rover 

Speciale
Black Sabbath: "Heaven And Hell / Mob Rules: Deluxe Edition"

Recensione
A Day To Remember - You're Welcome

Recensione
Architects - For Those That Wish To Exist

Intervista
Anneke Van Giersbergen: Anneke Van Giersbergen

Recensione
Epica - Omega

Recensione
Alice Cooper - Detroit Stories