Opeth (Mikael Åkerfeldt)

Per festeggiare l'uscita di una nuova reissue per il ventesimo anniversario di "Blackwater Park", Mikael Åkerfeldt ci parla della genesi dell'album, del suo successo e soprattutto, delle avversità affrontate inizialmente dai ragazzi svedesi che sarebbero diventati i famosi Opeth.

Articolo a cura di Lucia Bartolozzi - Pubblicata in data: 15/07/21
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Ciao Mikael, benvenuto, è un piacere poterti intervistare. Partiamo?

Sì, certo!

Come sappiamo, quest'anno "Blackwater Park" compie 20 anni. Volevo fare con te un viaggio dentro quest’album, mentre aspettiamo che esca la ristampa. La nuova edizione uscirà il 16 luglio, ho ragione?

Eh, forse hai ragione (ride, NdR).

Il nuovo album conterrà anche una performance live di "The Leper Affinity". Parlaci di quel live e di come è finito sull'album.

Semplicemente avevamo quella registrazione. Probabilmente potremmo far uscire un live di "Blackwater Park”. Ci sono state così tante registrazioni nel corso degli anni, ma abbiamo pensato che quel pezzo suonasse bene, anche se non riesco a ricordare dove sia stato registrato, ad essere onesto. È una canzone che abbiamo suonato così tante volte e la suoniamo ancora. Penso che l'abbiamo fatta anche nell'ultimo tour, è una delle canzoni preferite dei fan e a proposito di questa ristampa, voglio dire, anche se c'è un anniversario di vent'anni, penso che la cosa più importante è che abbiamo incluso nel libretto alcuni ricordi dei fan e loro emozioni legate a questo disco. L’album vero e proprio, sai, non è niente di veramente nuovo. Il pezzo dal vivo probabilmente si può trovare anche da qualche altra parte. Quello che dovremmo davvero fare la prossima volta, quando compirà trent'anni, dovrebbe essere un album live completo di "Blackwater Park".

In effetti stavo per chiederti del booklet, penso che ci farebbe piacere sapere com’è nato, dalla tua prospettiva.

Le note che ho scritto, sono diventate nel tempo un misto di emozioni. Ripensando alla band in quel periodo... Non vedo o parlo con Martin Lopez (ex batterista, ndr) da oltre dieci anni. Dodici forse. Non so dove viva o altro, è stato bello ma malinconico ripensare ai tempi in cui ho scritto quelle cose. Ci sono note di copertina da parte mia, ci sono fotografie dei fan e ricordi dei fan legati a questo disco.
 
Ho visto che stavi chiedendo aiuto ai fan per includere i loro ricordi ed è stato davvero carino da parte della band.

Sì, molte persone sono cresciute con quell'album e hanno avuto una connessione speciale con quel disco, quindi è stato bello coinvolgerle, visto che non abbiamo materiale extra dalla registrazione. Abbiamo registrato quello che abbiamo messo sul disco, quindi non abbiamo nessun brano in studio super esclusivo, abbiamo solo tracce dal vivo che puoi trovare in milioni di versioni diverse su Youtube (ride, NdR), quindi abbiamo deciso di puntare sull’apporto dei fan.

Parlando del vostro sound e delle sfide che avete intrapreso con "Blackwater Park", come avete scelto di arrivare ad un suono più morbido? La batteria per esempio è meno black metal e più morbida, se così si può dire. Il fatto di andare verso un lato più prog è stata una decisione unanime tra i membri della band? Come siete arrivati a questo punto?

