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RECENSIONI

Edge Of Forever – Another Paradise

Nella desolazione di una campagna fredda e buia, nell’ennesima giornata di fittissima nebbia, ecco spuntare dei fari luminosi ed accecanti. Chiaramente, con questa metafora, mi riferisco alla povertà della scena hard rock italiana e in questo contesto gli Edge Of Forever scagliano un autentico fulmine a ciel sereno con il loro terzo album, “Another Paradise”.

Dopo diversi cambi di line-up, che hanno visto gli inserimenti in formazione di Walter Caliaro e Nik Mazzucconi, la band è tornata alle origini: Alessandro Del Vecchio, oltre a suonare le tastiere, oggi ricoprire anche il ruolo di cantante, come agli albori del progetto. Il quartetto, che si completa con il batterista Francesco Jovino, aveva ottenuto buone risposte dal precedente “Let The Demon Rock N’ Roll” (2005), soprattutto in Giappone, e con “Another Paradise” torna alla carica, con un mix tra hard rock melodico e raffinato AOR. L’album è prodotto e registrato dallo stesso Del Vecchio, il quale ha svolto un lavoro impeccabile, riuscendo a trovare i suoni ideali per gli strumenti e la giusta coesione tra gli stessi. Ciò che si ascolta è hard rock di classe, quello meno selvaggio e più curato nei minimi dettagli. Il sound delle tastiere è un marchio di fabbrica che spicca in maniera evidente e contribuisce a creare la particolare atmosfera che si respira durante l’ascolto dell’intero disco. I ritornelli delle canzoni sono trascinanti e coinvolgenti, e sfruttano la notevole componente melodica utilizzata dagli Edge Of Forever.

Il livello dell’album è davvero buono per tutta la sua durata; in particolare la title-track, cantata assieme a Roberto Tiranti (Labyrinth), è un’autentica bomba, pronta ed innescata per esplodere in sede live. Ad un riff massiccio e potente fanno eco refrains maestosi, ideali, appunto, per essere intonati assieme ai fans. In “Edge Of Life” si può apprezzare il contributo di Carsten “Lizard” Schulz alla voce e di Jgor Gianola durante l’assolo di chitarra. La dolce “I Want Call You” vanta quello, che più di un ritornello, sembra essere un inno cantato in un trionfo di melodia. “What I’ve Never See” è il lento per eccellenza, ma è trattato con delicatezza e finezza rare: un brano estremamente profondo, in cui emerge anche il supporto vocale di Bob Harris, ex vocalist proprio degli Edge Of Forever. Interessantissima è, inoltre, la cover di “What A Feeling” (sì, proprio quella di “Flashdance”…): gradevole e molto riuscita, a mio parere. Infine, credo doveroso sottolineare come Alessandro Del Vecchio si sia rivelato, oltre che un gran strumentista, anche un ottimo cantante e che l’album è dedicato al compianto Marcel Jacob, considerato dallo stesso Del Vecchio, come componente aggiunto della band ai tempi in cui ne era produttore.

Con “Another Paradise”, gli Edge Of Forever dimostrano che in Italia c’è gente che sa fare del gran bell’hard rock e, se non altro, un barlume di speranza resta vivo, con l’auspicio che questo movimento possa crescere, fino a diventare una realtà importante in futuro. ”Another Paradise” evoca due parole ben definite: classe e cura. La prima non ha bisogno di commenti, mentre per la seconda sottolineo quanto al termine dell’ascolto dell’album permanga una sensazione di perfezione. Perfezione stilistica ovviamente, perché quella assoluta è esclusivamente divina, o almeno così si dice.

Tracklist

01. Distant Voices
02. Another Paradise
03. Lonely
04. Edge Of Life
05. I Want Call You
06. My Revenge
07. What I’ve Never See
08. What A Feeling
09. Eye Of The Storm
10. Against The Wall