Best of 2019: i migliori 10 dischi dell'anno secondo SpazioRock
Tiriamo le somme di questi ultimi 12 mesi: ecco gli album che hanno segnato il nostro 2019


Articolo a cura di SpazioRock - Pubblicata in data: 30/12/19

MOONGLOWAvantasia

15/02/2019
 

Pubblicato a febbraio, l'ottavo album in studio degli Avantasia di Tobias Sammet è soprattutto una grandissima conferma: ancora una volta, il punto forte è il genio del padre di questo progetto ambizioso, capace di catapultare l'ascoltatore in un mondo immaginifico e di spaziare tra i generi con una disinvoltura notevole, senza voltare le spalle alle proprie origini: il power metal. Come da tradizione, il lotto presenta una grande varietà di cantanti e di musicisti di altissimo livello che si alternano tra le canzoni; inoltre la libertà da qualsiasi costrizione ha permesso a Sammet di dare fondo alla propria vena creativa, che è, senza ombra di dubbio, smisurata. E per rendersene conto basta semplicemente ascoltare i primi minuti dell'iniziale "Ghost In The Moon", un vero e proprio viaggio in un mondo che sembra andare oltre la fantasia. E questa è l'essenza magica di "Moonglow".

 

EMPATHDevin Townsend

29/03/2019

 

Abbandonato il Devin Townsend Project, dopo 12 anni, l'eclettico chitarrista americano decide di pubblicare, a fine marzo, un album solista, "Empath". Con questo nuovo lavoro, l'ennesimo di una carriera a dir poco prolifica, sembra intenzionato a vedere cosa succede quando tutti gli attuali interessi musicali confluiscono in un unico lavoro, percorrendo sonorità aperte, coinvolgenti e vaste. Ascoltare "Empath" è sicuramente un'esperienza sonora di altissimo livello, essendo un lavoro in grado di spaziare da un genere all'altro, con una capacità di tenere insieme tutto in una visione coerente che ha quasi del miracoloso: ancora una volta, Townsend mescola con maestria sonorità metal, pop e sinfoniche, e non c'è da stupirsi più di tanto se quelle che sembravano semplici ballad volgono bruscamente al prog-metal. Mai prevedibile e sempre amante delle cose fatte in grande.

 

GOLD & GREYBaroness

14/06/2019

 

John Baizley, frontman dei Baroness e autore di copertine meravigliose, utilizza l'arte come mezzo per rispondere al dolore, ai traumi. "Gold & Grey" è, tra le tante cose, anche questo. Si tratta del disco della rinascita stilistica della band di Baizley, ma anche il lavoro che mette la parola fine a questo "ciclo estetico" iniziato ormai 12 anni fa con "Red Album". Sganciato dallo sludge metal delle origini, il nuovo disco del quartetto è un'opera d'arte difficile da etichettare, è una ricerca sonora complessa libera da paletti e preconcetti, le cui melodie ficcanti e irresistibili vanno di pari passo con un riffing nervoso e contorto: tutto questo viene completato dalla voce ruvida e sofferta di Baizley. Nonostante le melodie più catchy e accessibili rispetto a quelle del passato, "Gold & Grey" non scade mai nella banalità. Ancora una volta la qualità del prodotto è altissima, a partire dalla copertina.

 

WE ARE NOT YOUR KINDSlipknot

09/08/2019

 

Dopo 5 anni di silenzio discografico, gli Slipknot ritornano alla ribalta con grandissimo stile col nuovo "We Are Not Your Kind". Reinventandosi ma al contempo mantenendo gli elementi che hanno fatto la loro fortuna, la band capitanata da Corey Taylor è riuscita a pubblicare un disco tanto variegato quanto solido, probabilmente tra i migliori prodotti del panorama alternative metal degli ultimi anni. Pur non trattandosi del disco più duro dai tempi di "Iowa" (come era stato presentato dalla band stessa), il bersaglio è stato comunque centrato in pieno: tutto si può dire di "We Are Not Your Kind" tranne che sia un disco prevedibile o monotono. Inoltre, va aggiunta una nota di merito per il finale composto da "Not Long For This World" e "Solway Firth", due perle devastanti, cupe e brutali: la degna rappresentazione di un gruppo che sta lasciando sempre di più la sua impronta nella storia del proprio genere.

