Mený natalizio per Rockers
Gli ingredienti perfetti per un pranzo di Natale non convenzionale


Articolo a cura di Marilena Ferranti - Pubblicata in data: 25/12/17
Ogni anno, come da tradizione, artisti di tutto il mondo sfornano le temutissime e sdolcinatissime canzoni di Natale. Non temete, Michael Bublé in questo speciale non verrà menzionato, e neppure Mariah Carey, noi rockers non festeggiamo a Disneyland Paris con Minnie e Topolino, ma davanti ad una bella media chiara con contorno di rock’n’roll. Ecco quindi le portate ideali per un pranzo di Natale da far levare le corna al cielo.

Antipasti

The Beach Boys, “Little Saint Nick” 
Come dice sempre la mamma, “non ammazzarti di antipasti che poi non arrivi al secondo”… quindi cominciamo con una “oldie” incisa nel 1964 dai Beach Boys, inclusa poi in “The Beach Boys' Christmas Album” del ’65. Forse a qualcuno il pezzo risulterà familiare come “Run Run Reindeer” nella versione esilarante dei Muppets o per il fatto che divenne la colonna sonora di uno spot natalizio di una celebre bibita dove orsi polari e pinguini celebravano allegramente il Natale… e come dimenticare la versione degli Hanson nel loro album del 1997 “Snowed In”?

Bruce Springsteen, “Santa Claus Is Coming To Town” 
Niente, impossibile resistere alle tartine e ai sottaceti, ci tocca rincarare la dose con un classicone registrato nel 1975 e poi incluso come B-Side di "My Hometown" del 1985: è una cover della ben più vecchia traccia originale del 1934. Sarà la voce del Boss che sa tanto di pane croccante appena sfornato, ma questa ci sembra trasudare l’atmosfera perfetta per introdurci alla prima portata. C’è un curioso aneddoto su questa canzone: il 12 dicembre 1975 Bruce Springsteen la eseguì live al C.W. Post College di Greenvale, New York. La recensione che uscì in seguito sul giornale del college commentava: "La folla, immaginando che si trattasse di uno scherzo, rideva e si preparava per il brano successivo, ma Springsteen e la E Street Band scatenarono un'interpretazione dinamica del classico con tanto di ballo scatenato di Bruce che si muoveva tarantolato attraverso il palco”.
 
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Primi
 
Tom Petty & the Heartbreakers, “Christmas All Over Again” 
Ci sembra doveroso includere in questo menù uno degli artisti più dolorosamente compianto di questo 2017. Tratto da “A Very Special Christmas Volume 2” del 1992, questo pezzo è davvero un piccolo gioiello che riesce a racchiudere in qualche minuto un’intensità importante e un momento di riflessione. “Very Special Christmas” è una serie edita a scopo benefico per le Paralimpiadi e grazie agli incassi di questo brano furono raccolti ben $200,000 per gli atleti con disabilità intellettuali. Petty dichiarò che il pezzo fosse un tributo Phil Spector (produttore discografico, compositore e musicista statunitense). Fate i bravi, regalatevi la sua intera discografia.
 
 
Jon Bon Jovi, “Please Come Home For Christmas”
Altro che lasagne al forno: in un solo videoclip due delle icone sexy più bollenti degli anni ‘90 che si fotografano e si scambiano pacchetti sotto l’albero festeggiando il Natale in una assolata località di mare. La splendida Cindy Crawford è protagonista insieme a Jon in questa track del 1992, cover dell’originale di Charles Brown pubblicata nel 1960 che raggiunse la Hot 100 di Billboard nel dicembre del 1961, ed è apparsa nella classifica dei singoli natalizi per ben nove stagioni toccando la posizione #1 nel 1972. Certo, noi votiamo per la versione sexy di Jon Bon Jovi, quella potete trovarla nell’album “A Very Special Christmas 2”. Nel 1994 il singolo servì anche a raccogliere fondi per “Best Buddys”, una no profit che promuove ancora oggi comunità di sostegno per le persone affette da disabilità comportamentali.

Pausa di riflessione
 
Linkin Park, “My December” 
Ci vuole un break: Natale è anche periodo di bilanci, e non sempre si tratta di considerazioni positive: come dimenticare un altro grande del rock che ci ha lasciati in questo 2017? Lato B del singolo "One Step Closer" tratto da "Hybrid Theory" del 2000, "My December" è una delle canzoni più malinconiche del rock dedicate al senso di solitudine che alcune persone possono provare durante le festività. In questo caso, Chester Bennington racconta di non avere nessuno con cui condividere il suo dicembre, trovandosi in una grande casa vuota mentre fuori la neve cade. Il pezzo è intriso di una tale desolazione interiore da pensare che in effetti Chester quel vuoto non sia mai riuscito a colmarlo del tutto…

