L'angolo oscuro #14
Le uscite più interessanti in ambito estremo della seconda metà di novembre


Articolo a cura di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 02/12/20
Il freddo e il gelo non contrastano l'avanzata delle armate oscure. Ecco le cinque migliori uscite in ambito estremo della seconda metà di novembre.
 
azarathcoverAzarath - Saint Desecration (Argonauta Records)

Dopo l'ottimo "In Extremis" (2017), gli Azarath tornano a incrostare di sangue i canali uditivi degli aficionados con un "Saint Desecration" tirato, crudele, compatto. Il gruppo del batterista dei Behemoth Inferno, che per anzianità e numero di album editi non può neanche lontanamente definirsi un side-project, mostra tutto il proprio valore in undici pezzi di blackened death estremamente tecnico e feroce. Certo, il confezionamento sontuoso, la voce effettata di Skullripper, i testi provocatori e anticonvenzionali, sono elementi che avvicinano il long playing agli ultimi manufatti di Nergal e soci; rinunciando, tuttavia, agli arrangiamenti epici tipici dei celebri cugini, così come a un mastering eccessivamente traslucido, i polacchi riescono nella non facile impresa di restituirci un'opera asciutta e altresì abbastanza policroma. Non mancano, infatti, richiami all'heavy d'antan e al thrash ottantiano, oltre ad articolati passaggi in mid-tempo che, insieme a un gusto spiccato per i ricami eufonici dissonanti, conferiscono al plot un lieve alone progressive. Brutali e raffinati.

Tracce consigliate: "Death-At-Will", "Sancta Dei Meretrix", "Life Is Death, Death Is Life", "Beyond The Gates Of Burning Ghats"

cadavercoverCadaver - Edder & Bile (Nuclear Blast)

I Cadaver calcano le scene addirittura dal 1988; considerati, però, i cambi di moniker e i terremoti in line-up, parlare di carriera altalenante sembrerebbe quasi un eufemismo. La formazione, costituita oggi da uno dei membri storici Anders Odden e dall'eclettico drummer Dirk Verbeuren, appare ormai lambito da un'incoraggiante stabilità; stabilità concretizzatasi in aprile con la pubblicazione dell'EP "D.G.A.F.", e adesso confermata attraverso il rilascio di "Edder & Bile", primo parto sulla lunga distanza per la band dal remoto 2004. Il songwriting del lavoro si situa da qualche parte tra la fase "Necroticism - Descanting The Insalubrious" (1991) dei Carcass e il death-thrash scandinavo/americano degli anni '80 e '90, mentre l'accasamento nel roster di Nuclear Blast permette al duo di avvalersi di una produzione assolutamente potente e cristallina, ma calibrata in modo tale da non smorzare troppo gli aculei di uno stile ruvido, sporco e dannatamente old school. Ospiti dell'autorevolezza di Kam Lee (Massacre) e Jeff Becerra (Possessed) conferiscono una patina di nobiltà a un opus che, malgrado resti entro i canoni di una media qualità complessiva, diverte e, spesso, sorprende. Pus e bile a manetta.

Tracce consigliate: "Morgue Ritual", "Circle Of Morbidity", "Deathmachine"

inquisitioncoverInquisition - Black Mass For A Mass Grave (Agonia Records)

Al pari dei Paysage d'Hiver o dei Darkspace, gli Inquisition raramente si rendono protagonisti di platter scialbi e banali. Da "Into the Into The Infernal Regions Of the Ancient Cult" (1998)" a "Bloodshed Across The Empyrean Altar Beyond The Celestial Zenith" (2016), i colombiani, senza ricorrere al basso, a una seconda chitarra e alle sovraincisioni, hanno sempre centrato l'obiettivo di attirare gli appassionati in un singolare e cangiante universo black metal, decisamente "altro" rispetto alle abitudini consolidate del genere. Al di là delle sgradevoli vicende personali occorse al mastermind Dagon, su cui stendiamo un velo di interrogativo silenzio, di identica natura quando girano nello stereo Burzum Dissection, risulta impossibile non cadere preda di un "Black Mass For A Mass Grave" carico di canzoni emozionanti e dotate di pura forza ritualistica. Atmosfere esoteriche e violenza contenuta, una serie di brani mai, in passato, così melodici e intimisti, un occhio che strizza all'heavy classico, alla darkwave, al variegato mondo post, a delicate trame folk, una sottile vena depressive in grado di tingere di malinconica negromanzia i cosmi sepolti evocati dai sudamericani: indubbiamente, uno delle migliori release del 2020 in ambito extreme e non.

Tracce consigliate: "Luciferian Rays", "Triumphant Cosmic Death", "Majesty Of The Expanding Tomb", "Hymn To The Absolute Majesty Of Darkness And Fire"

nethercover_01Nether - Between Shades And Shadows (Art Gate Records)

Formatisi di recente, i belgi Nether appaiono già sulla buona strada per divenire uno degli act maggiormente interessanti nell'alveo maledetto della Fiamma Nera. Sia questo debutto denominato "Between Shades And Shadows" che il progetto medesimo, rivolgono un'attenzione speciale alle tradizioni e alle radici fiamminghe e allo scandaglio profondo dell'animo umano, portandone alla luce gli aspetti cupi e autunnali. Se a livello tematico la forza motrice del giovane quartetto si alimenta di tali suggestioni, dal punto di vista musicale il vero fulcro della proposta risiede in una spietata e creativa sezione ritmica, che lascia davvero pochi attimi di respiro e di riflessione. Un sound ibrido, di marca finnico/svedese, e con un senso marziale à la Negator, percorso dalle fugaci carezze degli archi e da una tensione sotterranea capace di tenere insieme i mille fili del discorso. Nulla di particolarmente di innovativo, eppure il gioco di incastri funziona a dovere: promettenti.

Tracce consigliate: "The Hand Of The Unspoken", "The Blood Is Gone", "So All Adore Me"

urfaustcoverUrfaust - Teufelgeist (Ván Records)

Sin dalla nascita, gli Urfaust dividono, anzi spaccano le platee: chi li considera una band sopravvalutata e abile promotrice di sé, chi aspetta con febbrile trepidazione ogni loro nuova fatica in studio, chi rimane nella proverbiale terra di mezzo, parimenti affascinato e infastidito. Non provocherà una reazione diversa il materiale incluso in "Teufelgeist", full-length diffuso al netto di preavvisi (vedesi nel 2016 il precedente di "The Constellatory Practice") e il titolo del quale, con opportuna mossa titillatoria, rimanda a quello dell'esordio "Geist Ist Teufel". In realtà, le cinque tracce si ricollegano all'ambient ombroso e liturgico dei mini "Drei Rituale Jenseits Des Kosmos" (2008) e "Apparitions" (2015), irrobustito soltanto a tratti dalle sei corde, e traduzione in note di un delirio alcolico inizialmente eccitante, poi destinato a condurre l'essere umano all'interno di un deserto spirituale privo di redenzione, fra ronzii tibetani e allucinazioni mistiche. Il BM a latere degli olandesi non lascia indifferenti: da brividi.

Tracce consigliate: "Offerschaal Der Astrologische Mengvormen", "Bloedsacrament Voor De Geestenzieners", "Van Alcoholische Verbittering Naar Religieuze Cult"

 




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