Blackmore's Night: il track by track di "All Our Yesterdays"
Il dettagliato resoconto del nostro ascolto (in esclusiva Europea) del decimo studio album dei Blackmore's Night


Articolo a cura di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 03/08/15

[Scroll down for English version]

 

Abbiamo avuto modo di ascoltare in anteprima Europea il nuovo "All Our Yesyerdays", decimo inciso in studio dei Blackmore's Night compreso il natalizio "Winter Carols". Ciò che segue è un dettagliato resoconto di quanto hanno avuto modo di assaporare le nostre orecchie, in attesa dell'analisi approfondita del disco atteso sul mercato per il prossimo 18 settembre.

 

ALL OUR YESTERDAYS: Ballata acustica che ricorda l'incipit pre-festosità di "Home Again". Qui l'esplosione è però gitana, non paesana. Il pezzo ha riferimenti che riportano chiaramente all'Europa dell'Est, Russia, terra tanto cara a Candice che ha qui radici ben piantate.

 

ALLAN YN N FAN: Giro di violino gallese di Scarlet Fiddler, brano di nuovo improntato sul calore acustico della taverna per un giro strumentale al Dublin Pub in compagnia dei Blackmore's Night che si divertono a coverizzare questo classico del folk celtico. I Nostri, comunque, manifestano la loro personalità nell' "intrusione" (più che gradita) della chitarra elettrica di Ritchie e della cornetta di Candice.

 

DARKER SHADE OF BLACK: Mid tempo oscuro a base di moog e violino, nient'altro che la versione opposta del classico "Wither Shade Of Pale". Anche qui, un brano strumentale, che indica la chiara volontà della band di dare grande risalto alla musica rispetto al cantato.


LONG LONG TIME: Flauto e flavour celtico, per una ballad morbida come una serata accanto al fuoco dispersi nello struggimento dei ricordi di un amore che fu. Intonazione sentita, bassa e commossa di Candice, per una resa inedita nella carriera della vocalist nei Blackmore's Night su questo omaggio della composizione originale di Linda Rondstadt.

 

allouryesterdaysspeciale01

 

MOONLIGHT SHADOW: Versione personalizzata dai Blackmore's Night del grandissimo classico di Mike Oldfield. La cover enfatizza molto i toni gitani da ballata attorno al fuoco, pur non senza rinunciare ad un roboante arrangiamento medievaleggiante alle tastiere di Bard David Of Larchmont. Delizioso l'assolo centrale di Blackmore.

 

I GOT YOU BABE: Altra cover (stavolta, tocca a Sonny & Cher), altra power ballad acustica, chiaro segno delle intenzioni particolarmente intimiste di questo nuovo lavoro della band di Ritchie&Candice. La nervatura è quella tipica dei lenti country rock (e, visti gli autori originali coinvolti, non poteva che essere così), arricchita però da dolci campanelle natalizie che creano un contrasto interessante e sfizioso.

 

THE OTHER SIDE: Sentori del misticismo d'oriente del violino di Scarlet si uniscono alla classico giro di chitarra acustica di stampo tipicamente medievale. Ancora una volta, un brano minimale che, tuttavia, risulta potente e pieno grazie all'innesto sapiente della ghironda e dei cori. Tra tutti le composizioni proposte sinora, per metrica, melodia ed impostazione generale della progressione questa canzone è quella che ricorda più da vicino il classico marchio Blackmore's Night.

 

QUEEN'S LAMENT: Prosegue il mistero di "The Other Side" con un intermezzo strumentale per chitarra acustica e cori.

 

WHERE ARE WE GOING FROM HERE: Riproposizione di un brano già presente su "Ghost Of A Rose", si distingue dall'originale grazie all'arrangiamento tutto orientato verso il violino di Scarlet, che rende l'insieme più sanguigno e meno malinconico rispetto a quanto riproposto 12 anni fa. Curiosamente, è il primo episodio dalla nervatura rock che compare su "All Our Yesterdays", quando l'originale era basato su un flavour completamente acustico.

 

allouryesterdaysspeciale03

 

 

WILL O' THE WISP: Altro brano perfettamente allineato al mood acustico del disco, ancora una volta il violino di Scarlet abbraccia la chitarra acustica di Ritchie e le percussioni minimali di Troubador Of Aberdeen sostengono senza mai invadere lo spazio sonoro. Ciononostante, l'impostazione è epica, soprattutto nell'apertura del ritornello.

 

EARTH, WIND AND SKY: Brano che si affida completamente alla sua caratteristica evocativa, garantita da un dolcissimo Ritchie che si poggia su intermezzi di percussioni e la sempre morbida e piacevole interpretazione di Candice. Un omaggio alla natura perfettamente riuscito, forse il brano più bello e intenso del disco.

 

COMING HOME: Corale liberatoria posta in fondo, ma sempre strutturata su un arrangiamento minimale, dove la band si pone nuda nei confronti della potenza della melodia. Un saliscendi medievaleggiante il cui messaggio è identico a quello della buon vecchia "Home Again": il ritorno a casa dopo un lungo tempo in trasferta.

