"A Celebration of Endings": i Biffy Clyro raccontano il nuovo album
A pochi giorni dalla pubblicazione, i Biffy Clyro presentano il loro nuovo album in studio, il nono della loro quasi ventennale carriera, in uscita il prossimo 14 Agosto


Articolo a cura di Cristina Cannata - Pubblicata in data: 04/08/20
A quattro anni di distanza da "Ellipsis", album che ai tempi attrasse il buon occhio e la buona parola della critica, fece divertire i fan ai loro show e li portò addirittura sul palco del Teatro Ariston di Sanremo, i Biffy Clyro tornano con un nuovo album in uscita il prossimo 14 agosto.

Si chiama "A Celebration of Endings", un titolo preciso, emblematico e decisamente autoesplicativo: celebrare la fine di qualcosa per essere pronti ad accogliere qualcos'altro di nuovo e di diverso. Titolo, poi, senza ombra di dubbio appropriato per questo album, che si erge a contenitore di storie che hanno messaggi chiari e chiare intenzioni di veicolare certe emozioni e sensazioni. A parlarcene, via Zoom durante una conferenza stampa (come le recenti prassi impongono), sono proprio Simon Neil e i fratelli James e Ben Johnston, emozionati nel raccontare la loro ultima creatura.

Poche parole introduttive: "A Celebration of Endings" è un album diverso da quello a cui la rock band scozzese ci ha finora abituati, sia a livello di sound che di tematiche trattate. È un album in cui in cui traspare nettamente la maturità compositiva e artistica della band che, questa volta, si cimenta in un lavoro certosino e dalle intenzioni chiare.

"A Celebration of Endings" è il primo album, di fatto, in cui i testi dei Biffy Clyro danno spazio, oltre che alle tradizionali tematiche personali, anche a temi socio-politici, a rimarcare il fatto che la divisione tra la dimensione personale dell'individuo e quella sociale in cui è inserito non è poi così marcata. Di fatto: "Non si tratta propriamente di una questione politica, quanto di decenza. Ora come ora l'effetiva concezione di politica è andata persa, è piuttosto una questione di essere empatici o interessati alla comunità in cui si vive, alle altre persone. La politica è diventata qualcosa di diverso in questa era: sento che a fronte di persone che cercano di fare la cosa giusta e mostrare decenza ce ne sono altre che costruiscono muri, dividono le persone e chiudono porte, e questa non è assolutamente la società di cui vogliamo far parte. Penso che tutti noi che amiamo le arti, la musica, lo facciamo con una missione di unire le persone e di promuovere la condivisione. Ora come ora molti leader, in UK come negli USA, non hanno intenzione di unire, pensano al potere e a essere sempre più forti, e questa cosa mi colpisce molto da uomo adulto", afferma Simon Neil, "Per noi musicisti e persone che fanno e amano l'arte, questa è un po' la nostra ragione di essere, mettere le persone insieme e condividere. Sono sicuro che, durante il lockdown, molti di noi hanno realizzato cosa mancasse loro della vita reale, gli affetti, la famiglia, e siamo stati messi nelle condizioni di rivalutare cosa è importante. Spero che il mondo abbia intenzione di muoversi nella giusta direzione e penso che stia accadendo perchè abbiamo rivalutato ciò che è importante, ciò che è giusto o sbagliato, buono o cattivo. Vogliamo solo dire Peace and Love".

Il titolo di quest'album non è quindi casuale: la tematica del cambiamento come leva al miglioramento dell'essere umano, come progressione verso la versione migliore che questo può essere di se stesso, come via verso la realizzazione e la felicità. Di fatto, per i tre ragazzi dell'Ayrshire "Si parla di cambiamenti in meglio, il titolo non ha accezioni negative, ma fa riferimento a qualcosa di positivo. Capita nella tua vita che qualcosa cambi in maniera veloce e drastica e non è sempre una tua scelta. C'è una fine alle cose, è vero. Non credo che i cambiamenti o la fine di qualcosa siano sempre qualcosa di negativo. Si aprono un ventaglio di opportunità, puoi prendere nuove decisioni. Intendiamo questo titolo in maniera positiva: quando qualcosa finisce hai davvero un sacco di opportunità relativamente a quello che puoi fare dopo".
 