 

FEAR INOCULUMTool

30/08/2019

 

Tra gli album più attesi dell'anno (o del decennio, forse) figura sicuramente "Fear Inoculum", quinto album in studio dei Tool. Dopo ben 13 anni di attesa, la band americana ritorna senza deludere le aspettative, producendo di fatto un vero e proprio pezzo d'artigianato: stratificato, complesso e profondo, "Fear Inoculum" è la prova che i Tool non lasciano nulla al caso. Non male per un disco che sembrava non dovesse arrivare mai, una sorta di Godot della musica, con i fan che si immedesimavano, anno dopo anno, sempre di più nei panni di Vladimir ed Estragon, aspettando sull'orlo di una strada di campagna un qualcosa/qualcuno d'indefinito. Però alla fine "Fear Inoculum" è arrivato e l'impatto è stato fortissimo, e pare quasi che i Tool non abbiano avvertito gli acciacchi del tempo che passa, e ancora una volta il risultato è da applausi.

 

 

THE NOTHINGKorn

13/09/2019

 

Se i Korn degli ultimi anni sono stati luci e ombre, il nuovo "The Nothing" emerge dal buio più totale, da un nulla soffocante, per poi brillare di luce propria. Un inno al dolore: questo è il nuovo lavoro dei Korn. Un dolore lancinante, dovuto alle perdite della moglie e della madre, nel giro di poco tempo, da parte del frontman, Jonathan Davis. Ma non è finita qui, perché "The Nothing" è anche la ricerca di un sound, pur quasi sempre duro, che possa però essere più coinvolgente e meno sporco, anche se i temi trattati rimangono in linea con quelli del passato: l'oscurità si rivela, avvolge e lascia pochissimo spazio a sentimenti positivi. Un percorso crudo, di accettazione del dolore, di accettazione di ciò che è impossibile da accettare.

 

IN CAUDA VENENUMOpeth
27/09/2019

 

Continua il percorso degli Opeth per i sentieri del prog-rock, intrapresi ormai 8 anni fa con "Heritage", abbandonando sempre di più quel death metal originario con tutti i suoi stilemi. "In Cauda Venenum", uscito a fine settembre, presenta un largo uso di strumenti acustici e tastiere che ricreano atmosfere di un gotico raffinato, intrise di una certa malinconia, a tratti vaga e a tratti no; il tutto condito da un Mikael Akerfeldt in stato di grazia. Tutti elementi che rendono "In Cauda Venenum" uno dei migliori lavori della seconda parte della carriera degli Opeth.

 

GHOSTEENNick Cave & The Bad Seeds

04/10/2019

 

Il diciassettesimo album in studio del poeta australiano Nick Cave catapulta l'ascoltatore in uno spazio in cui i protagonisti sono la voce di Cave e gli arrangiamenti ponderati, a volte quasi minimali, che portano la firma di Warren Ellis. In "Ghosteen" ogni parola è pronunciata con attenzione e sentimento, accompagnate dalle tastiere che spesso hanno il predominio sugli altri strumenti. Se la prima sezione è omogenea, la seconda è ben più variegata, fino ad arrivare ad un finale degno di un album che è ai limiti del sublime.

 

BLACK ANIMALacuna Coil

11/10/2019

 

Già dal singolo "Layers Of Time" era possibile intuire la direzione presa dai Lacuna Coil con il loro nuovo studio album, "Black Anima". Il gothic delle origini si mescola divinamente con il sound alternative metal che caratterizza gli ultimi album della band milanese, e sono subito scintille. Senza alcun dubbio, si tratta del disco che in tanti si aspettavano e desideravano, ma, al tempo stesso, non è un contentino: dall'animo puramente heavy tanto quanto il precedente "Delirium", il nuovo "Black Anima" rappresenta un ennesimo passo avanti, un prodotto compatto e vario, oltre che di ottima qualità. E il pubblico ringrazia.

 

SPIRITUAL INSTINCTAlcest

25/10/2019

 

Un lavoro che punta all'introspezione più pura, alla ricerca di se stessi, in cui l'istinto diviene il motore principale delle sei tracce che compongono "Spiritual Instinct", sesto disco degli Alcest del polistrumentista francese Neige. Scrittura e strutture meno intricate del solito, un ritorno a sonorità più metal (sempre meno black) ma al contempo diversi elementi vicini a un rock etereo. Un prodotto che, dovendo tirare le somme, è più tetro rispetto ai precedenti, meno rassicurante, ma che rispecchia in pieno la natura degli Alcest. Può rivelarsi un'ottima scoperta per gli amanti del metal e non solo. 




Recensione
Ozzy Osbourne - Ordinary Man

Intervista
Demons & Wizards: Hansi Kürsch

LiveReport
Tenacious D: Post-Apocalypto Tour 2020 - Milano 19/02/20

Recensione
Tame Impala - The Slow Rush

Intervista
Dropkick Murphys: Matt Kelly

Intervista
Sabaton: Hannes Van Dahl