Dopo la cancellazione della data di Roma, con conseguenti e feroci polemiche tra il manager Tim Tournier e la direzione dell’Atlantico, gli Alter Bridge arrivano al ChorusLife Arena di Bergamo, per portare finalmente in Italia il What Lies Within Tour.
Il quartetto di Orlando arriva dalla pubblicazione del self-titled, album apprezzabile che ha confermato tutto ciò che gli Alter Bridge hanno fatto durante una carriera ultraventennale, ma stasera, come ampiamente prevedibile, è il passato meno recente a farla da padrone.
L’arena presenta già un buon colpo d’occhio durante le esibizioni dei Sevendust e dei Daughtry, che fanno bene il loro dovere. Ma è quando finalmente si spengono le luci poco dopo le 21, che il pubblico esplode in un boato: senza contare i soliti (e sempre apprezzabili) tour con i progetti paralleli, erano più di tre anni che gli Alter Bridge non si vedevano in zona e la curiosità sullo stato di forma del quartetto era evidente. Non sono poche le persone che, per quanto riguarda le ultime pubblicazioni in studio, hanno lamentato una certa stabilità e una mancanza di mordente nella maggioranza dei brani. La verità è che gli Alter Bridge non hanno mai toppato un album, ma dall’altro lato è evidente che le cose più interessanti e coinvolgenti sono state mostrate nella prima parte della carriera della band, che ormai da qualche anno si limita a svolgere – sempre egregiamente – compiti di ordinaria amministrazione.
Bastano pochi minuti dopo il sobrio ingresso sul palco di Myles Kennedy, Mark Tremonti, Scott Philips e Brian Marshall per scacciare ogni dubbio e lasciarsi coinvolgere da sensazioni che già conosciamo bene: nonostante tutto, gli Alter Bridge dal vivo sono la solita macchina perfetta. Lo show viene inaugurato da “Silent Divide”, con la quale Kennedy si mostra immediatamente in forma, ma è con i riff spaccaossa di “Addicted to Pain” e soprattutto con l’epica “Cry Of Achilles” che l’arena diventa rovente. Il pubblico canta senza sosta praticamente tutti i brani e la band sul palco fa il suo dovere, giocando sempre sui soliti equilibri tra un’esecuzione perfetta dei brani proposti e coinvolgimento emotivo.

A questo proposito, come già anticipato, si gioca tanto sulla nostalgia: i brani tratti da “Alter Bridge” sono solo tre, “Pawns & Kings” e “Walk The Sky” vengono completamente snobbati e la scaletta si concentra sui primi quattro album, dando particolare rilevanza all’esordio “One Day Remains”. Da questo punto di vista sorprende – e allo stesso tempo ci regala grande gioia – la presenza di brani come “Down To My Last”, presentata da Kennedy come una delle prime canzoni a cui la band ha lavorato e la magnifica “Burn It Down”, cantata per l’occasione da Tremonti. Non è una novità che il chitarrista si diletti dietro al microfono, ma è proprio in queste occasioni che dimostra ormai un’abilità e un controllo vocale ammirevoli, su brani non cantati originariamente da lui, oltre che sulla fantastica “Tested and Able”.
La band tiene il palco in maniera ammirevole, con i brani che prendono vita dalla rocciosa sezione ritmica di Marshall e Philips, e tutti si rendono conto del maggiore entusiasmo e della maggiore emotività che permea la performance, se paragonata all’ultima apparizione della band al Forum di Assago. Aspetti che emergono ancora di più in momenti speciali, come il coro di “Open Your Eyes”, la delicatezza di “Watch Over You” o il devastante bridge di “Metalingus”, senza menzionare l’immortale “Blackbird”, brano simbolo della band, che, come ogni singola volta, lascia il pubblico senza fiato per pulizia strumentale e intensità struggente.
Si chiude con “Isolation”, brano prototipo degli Alter Bridge, uno show stellare. Le certezze della vita saranno anche poche, ma è sempre bello saper di contare su una band che da due decenni si dimostra sempre al massimo della condizione, in un perfetto equilibrio tra vecchio e nuovo, violenza e fragilità. E come ogni volta, uno show del quartetto è una consona risposta alla loro stessa domanda:“who will give you strength when you’re not strong?”
Setlist Alter Bridge Bergamo
Silent Divide
Addicted to Pain
Cry of Achilles
Playing Aces
Fortress
Burn It Down
Ghost of Days Gone By
Open Your Eyes
Tested and Able
Down to My Last
Watch Over You
Rise Today
Metalingus
Blackbird
Isolation