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Oltre alle tematiche, decisamente da esplorare e approfondire, non può essere trascurato il lavoro fatto in tema sound, arricchito e perfezionato album dopo album nella definizione di uno stile riconoscibile, tipico dei Biffy Clyro. Anche questa volta la band ci riflette e si spinge oltre, alla ricerca di elementi nuovi e di impatto. D'altronde 20 anni di carriera sono pur sempre una specie di attestato di garanzia sul lavoro svolto. Alla domanda su come si è evoluto il loro sound durante gli anni rispondono: "Abbiamo fatto sempre meglio (ridono, ndr)! Penso che quando sei giovane tendi molto ad avvicinarti alle tue band preferite e per i primi album cerchi quasi di essere qualcun altro. Dopo un paio di album inizia a prendere consapevolezza e capisci che non hai bisogno di seguire la strada di qualcun altro o cantare o suonare la chitarra come qualcun altro. Noi abbiamo raggiunto questa libertà. I Biffy Clyro sono liberi".

Una libertà che si consolida in una eclitticità di stile, elemento caratterizzante, che è, d'altronde, innegabile: "Non a tutti piacciono le canzoni che facciamo, a volte facciamo canzoni punk, a volte sono metal, altre volte country o pop. Penso che una canzone sia definita dalla band, da noi tre che facciamo musica. Siamo noi a fare la nostra musica, non ci preoccupiamo molto di che tipo di musica facciamo finchè è onesta. Le nostre canzoni sono un mix di libertà, caos, romanticismo e sincerità. Noi scozzesi siamo molto sinceri, ma abbiamo anche una certa visione cinica della vita e questa cosa influenza la nostra musica. Penso che in questo senso ci sia un buon equilibrio: di fatto accanto a una canzone come "Istant History" che ha uno stile pop-elettronico è importante avere una canzone come "Cop Syrup" perchè questo è quello che siamo, la band delle contraddizioni".

Sono quattro i singoli pubblicati a partire dall'annuncio dell'album, inizialmente atteso per maggio ma spostato ad agosto, tra cui la tanto chiacchierata "Istant History", che colpisce per il suo sound travolgente e nostalgicamente pop, forse il pezzo più lontano dallo stile Biffy Clyro: "Credeteci o meno, ma stavamo ascoltando "Rythm Nation" di Janet Jackson a un certo punto durante la scrittura dell'album. Avevamo quasi finito di lavorare sulle chitarre e sembrava ci fosse spazio ancora per una canzone che adottasse le sonorità e il tipo di produzione di band che non abbiamo mai provato a imitare. Normalmente noi lavoriamo come una band rock dinamica. È davvero stimolante lavorare su un pezzo che sapevamo che non avremmo sovraccaricato di chitarre o batteria, ma molto più simile a un brano pop moderno. Nello specifico, "Rythm Nation" è davvero un album pazzesco, è un bellissimo modo di fare musica pop, ma è anche molto avanguardistico, le ritmiche sono complesse ed è davvero strano. Ci ha fatto desiderare di ritagliare dello spazio per un brano come questo e ci piace molto. Non abbiamo ancora avuto modo di suonarlo e potrà essere abbastanza strano per noi, ma l'evoluzione e il cambiamento sono due concetti troppo importanti e penso che se tutto ti viene fuori troppo semplice significa che stai sbagliando qualcosa".

La band continua: "Saremo sempre una band rock, chiaramente il periodo di tempo che va tra i tuoi 14 e 24-25 anni è quello in cui prendi la maggior parte della tua ispirazione e costruisce le fondamenta di ciò che sei come persona e come artista. Quindi quando noi prendiamo altre ispirazioni - diciamo così - 'non rock', in realtà le stiamo costruendo al di sopra della nostra reale essenza di trio rock. Quindi anche se ad un certo punto stessimo ascoltando un sacco di hip-pop, non significherebbe che faremo mai un disco di questo genere, ma piuttosto che potremmo prendere qualcuna di quelle influenze e farle convergere nel nostro modo di fare rock. Quindi penso sia una questione di non avere paura come band rock di adottare altri tipi di ispirazione e sareste sorpresi nel sapere cosa queste influenze hanno fatto in passato".

