Jeff Buckley: Eternal Life - Domande di una speranza
Viaggio nella verità dell’esistenza umana attraverso il testo di una canzone che aleggia solitaria alla fine di un atto istintivo.


Articolo a cura di Francesco De Sandre - Pubblicata in data: 06/11/14

Disclaimer: Questo speciale non parla di Jeff Buckley, né del disco "Grace", ed ogni riflessione su "Eternal Life" è solo un pretesto per consegnare alla condivisione o alla storia i pensieri generati da una serie di eventi scaturiti dall'azione, dall'iniziativa impulsiva che ogni essere compie in periodi più o meno costruttivi della propria vita. Disegni di emozioni, fasi lunari e commiserazione. E tutto ciò che circonda una possibilità di errore. La musica di Buckley è la musica di tutti, uno dei mezzi di buia elevazione o brillante distrazione di cui disponiamo e di cui usufruiamo a nostro piacere, senza ringraziare mai abbastanza. E mai abbastanza la musica sarà forte da coprire i lamenti di un'anima, la verità di uno sguardo, i segni di una cicatrice.

 

Questo articolo, inoltre, è solo un'altra lettera a Grace. È bello pensare che almeno lei, nel momento della scelta, sapesse cos'è l'amore, dov'è la felicità, cos'è la vita, dove risiede la pace. Ma continueremo a domandarci su cosa basò le sue scelte.

 

 

Quanto una paura può influire sul futuro di un'esistenza?

 

L'infinita traiettoria di un sospiro che plagia la volontà degli opposti e spezza le barriere della crescita è condensata in una scintilla di verità così impercettibile al momento, così allo stesso tempo costante nel tempo successivo alla comprensione, da spegnersi nel buio dell'illusione per poi riaccendersi nella indissolubile speranza. E la speranza si regge alle corde della sensazione: le cose succedono quando qualche corda si rompe. Rotture e novità sono solo altri punti di una serie finita.

 

La vita è una linea retta ed ogni punto che la compone è lo stesso che è buona norma porre alla conclusione di un periodo. O di una frase. E non è concesso andare a capo.

 

E tutti sanno la differenza tra subire ed agire, che è la stessa tra il "succedere" e il "far succedere".

 

Che si annulla quando la fantasia ha a che fare con la realtà.

 

Eternal Life.

 

Non c'è tempo perché esso è infinito. E mai pensiamo ad entità troppo grandi da controllare.

 

"Eternal life is now on my trail"

 

Eppure continuiamo a pensare alle frasi, alle fasi, alle parentesi, allo spazio tra due chiodi che noi stessi abbiamo fissato alla tavola, al muro, al corpo. In una progressiva necessità di dimostrare chi siamo e cosa non siamo.

 

"Got my red glitter coffin man, just need one last nail"

 

La fuga non è mai isolamento totale dalla civiltà. E questo è un problema, perché da quando sulla terra è arrivata la razza umana sono cominciati i problemi, gli stessi da cui è impossibile fuggire.

 

jeff_buckley"While all these ugly gentlemen play out their foolish games,
There's a flaming red horizon that screams our names"

 

Nel microcosmo del pensiero, invece, si è soli. E questo genera altri problemi non troppo differenti dai precedenti: la solitudine non è la calma o la vera personalità dell'anima. È l'anarchia della proiezione, l'avanzata dell'oblio. L'orlo di un crepaccio.

 

"And as your fantasies are broken in two,
Did you really think this bloody road would pave the way for you?
You better turn around and blow your kiss hello to life eternal"

 

Si può decidere di scegliere e poi scegliere in modo errato. Si può perfino decidere di errare, a posteriori, credendo comunque di aver fatto la scelta giusta. La maledizione dell'impulso colpisce ancora e non si può criticare la mutevole forma della purezza che reagisce al susseguirsi degli eventi.

 

"Angel"

 

La contrapposizione tra ombra e luce avviene su di una bilancia che periodicamente accoglie opposti e opposizioni. Rabbia e amore, banalmente, sono sentimenti opposti ma che non possono fare l'uno a meno dell'altro.

 

"Racist everyman, what have you done?
Man, you've made a killer of your unborn son.
Crown my fear your king at the point of a gun"

 

E la semplicità della verità di fronte alla quale è ormai inutile agire colpisce esattamente in questo momento.

 

"All I want to do is love everyone"

 

Per fare del tempo concessomi tutto ciò che voglio, cammino sulla tagliente linea della dicotomia. Farmi soffocare dalle domande più grandi non mi permetterà di agire, ma mi aiuterà a controllare un istinto incontrollabile. Che spesso si divincola con facilità disarmante e colpisce senza pietà. Le tracce dei suoi atti posso ricordarle, posso vederle guardandomi indietro: mi inseguono.

 

"There's no time for hatred, only questions"

 

Prigioni e antri non sono ambienti dove è possibile vivere. Questi luoghi annullano speranze e confondono gli istinti. Non c'è tempo, nel tempo infinito, per pensare a come agire, a come reagire.

 

Solo domande.

 

"What is love?"

 

"Where is happiness?"

 

"What is life?"

 

"Where is peace?"

 

"When will I find the strength to bring me release?"

 

E le risposte sono, effettivamente, sempre vicine. Sempre visibili, sempre facili da pensare ma difficili da pronunciare.

 

"Tell me where is the love in what your prophet has said?
Man, it sounds to me just like a prison for the walking dead
And I've got a message for you and your twisted hell
You better turn around and blow your kiss goodbye to life eternal"

 

Ma senza rancore.

 

"Angel"

 

 

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"Eternal Life" è la nona traccia dell'unico album di Jeff Buckley, "Grace", del 1994.

 

Jeffrey Scott Buckley nacque ad Anaheim il 17 Novembre 1966 e si spense a Memphis il 29 Maggio 1997.

 

"Eternal Life" consegna Buckley alla vita terrena anche dopo la sua scomparsa.

 

Jeff Buckley è, prima di "Hallelujah", la preghiera di fronte ad un microfono, la grazia concessa dopo un errore.

 

"Eternal Life" emerge ogni volta che l'istinto ha colpito, ogni volta che una parentesi si chiude. Dopo ogni evento di paradossale grandezza, nella testa di chi potrebbe fermarsi da un momento all'altro. Un'altra corda emotiva che collega l'anima alla sensazione di vuoto ed indeterminata agonia della crescita.

 

Jeff Buckley vola sulle ali della sua "Eternal Life". È un'aquila libera e forte mascherata da usignolo triste, purezza e provocazione sentimentale unite nella scintilla di verità così impercettibile al momento della sua genesi, così allo stesso tempo costante nel tempo successivo alla comprensione, da spegnersi nel buio dell'illusione per poi riaccendersi nella indissolubile speranza.




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