Secondi
 
Red Hot Chili Peppers, “Deck the Halls”
Riprendiamo il filo della digestione con una presenza inusuale per questo genere di colonne sonore. I Red Hot Chili Peppers probabilmente si annoiavano a morte durante le feste e così decisero di divertirsi un po' con la loro versione del classico "Deck the Halls". Con un’interpretazione orribilmente stonata, i membri della band fanno la loro imitazione di un coro natalizio anche se si rendono conto che in realtà non conoscono bene tutte le parole della canzone che stanno cantando. Ultima traccia di “Out in L.A.”, la compilation pubblicata nel 1994, la famosa canzone "Deck the Halls" è un canto natalizio che risale al XVI secolo. Tuttavia, non è sempre stato associato al Natale; la melodia viene da una canzone invernale gallese chiamata "Nos Galan", che in realtà riguarda la notte di Capodanno. La prima release del testo è addirittura del 1862, in "Welsh Melodies", vol. 2, con testi gallesi di John Jones e testi in inglese scritti da Thomas Oliphant.
 
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Ronnie James Dio, “God Rest Ye Merry Gentlemen”   
Ed ecco che la pesantezza comincia a farsi sentire… come risvegliare quindi gli animi con una portata che definire epica sarebbe poco? Dall'album del 2008 “We Wish You A Metal Xmas… And A Headbanging New Year”, una compilation che, date retta a noi, vi converrebbe tenere nella vostra collezione per i pranzi di Natale ogni anno (la tracklist comprende: Jeff Scott Soto, Alice Cooper, Billy Sheehan, Vinny Appice, Lemmy, Billy F. Gibbons, Dave Grohl,  George Lynch, Tim "Ripper" Owens, Marco Mendoza, Geoff Tate, Tracii Guns, Joe Lynn Turner…). Qui il compianto Ronnie James Dio ha affrontato questa potente rielaborazione heavy metal del canto natalizio. Quanto può essere eccitante avere il più grande vocalist metal di sempre che intona per voi canzoni natalizie? Beh, forse di più di quanto immaginiate se aggiungiamo Tony Iommi (chitarra, Black Sabbath), Rudy Sarzo (basso, troppi da elencare) e Simon Wright (batteria, AC/DC, Dio). Davvero non per tutti, soprattutto i deboli di cuore, ma per i metallari dal cuore d’oro questo pezzo sarà come veder scendere Babbo Natale dal camino.

Dolci
 
Alice Cooper, “Santa Claus Is Coming To Town”  
Su, su, per quanto le abbuffate siano quasi giunte al termine ci sono ancora un paio di chicche prima del meritato collasso sul divano! Non avete voglia di alzarvi per cambiare CD? Altro brano tratto da “We Wish You A Metal Xmas…And A Headbanging New Year” in arrivo! “You better watch out, you better not cry”… quante volte l’avrete canticchiata durante le feste? Ma scommettiamo che Santa Claus non ve lo eravate mai immaginato in versione “mannara”! Niente panico, è il solito maestro dello splatter, Zio Alice Cooper, che come Babbo Natale Metal non ha davvero eguali!  

Twisted Sister, “Heavy Metal Christmas”  
Ecco, ci siamo, come augurarvi un felicissimo Natale se non con l’unica composizione originale dell’album del 2006 “A Twisted Christmas”, il settimo album in studio della band statunitense pubblicato il 17 ottobre del 2006? Nel disco trovate anche una serie di simpatiche cover di famose canzoni natalizie, ovviamente in chiave heavy metal. Sebbene non sia propriamente un concept album, l'album inizia con una versione di "Have Yourself a Merry Little Christmas" che viene interrotta in maniera esilarante da una serie di battute dei membri del gruppo. Lo stile heavy metal della band pervade ogni cosa pur incorporando elementi festivi come i rumori dei campanelli… (provaci ancora Dee). Pensate che i riff di chitarra sulla traccia "I Saw Mommy Kissing Santa Claus" sono una rivisitazione di "You've Got Another Thing Comin" dei Judas Priest, e sulla track in chiusura "Heavy Metal Christmas” viene snocciolato l’elenco dei regali più desiderati: "dodici croci d'argento, undici mascara neri, dieci paia di zatteroni, nove magliette sbrindellate, otto pentagrammi, sette giacche di pelle, sei confezioni di lacca per capelli, cinque anelli col teschio, quattro quarti di Jack, tre cinture borchiate, due paia di pantaloni di spandex e un tatuaggio di Ozzy". Super chicca la partecipazione di Lita Ford sul brano "I'll Be Home For Christmas". Come dire... una bella spolverata di glam al posto dello zucchero a velo sul pandoro! Che possiate ricevere tutti i regali rock che aspettate e, da parte di tutti noi di SpazioRock, Buone Feste!!!
 
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