Nine Inch Nails: Trent Reznor all'assalto di Bologna
Uno show unico, che potrete rivivere grazie alle eccezionali foto di Annalisa Russo


Articolo a cura di SpazioRock - Pubblicata in data: 04/06/14

Un evento unico, che il 3 giugno 2014 ha trasformato l'Unipol Arena di Bologna nella gabbia di suoni ed effetti luce che solo la mente di Trent Reznor è in grado di ideare.

Dopo circa un anno dal concerto di Milano, i Nine Inch Nails sono tornati in Italia per ricordarci come gli anni, si, passano, ma che nulla possono contro l'energia e l'estro di un musicista, compositore, ideatore inteso proprio come creatore di idee pazzesche, al limite tra follia e puro genio. Un programmatore mancato, che impartisce input agli strumenti, alla band che ha scelto di portare con se, al pubblico accorso per assistere al ritorno in pianta stabile di una band che del concetto di vera e propria evoluzione musicale ha fatto il proprio marchio di fabbrica.

"Niente mi può fermare", affermò Trent alcuni anni fa, ed è un'affermazione così forte da esser usata come titolo per una delle biografie più complete in circolazione, ed è un'affermazione che ancora oggi rispecchia esasttamente ciò che sono i Nine Inch Nails: una macchina inarrestabile, che affascina ed ipnotizza, coniugando un uragano di suoni con uno tsunami di luci in penombra, dove inquietudine e stupore si uniscono per uno spettacolo irrinunciabile per alcuni, imperdibile per molti.

Se non credete a ciò che state leggendo, potete farvi un'idea più concreta di quel che è stato grazie alle foto che potete vedere nella nostra eccezionale fotogallery.

 

Uno show perfetto, programmato (mai termine fu più adatto) con spasmodica precisione, dove tutto e tutti hanno una propria, specifica funzione. Un po' come i circuiti elettronici stampati: chip, fili di rame, transistor sono collegati per permettere il funzionamento e l'utilizzo ottimale dello strumento.

Attenzione, però: show perfettamente programmato non è sinonimo di esibizione fredda, distaccata, ma paradossalmente (e fortunatamente) crea un qualcosa verso cui è impossibile rimanere impassibili, ed episodi che sul nuovo "Hesitation Marks" sembravano scarichi ("Copy Of A", ad esempio), dal vivo esplodono ed investono i presenti con una poderoso muro sonoro invidiabile. Ed uno show programmato fino all'ultimo dettaglio può anche permettersi il lusso di smuovere l'animo proprio nel finale, proprio quando pensi di ricevere una coltellata senza remore ed invece ricevi una delicata, ruvida, graffiante, disperata carezza con le note e le parole di "Hurt".

Non è questione di capire o di decidere se Trent Reznor non sia più quello di una volta, se i suoi Nine Inch Nails siano cambiati in peggio o se non sorprendano più su disco. Nulla può fermare la creatura del mancato ingegnere informatico, men che meno quando si trova sopra un palco. Soprattutto se si trova sopra un palco.




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