L'angolo oscuro #16
Le uscite più interessanti in ambito estremo della seconda metà di dicembre


Articolo a cura di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 31/12/20
Botti estremi di Capodanno per quest'ultima tranche discografica targata 2020.
 
coverarchaicthornArchaic Thorn - Eradication (Into Endless Chaos Records)

Notizie succulente da Into Endless Chaos Records: poco prima della fine dell'anno, la piccola etichetta di Lipsia, baciata da un talento innato in quanto a capacità di scovare giovani promesse, ci regala l'ennesimo bocconcino estremo. Dal sottobosco più profondo e disgustoso emergono i deathster Archaic Thorn con l'incalzante debutto "Eradication", LP dall'habitus occulto che trova le proprie fonti di ispirazione in Scandinavia, tra Obliteration, Repugnant, Vorum e i Darkthrone di "Soulside Journey". Il combo di Liechtenstein celebra un personale sabba stregonesco combinando una considerevole dose di sporcizia a una buona perizia esecutiva, ed è probabile che il loro ascolto possa spingere una guarnigione di demoni di alto rango a partecipare all'oscuro convegno. Nonostante in alcuni frangenti fatichi a conservare una stabile curva di tensione, il disco risulta comunque solido, minaccioso e dotato di una cattiveria priva di fronzoli: niente male come opera prima.

Tracce consigliate: "Into Endless Red Sky", "Regression", "Deathmarch"

coverbacteriumBacterium - Sunt Lacrymae Rerum (Fuck Yoga Records)

"Sunt Lacrymae Rerum", battesimo sulla lunga distanza per gli irlandesi Bacterium, appare adatto soprattutto a chi cerchi un'entità che si dedichi anima e corpo alla perlustrazione dell'abisso senza paura né facilonerie. Funeral doom sfiancante e psichedelico, confezionato seguendo la vecchia strada tracciata da Skepticism e Thergothon, contraddistinto da un cantato cavernoso che sembra emergere dalle profondità della terra, da linee di chitarra trasmesse attraverso remoti amplificatori temporali, da una sezione ritmica monolitica e strisciante. Il plot risulta volutamente crudo, malsano, i numerosi inserti di tastiera evocano un Burzum stordito da un fungo allucinogeno raccolto durante una delle sue proverbiali scappatelle nella foresta, qualche sferzata death serve a rendere l'atmosfera ancora più morbosa e purulenta. Alla pubblicazione bada la Fuck Yoga Records, una garanzia assoluta sin dal nome.

Tracce consigliate: "Sunt Lacrymae Rerum", "Sorites Paradox, "Tumult In The Undertow"

covergrafjammerGrafjammer - De Zoute Kwel (Folter Records)

Dopo i discreti "Koud Gemaakt" (2015) e "Schalm & Schabauw" (2018), in "De Zoute Kwel" i Grafjammer ci trasportano nell'universo sotterraneo eternamente sordido di Utrecht, un mondo di suicidi e di cadaveri pugnalati, di bambini in fiamme e di frotte di flagellanti. Secondo la loro stessa dichiarazione, gli olandesi suonano "Dutch Necrorock", ovvero black metal lercio, arrogante, chiassoso, intriso di folk e crust punk. Non si può negare che nei momenti migliori l'orgia di divertimento alcolico e di violenza selvaggia consumata dal combo nederlandese tenga desta l'attenzione dell'ascoltatore sino al suo svenimento, un po' come un'intera serata trascorsa sorbendo grappa ruta fatta in casa. Il pericolo di risvegliarsi il mattino successivo con un forte mal di testa resta elevato, eppure vale la pena correre il rischio, anche perché non è cosa di tutti i giorni incontrare, in un pub malfamato, Carpathian Forest e Darkthrone e vederli ballare assieme la polka: ascoltare per credere.

Tracce consigliate: "Jajempriester", "De Kinderen Branden", "Kolkgat"

covermarkgrafMarkgraf - Markgraf (Blutrausch Propaganda)

Un improbabile trio tedesco composto, tra gli altri, da un cantante di origine brasiliana amante della bossa nova e da un batterista jazz/rock che non ha mai prestato un mignolo al mondo del metal estremo, sulla carta non prometteva nulla di buono. A stingere quest'impressione superficiale provvedono prima lo splendido artwork opera di Dávid Glomba (Cult Of Fire, Malokarpatan, Teitanblood, Shrine Of Insanabilis), poi la longa manus di un'etichetta della stoffa della Blutrausch Propaganda (Cross Desecration, Elderhex, Necromancer). Infine tocca alla musica contenuta nell'esordio omonimo dei Markgraf ribaltare le iniziali perplessità; un platter accattivante e in gran parte ispirato alla celebre Trinkhalle di Baden-Baden, città che fa da cornice alle storie raccontate dalla voce à la Tim Baker del singer Ódio. Sette tracce, una trentina di minuti, nulla che possa spaventare l'amante del BM abituato a uscire dalla propria comfort zone: produzione aspra, l'influenza di Cirith Ungol e Master's Hammer, una teatralità di fondo che ammalia invece di stuccare. Niente di inedito, in realtà, ma che padronanza e quanta suggestione!

Tracce consigliate: "Der Mummelsee", Die Nixe Des Wildsees", "Der Grafensprung"

coverpillory_01Pillory - Scourge Upon Humanity (Unique Leader Records)

Dietro le pelli in "Nucleus" dei Deeds Of Flesh, membro dei Goratory, unica mente della slammer band Cytolysis, l'iperattivo Darren Cesca rappresenta il solo strumentista e autore dietro il moniker Pillory: questo nuovo "Scourge Upon Humanity" arriva a sei anni di distanza dall'acclamato (almeno nei circoli underground) "Evolutionary Miscarriage" e a quindici dal sorprendente "No Lifeguard At The Gene Pool". Trattasi di death ultratecnico, arrangiato con perizia straordinaria, dal sound robotico e chirurgico, ricco di riferimenti al deathcore, al djent, al progressive metal, traboccante di cambiamenti di tempo e di zingarate schizofreniche. Il bostoniano riesce ad avere il pieno controllo della situazione, benché la carne al fuoco sia davvero di mole enorme e si rilevi, a tal proposito, qualche momento di farraginosità; di fronte, però, a un'enciclopedia vivente dell'estremo così ricca di talento e competenza, bisogna soltanto togliersi ammirati il cappello. Prossima tappa uguale capolavoro?

Tracce consigliate: "Emanate Deprecation", "Epidemic Infection", "Our Wretched Divinity"



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