ESCLUSIVA: ascolta lo streaming di "Uno"
Una trama fitta caratterizza l'album d'esordio di JM


Articolo a cura di SpazioRock - Pubblicata in data: 26/03/19

In un momento storico in cui la trap è ormai mainstream e in cui il linguaggio rap fa parte dell'immaginario comune, JM (all'anagrafe umbra Matteo Fioriti), pur adottando il flow e le rime rap per esprimersi, si colloca lontano anni luce dall'egotismo imperante, spesso superficiale di Sfera e compagnia rappante.

 

JM è una sorta di mosca bianca: pensate a un cantautore d'oggi (sì, cantautore, non rapper), sempre attaccato alla sua chitarra (come si percepisce nel video del secondo singolo che apre le danze di questo suo vero e proprio disco, intitolato "Uno", dopo l'osannato EP d'esordio Born On Five); e già questa immagine è ben lontana dalla musica confezionata al PC dalla maggior parte dei trapper. Pensate a un ragazzo d'oggi che suona il disco con accanto a sé una band vera e propria, non samples. Sudore, passione e groove (elemento centrale di molti pezzi funky in stile old school, quasi alla Earth Wind & Fire). Pensate a beat che fanno venire in mente gli anni ‘80 dei Tom Tom Club, o un must dell'electro come "Rockit" di Herbie Hancock, o a bassi furibondi come quelli del Beastie Boys (nella bellissima "Più Su" che apre il disco). Ecco, pensate a tutto questo e aggiungete un flow travolgente, ai limiti del freestyle e dell'acrobatico ("Fratello" ne è una prova), e avrete una cifra quasi completa del disco.

 

Ma abbiamo detto quasi. Sì, perché poi c'è da considerare che improvvisamente il giovane Matteo ci svela un mondo interiore, e poi pensa ritornelli pop, e poi ancora ci spiazza con brani più intimisti, con arrangiamenti emozionanti, con ballate e mood che fanno pensare ad artisti lontani anni luce dal rap come Ben Harper e Bon Iver (nella stupenda "Murphy"). Una trama molto fitta per un disco d'esordio, per chi non si accontenta del monocromatico mondo trap fatto di THC, alcolici e painkiller vari.

 




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