The Smashing Pumpkins: la seconda vita dei ribelli di Chicago
Con la pubblicazione del nuovo singolo, "Solara", gli Smashing Pumpkins ritornano con tre quarti della formazione originaria dopo 18 anni


Articolo a cura di Simone Zangarelli - Pubblicata in data: 10/06/18

Quando si parla di The Smashing Pumpkins la memoria torna agli anni '90: quelli delle camice a quadri, i jeans strappati, la matita nera sugli occhi e le facce da rave. In quel periodo la band americana si è affermata come simbolo dell'alternative rock per un'intera generazione, grazie ad un sound totalmente innovativo che incorporava hard rock, metal, psichedelia, dream pop e addirittura progressive. L'iconica maglietta nera con la stella e la scritta "Zero" indossata da Billy Corgan nel video di "Bullet With Butterfly Wings" è diventata una sorta di bandiera per i giovani aspiranti rocker degli anni '00, non a caso indossata anche dal protagonista del film "Scott Pilgrim Vs The World". Ma dove sono finiti oggi tutta la rabbia, i sogni e gli amori che i Pumpkins cantavano nei testi ed evocavano in musica con singolare profondità e simbolizzazione?

 

Ne è passata di acqua sotto i ponti per la band di Corgan, a tutti gli effetti la mente dietro il successo del gruppo: cantante, compositore, musicista, paroliere e innovatore nella scena grunge. Ma il merito è anche di una formazione di spessore. Le chitarre urlanti di James Iha, la tecnica e la potenza di Jimmy Chamberlin alla batteria, e il carattere di D'arcy Wretzky al basso, tristemente esclusa dalla recente reunion della band. Amati da pubblico e critica, gli Smashing Pumpkins hanno cavalcato le classifiche di tutto il mondo prima con "Siamese Dreams", certificato triplo platino, e successivamente con il gigantesco concept album "Mellon Collie And The Infinite Sadness", valso loro dieci dischi di platino. Insieme al debutto "Gish", i primi lavori costituiscono un trittico praticamente perfetto per i ragazzi statunitensi che, dopo aver plasmato le sonorità del grunge, si sono cimentati in diversi esperimenti: dall'impiego dell'elettronica in "Adore" e i due "Machina", alla ripresa post grunge di "Zeitgeist", fino al progressive pop di "Oceania". A partire dalla fine degli anni '90, gli Smashing Pumpkins hanno subito numerosi cambi di formazione e lo scioglimento nel 2000, dovuti a problemi di tossicodipendenza e dissidi interni, fino a che, nell'ultimo disco pubblicato, "Monuments To An Elegy" del 2014, appare unicamente Billy Corgan come membro originario.

 

Nel frattempo il riavvicinamento con Chamberlin prima e con Iha poi ha fatto pensare ad una reunion, in seguito ufficialmente rivelata il 15 febbraio scorso da Corgan dopo la pubblicazione del suo secondo disco solista, "Ogilala". Sfortunatamente le trattative con D'arcy Wretzky non sono andate a buon fine, portando all'esclusione della bassista dalla ri-formazione degli esordi: al suo posto il polistrumentista Jeff Schroeder, collaboratore dei Pumpkins da lunga data. Il 2018 è l'anno che segna il ritorno dei ribelli di Chicago: prima l'annuncio di un nuovo disco, di cui sono già stati svelati otto titoli ("Alienation", "Travels", "Silvery Sometimes", "Solara", "With Sympathy", "Marchin' on", "Knights of Malta" e infine "Seek And You Shall Destroy"), in seguito anche la notizia dello "Shiny And Oh So Bright" tour, che non solo festeggerà la ritrovata complicità, ma anche i trent'anni dalla fondazione del gruppo. L' 8 giugno finalmente gli Smashing Pumpkins pubblicano la prima nuova traccia, dal titolo "Solara". Prodotta da Rick Rubin (che aveva già lavorato agli album "Adore" e "Ogilala"), la canzone segna il ritorno di nuova musica composta insieme da Corgan, Iha e Chamberlin dopo 18 anni.

 

 


"Solara"
è il pezzo giusto al momento giusto: lo stile hard rock si rifà agli esordi, i riff di basso e chitarra sembrano pensati apposta per il pubblico che attendeva il richiamo delle sonorità più grunge. Al contempo gli Smashing Pumpkins sembrano riprendere il lavoro da dove lo avevano lasciato con "Zeitgeist", stavolta con una maturità sorprendente. Colpiscono soprattutto i fill di Chamberlin perfettamente bilanciati, mentre le chitarre irrompono nei ritornelli come uragani. La scarica di adrenalina la danno le ritmiche di batteria e i riff esplosivi, la voce di Corgan sembra essersi cristallizata al periodo d'oro della band ma è nel testo che si percepisce la novità. Apparentemente più accessibile sul versante della poetica, Corgan ritrova la rabbia dei primi anni '90 durante il ritornello, con quell'"I'm not everyone" che richiama l'"I Am One" di Gish.

 

Insomma gli Smashing Pumpkins sono pronti per tornare a conquistare il mondo del rock, anche se davanti a loro si prospetta un panorama totalmente trasformato. Ma rinnovati sono anche Corgan, Iha, Chamberlin e Schroeder, non più i ragazzi scatenati e drogati dei primi anni '90, ma ormai musicisti professionisti, artisti, intellettuali, creatori di un'intramontabile cultura giovanile.




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