 

Al termine dell'ascolto di "All Our Yesterdays", si rimane quasi interdetti dalla firma dietro l'opera, visto che, a parte alcune soluzioni in sede di composizione ed arrangiamento, della roboante band creatrice del renaissance rock, qui, rimane ben poco. Piuttosto, questo è inciso dal fortissimo carattere folk, certamente intimista e che cerca di travolgere l'ascoltatore non con la sua energia, quanto piuttosto con il suo sapore terrigno e tradizionale. Una band al minimo - in termini di fronzoli - come non mai, che sembra quasi aver dimenticato l'uso dell'elettricità in favore del legno, della tela e della corda.

 

Un'impresa perfettamente riuscita e dagli esiti entusiasmanti? Una domanda a cui risponderemo a breve con la nostra recensione, restate sintonizzati!

 

-----

 

We had the chance to listen to the European exclusive of the brand new "All Our Yesterdays" that is the tenth studio album by Blackmore's Night (including the Christmas release "Winter Carols"). Below our detailed report of what we had the pleasure to listen while awaiting a further analysis of the album to be released on September the 18th.

 

ALL OUR YESTERDAYS: An acoustic ballad reminding of the pre-jollity incipit in "Home Again". In the present case the blast is a gypsy one, not rustic/country. The track distinctly refers to Eastern Europe and Russia which is a land where Candice has strong roots.

 

ALLAN YN N FAN: Scarlet Fiddler's violin sets this track in a warm tavern, perhaps an instrumental session at the Dublin Pub, where Blackmore's Night enjoy covering this Welsh folk celtic classic. Nevertheless, the band manages to show its character thanks to the very well appreciated intrusion signed by Ritchie's electric guitar and Candice's cornett.

 

DARKER SHADE OF BLACK: A dark midtempo based on moog and violin, nothing more than the opposite version of the classic "Wither Shade Of Pale". Another instrumental track declaring the band's evident intention to emphasize the music instead of the vocals.

 allouryesterdaysspeciale05_01

 

LONG LONG TIME: Flute and celtic flavour for a ballad as soft as an evening, spent by the fire, lost in the memories of a past love. Candice's heart-felt, low and moved tone, in this Linda Rondstadt's cover, is definitely a brand new page in Blackmore's Night vocalist's career.

 

MOONLIGHT SHADOW: The Blackmore's Night personalised version of the great classic by Mike Oldfield. The cover emphasizes the gyspsy character of a dance around the fire, without renouncing to the resounding and medieval arrangement of Bard David Of Larchmont keyboards. Blackmore's central solo is charming.

 

I GOT YOU BABE: Another cover (this time is Sonny & Cher turn), another acoustic power ballad. It is a clear sign of Ritchie&Candice new release heartfelt intentions. It has the typical structure of some slow country rock (it couldn't have been different if we consider the original authors involved), but enriched with some gentle Christmas bells creating an interesting and fanciful contrast.

 

THE OTHER SIDE: Scents of oriental mysticism, created by Scarlet's violin, join a classic acoustic, and typically medieval, guitar riff. Another minimal track however powerful and full of grace thanks to the skilful insertion of both hurdy-gurdy/wheel fiddle and choirs. Among all the compositions proposed so far, this fourth song is the one which reminds the most of the old classic Blackmore's Night trademark thanks to its metre, melody and general arrangement.

 

QUEEN'S LAMENT: It follows "The Other Side" mystery with an instrumental intermezzo for acoustic guitar and choirs.

 

WHERE ARE WE GOING FROM HERE: Already proposed in "Ghost Of A Rose", the track differs from the original thanks to the arrangement totally focused on Scarlet's violin. Now the track is more sanguine and less melancholy than the version released 12 years ago. It is curious as it is the first episode revealing "All Our Yesterdays" rock nature whereas the original was based on a completely acoustic flavour.

 

WILL O' THE WISP: Another track perfectly in agreement with the acoustic mood of the album. Scarlet's violin embraces Ritchie's acoustic guitar once again and Troubador Of Aberdeen minimal percussions support the melody without being too intrusive. Nevertheless, the arrangement is epic, especially in the refrain opening.

 

EARTH, WIND AND SKY: The track stands on completely on its evocative character, guaranteed by the most gentle Ritchie who leans on percussions intermezzos and also on Candice's soft and pleasing performance. A perfectly successful homage to Nature, probably the most beautiful and intense track of the album.

 

allouryesterdaysspeciale04_01

 

 

COMING HOME: The last song is a choral relief. Once again the structure is minimal and the band appears naked if compared to the power of the melody. A medieval rollercoaster whose message is identical to the one of the old good "Home Again": the homecoming after a long time away.

 

At the end of "All Our Yesterdays", the listener may be a little bit puzzled by the signature behind the album. This descends from the huge gap between the resounding band who created the renaissance rock and today Blackmore's Night. The two bands coincide only if we consider some of the expedients used in the composition and arrangement processes. The character of this release is strongly folk and definitely heartfelt. It aims to overwhelm the listener not by means of its energy but thanks to its earthly and traditional flavour. The band is at its minimum, at least as far as the frills are concerned, and seems to have forget the existence of electricity in favor of wood, canvas and rope.


Is it a successful and exciting release? Our review is going to answer to this question shortly, stay tuned!




Recensione
Bruce Springsteen - The River

Speciale
Rock in Roma 2018

Speciale
ESCLUSIVA: ascolta lo streaming di "Universi Alternativi"

Recensione
U2 - Songs Of Experience

Speciale
Pearl Jam, "Let's Play Two": un inno dedicato a chi arriva fino in fondo

LiveReport
Spend The Night With Alice Cooper 2017 - Milano 30/11/17