Zeal & Ardor
Devil Is Fine

2017, MVKA/Warner
Black Metal

Recensione di Pamela Piccolo - Pubblicata in data: 26/04/17

Si apre con un rumore di catene “Devil Is Fine”, l’album di debutto di Manuel Gagneux, mente degli Zeal & Ardor. Con l’incalzante refrain a opera degli schiavi d’America che accompagnano Manuel nel suo viaggio verso la passata era della schiavitù, la traccia di apertura del primo lavoro degli Zeal & Ardor sembra imprimere su disco una minima percentuale di quello che fu il dolore provato dagli stessi uomini e donne in catene che l’artista vuole portare alla coscienza di tutti.

Con uno spiritual attacca infatti “In Ashes”, il cui lamento è presto e ciclicamente spezzato da aggressivi vocals e da oscuri scream in sottofondo. Il rullare della batteria e un pianoforte contribuiscono alla creazione di una cupa e deteriorata atmosfera che vedrà l'album variegarsi di techno e sintetizzatori all’interno di “Sacrilegium I”, primo di tre episodi strumentali ciascuno con una carica emotiva differentemente pesata. 
Campi di cotone appaiono nella cornice idealista di “Come On Down”, in cui il blues apre a un componimento intervallato da selvaggi scream e da un suono groove che mai lo rendono monotono. Sembra invece aprirsi con un carillon “Children’s Summon”: la tastiera, in realtà, lascia posto a un rituale che sostituisce le liriche di Manuel. La doppia cassa e una chitarra heavy sommettono le urla degli Zeal & Ardor mentre delle sfaccettature black contaminano, infine, il brano di quell’energia nordica tipica dei finlandesi Tenhi. Un crescendo è "Sacrilegium II", la cui carica positiva si scontra con il più violento "Blood In The River". Protagonista è una processione di schiavi o un gruppo di essi al lavoro. Lo capite e lo sentite dal rumore delle catene ai loro piedi. Siamo qui di fronte a una complessa traccia fatta di spiritual, scream, clean vocals e alienanti gospel afroamericani su un letto black metal. E mentre un contrabbasso sembra accompagnare le liriche di “What Is A Killer Like You Gonna Do Here?”, tale brano jazz apre al terzo episodio strumentale “Sacrilegium III”, conclusivo di un percorso lungo venticinque minuti e pregno di evocazioni sacrileghe.

L’esercizio compositivo che si cela dietro l’album di esordio degli Zeal & Ardor si dimostra particolarmente azzardato. Tuttavia, il risultato che ne deriva piace nella misura in cui la malinconica sofferenza della tradizione afroamericana si intreccia con la violenza del recente black metal. Ogni brano ha una sua anima: travolgente, suggestiva, indubbiamente memorabile. La fusione di generi a opera di Gagneux colloca quindi questo album tra quelli degni di nota per il 2017.

A good god is a dead one 
a good god is the one 
a good lord is a dark one 
a good lord is the one that brings the fire
the riverbed will run red with the blood of the saints and the blood of the holy




01. Devil Is Fine
02. In Ashes
03. Sacrilegium I
04. Come On Down
05. Children’s Summon
06. Sacrilegium II
07. Blood In The River
08. What Is A Killer Like You Gonna Do Here?
09. Sacrilegium III

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