Tre le 11 tracce che formano il disco, oltre ai singoli, sono diverse quelle che incuriosiscono e affascinano come "Space", un tenero e puro inno all'amicizia come relazione disinteressata. "La canzone", racconta Neil, "è una canzone di cuore, sentita, che arricchisce l'album. Hai presente quando sei giovane e hai quell'amico speciale, ma poi vi ritrovate nella vita a prendere strade diverse e vi perdete di vista? Poi però c'è sempre quel momento di ritrovamento, quando tornate insieme e c'è sempre la stessa relazione, lo stesso sentimento tra voi". D'obbligo anche citare "Cop Syrup", con la sua imponenza ed epicità, come racconta il cantante: "Volevo avere questa canzone che è davvero estrema per noi, una canzone che richiede attenzione, che ti porta in una dimensione estranea e poi di nuovo alla realtà. La musica ha questo potere: qualche volta ti porta fuori dal tuo corpo e questo è quello che è per me quel pezzo. Questa è la mia canzone, è la mia storia, non mi interessa se alla gente piace o meno, so che è strana, so che è estrema, ma questo è quello che siamo, la nostra indole: essere onesti verso quello che siamo in questo preciso momento".
 
 
 bc_300A supportare il lavoro di Neil e dei fratelli Johnston, il fidato produttore Rich Costey che torna a lavorare con la band dopo il successo di "Ellipsis".
"Cosa ci porta Rich? Un sacco di stress!" ironizza Neil, "Lui è questa specie di professore pazzo che se vede qualcosa in un angolino si dimentica quello che sta facendo, la sua soglia di attenzione è zero. È sempre interessante ma lavorare con un produttore per la seconda volta, è un po' come degli appuntamenti: quando sei al primo cerchi di essere la versione migliore di te stesso, di avere un certo comportamento perchè non vuoi fare brutta impressione, ma già dalla seconda volta le cose cambiano, iniziate a prendere confidenza a conoscervi meglio e magari in una maniera più sincera. Questa volta lavorare con Rich è stato molto più semplice, non dovevamo fare troppe domande, c'era una specie di telepatia nel lavorare insieme e questa cosa è arrivata solamente con l'esperienza. La prima volta che lavori insieme a qualcuno non sai cosa significa una determinata espressione facciale o non sai leggerle. Perciò i prossimi due album con Rich saranno pazzeschi... e il terzo ancora meglio!"

Così come per tante altre band, anche i Biffy Clyro, causa Covid-19, hanno deciso di posticipare le date del tour in supporto a "A Celebration of Endigs". Tuttavia i fan italiani avranno l'opportunità di partecipare ad uno speciale evento live esclusivo il prossimo 8 settembre: chi acquisterà l’album su Mondadoristore.it potrà incontrare la band, far loro delle domande ed assistere ad un esclusivo live. Qui le info per partecipare.
 
"Crediamo che prima prima dell'anno prossimo non si potrà tornare ad assistere a un vero concerto rock" afferma la band, "e questo è davvero pesante per noi. Quando hai tra le mani delle nuova musica vuoi sempre andare in giro e incontrare le persone. Ci spezza il cuore sapere che non riusciremo a farlo per un po', ma siamo grati di quello che abbiamo e di essere in salute, sia noi che i nostri cari. I concerti in streaming non sono e non saranno mai uguali ai concerti live. Penso che sia un buon strumento e credo sia un modo carino per far incontrare le persone in qualche modo e metterli in contatto con le band, ma non è paragonabile all'esperienza live. Aspetteremo il momento di poter tornare a fare concerti. Questo è quello che ci fa svegliare al mattino, è l'essenza di essere una rock band. È difficile essere pazienti, ma penso che sia necessario salvaguardare la salute di tutti: hanno provato a fare, anche qui in UK, spettacoli drive-in o con distanziamento sociale, ma non penso siano scelte sostenibili per gli organizzatori e per i locali. Aspetteremo".

Senza mezzi termini i Biffy Clyro consolidano la loro spiccata sensibilità artistica e ancora una volta confermano di essere una vera rock band, capace di stupire rivoluzionando schemi precostituiti, in una logica di progressione e arricchimento. Non resta altro che augurarci per "A Celebration of Endings" un buon ascolto.



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