SpazioUnderground - Bet On Them: Vincenzo Grieco
Scommesse sull'Italia che vuole emergere


Articolo a cura di Simone Zangarelli - Pubblicata in data: 24/01/20

Il sottobosco delle band in crescita, l'underground italiano: uno sterminato movimento di gruppi che cercano di emergere, di mostrare al grande pubblico le proprie capacità in ambito musicale. L'Italia, patria di poeti e navigatori, è anche patria di ottimi musicisti, che quasi mai hanno la giusta visibilità. Bet On Them è una finestra su questa Italia troppe volte nascosta.

 

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VINCENZO GRIECO

 

Provenienza: Roma | genere: hard rock 

 

Ci sono artisti che riescono a raccontare storie semplicemente con le dita che scorrono sulle sei corde, a dire tutto senza parlare. Vincenzo Grieco è uno di quei virtuosi della chitarra che non mirano all'esibizionismo ma a trasmettere lo spirito dei brani, sia quando suona i propri, che quelli dei grandi eroi del rock. Queste le parole con cui si descrive: "Un chitarrista romano classe ‘76 che non ha mai svolto nessun'altra professione se non quella di suonare la chitarra, insegnarla e arrangiare canzoni. Durante la mia carriera ho scritto numerosi brani strumentali ma è proprio nella fase più recente che mi sono dedicato alla scrittura di canzoni e pezzi originali."


La conoscenza a tutto tondo dello strumento lo ha portato a diventare una vera e propria istituzione della chitarra a Roma, sia come musicista che come insegnante, coltivando anche l'attività di compositore per diversi programmi Rai TV. Tutta l'esperienza raccolta confluisce nel suo primo disco, "Misleading Lights Of Town", uscito lo scorso maggio per RED CAT Inst Fringe, con cui Vincenzo si racconta al pubblico tramite le sue passioni, trovando anche l'ispirazione per mettersi coraggiosamente in gioco su terreni da lui meno battuti.
"Il debutto arriva solo ora perché all'inizio ero preso dai guitar hero degli anni '80 e '90, ero attratto da quel modo di suonare e componevo brani dove il tema principale lo faceva la chitarra. Poi mi sono reso conto che non avrei mai ascoltato la mia musica strumentale né quella degli altri perché in macchina mettevo solo canzoni, come per esempio quelle di un chitarrista come Bonamassa o Clapton, dunque ho deciso di virare in questo senso"

 

L'album 
 

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"Misleading Lights Of Town" (2019), oltre a essere un'antologia dei generi musicali anni '80, è prima di tutto una testimonianza della forza comunicativa della chitarra, della versatilità artistica e dell'attualità del sound che si intreccia con lo stile di scrittura d'oltreoceano. 10 tracce capaci di coinvolgere fin dal primo ascolto in cui la cura per il suono la fa da padrona.

 

"L'album nasce dall'esigenza di tirare le somme dopo vent'anni di attività, così ho riassunto le mie passioni che sono quelle del rhythm blues, il funk, il rock, il blues e l'hard rock. È un disco molto eterogeneo che ha messo insieme tutte queste anime fondendole anche con il pop nelle composizioni.
L'apertura è esplosiva con i riff heavy metal anni '80 di "Crashing Waves", che poi diventano chitarre granitiche in "Don't Lay Your Love To Waste", accompagnate da un'epica orchestra d'archi, per poi farsi rock hendrixiano in "Dizzy Heights". Un'intelligente calibratura di suoni, effetti e atmosfere frutto della collaborazione con una big band variegata per background di provenienza:
"Nel disco la parte più importante ce l'ha avuta mia moglie, Sara Facciolo, che ha scritto i testi e mi ha anche aiutato a tenere duro quando le cose sembravano impossibili. Sono moltissimi i musicisti che hanno collaborato, ma sicuramente nella produzione artistica una parte importante l'ha avuta Marco Polizzi con il suo studio Zoo Symphony. Alla batteria c'è Piero Pierantozzi, Emanuele casali alle tastiere, al basso Marco Polizzi e anche Giulio Giancristofaro, che ha scritto con me ‘Dizzy Heights', un brano dedicato a Jimi Hendrix. Alla voce abbiamo Claudio Maffei, Andrea "orso" De Luca, Giorgio Lorito e Sara Facciolo".

 

Formazione collaudate che uniscono l'amore per i modelli classici con l'interpretazione più moderna del rock del deep south: "Questi sono anche i musicisti con i quali suono sui palchi capitolini. Abbiamo la formazione Vincenzo Grieco e T.H.E. Rome Blues Authority con la quale portiamo in scena un blues rock più classico insieme a qualche brano originale del disco. Invece con Alessandro Inolti e Giulio Giancristofaro, con il quale sto preparando il secondo disco, facciamo più un tributo a Hendrix e Vaughan".
Riferimenti alla musica di Stevie Ray Vaughan non mancano nemmeno nel funk sfrenato di "That Brand New Perfect Tune", dove la chitarra splende sia nelle ritmiche che nell'assolo, e nemmeno del divertissement strumentale "An American In Rome", dove le dita di Vincenzo Grieco sfrecciano sul manico e ne fanno un pezzo country rock al cardiopalma. Tra i pezzi più riusciti, sicuramente la title track merita un posto d'onore per il perfetto equilibrio di voce e chitarra, in contiguità timbrica (il graffio dell'una, l'overdrive dell'altra) e melodica. A chiudere il lavoro, lo spassoso rock n roll di "The Bear, The Smart One, The Dandy and the Rockstar", con tanto di tastiere, chitarra acustica e un finale... tutto da scoprire. 

 

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Restate in ascolto!
 

La dimensione dal vivo è uno degli aspetti più fondamentali della musica di Vincenzo Grieco, che da sempre ne ha fatto il suo punto di forza grazie alla qualità delle performance e alla scelta del repertorio. Non da meno, "Misleading Lights Of Town", pensato per essere versatile nella resa dal vivo, ha già fatto il suo debutto in scena lo scorso maggio, ma a breve tornerà in versione rivisitata per gli amici e amiche romani e non solo.
"Giovedì 13 febbraio al Quid (Roma) ci sarà una sorta di seconda presentazione del disco, un "Misleading Lights Of Town" reloaded, dopo quella del 19 maggio scorso al Killjoy. Suoneremo le canzoni dal vivo con una formazione più essenziale e il concerto sarà trasmesso su Radio Eclisse."
Un ritorno al rock nudo e crudo, quello che oggi appare confinato a uno spazio di nicchia, lontano dai riflettori del mainstream, ma che è in realtà ancora capace di raccontare una storia a coloro che la vogliono ascoltare. Vincenzo sembra averci preso gusto, e dopo il disco d'esordio è già pronto a tornare con una nuova fatica in studio:
"La mia idea sul disco di debutto era quella di raccogliere un'esperienza musicale tendente agli anni '80. Il prossimo album sarà totalmente diverso, abbiamo scritto i pezzi e adesso li stiamo suonando per farli rodare. Suoneremo in trio con ispirazione più '70-'90, ci saranno atmosfere che strizzano l'occhio al grunge, sarà un po' più moderno rispetto a "Misleading" che invece è molto vintage."

 

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  Foto di Giacomo Mearelli




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