Ho una risposta molto bella per questa domanda: in quei giorni non avevo molte preferenze quando si trattava del suono di ogni singolo strumento. Siamo semplicemente andati in studio e abbiamo provato ogni strumento. Ci siamo guardati intorno nello studio di Fredrik dove stavamo registrando e abbiamo semplicemente impostato un buon sound. Ci siamo chiesti "Ti piace questo suono di batteria?”, abbiamo detto "Sì, questo suona bene!". Nello stesso modo abbiamo impostato il sound della chitarra: "Vi piace questo suono di chitarra?”, "Sì, ci piace!”. "E il suono del basso?", "Anche quello è buono". Poi siamo partiti, insomma! Non abbiamo passato molto tempo a discutere o a lavorare sul sound, a dire la verità. Non avevamo nessuna preferenza, davvero. Penso che ciò che ha reso il suono dell'album diverso abbia avuto molto a che fare con l'arrivo di Steven (Wilson, ndr), che ci ha aiutato con la produzione e naturalmente la musica stessa era diversa da ciò che avevamo fatto prima e da ciò che le altre band stavano facendo in quel momento, quindi non siamo andati in studio con un'idea chiara come: "Voglio questo tipo di suono di batteria, voglio questo tipo di suono di chitarra". Qualsiasi buon sound andava bene!

Questo dimostra che le cose sono scattate in studio!

Sì, ma su questo aspetto sono sempre lo stesso. Fredrik, che suona la chitarra ora, vuole provare tutto, vuole provare dieci amplificatori diversi e cinque chitarre diverse per ottenere il suono giusto, ma io sono così stanco, voglio andare avanti con la registrazione. Quindi per me credo che il suono sia nella persona che sta suonando, piuttosto che nell'attrezzatura tecnica.

Che ruolo ha avuto Steven come produttore e "collega" in termini di scelte durante la registrazione di "Blackwater Park".

Steven si è fatto avanti e penso che abbiamo fatto tre settimane o forse anche un mese in studio prima che lui arrivasse, così a lui è rimasto il lavoro di produzione delle voci e alcune delle chitarre soliste, quel tipo di cose. Non aveva mai sentito le canzoni e non c'era quando abbiamo registrato le strutture di base, quindi ha aiutato ad abbellire il disco e mi ha aiutato a scrivere linee vocali e melodie, credo. Lui è stato molto, molto importante per questo disco. Volevamo sperimentare di più con il suono questa volta perché avevamo un tipo come Steven Wilson che è molto esperto nel creare soundscapes e veniva da un background completamente diverso dal resto di noi. Voglio dire, noi eravamo i tipi da metal e lui era un tipo da rock psichedelico - rock progressivo, sai cosa intendo. Questo è stato molto utile per noi per raggiungere nuovi livelli.

Non è stato coinvolto nel concept di "Blackwater Park" e nel processo di scrittura, ma ha fatto quello che noi chiamiamo il labor limae e tutto il resto, per così dire.

Non è stato coinvolto nella scrittura delle canzoni in quel senso, ha aiutato con le linee vocali, alcune melodie di chitarra e la produzione. Non ha detto "dovresti saltare questo riff" o "questo suono non è abbastanza buono". Ha solo, più o meno, dovuto fare i conti con quello che gli era stato dato da noi. Non ha davvero fatto alcun cambiamento.

Penso che sia anche una buona atmosfera in cui lavorare, in quel senso.

Sì, in realtà quando ci ripenso credo che potrebbe aver detto che la canzone "The Drapery Falls" avrebbe dovuto essere più lunga, credo. Non riesco a ricordare, forse mi sto confondendo con qualche altro disco su cui abbiamo lavorato (ride, NdR).

Beh, hai scritto migliaia di canzoni quindi è comprensibile.

Sono passati vent'anni (ride, NdR).
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Definiresti le dinamiche musicali come un fattore che vi ha portato ad allontanarvi dal metal verso un suono prog più classico? Voglio dire, la dinamica musicale nel metal è un po' più piatta in termini di variazione e voi avete superato questa cosa. Penso che il contrasto sia una vostra forza motrice e così forse avete voluto esplorare le dinamiche non solo tra il metal e l'acustico ma nei riff stessi, nel vostro stile.

Questo è uno dei nostri ingredienti più importanti. Si può avere una canzone più pesante o un album più pesante, ma non si percepisce veramente la forza di tali pezzi se non sono in coppia con qualcosa di più morbido. Per fare un riferimento stupido, se fosse Natale ogni giorno, non sapremmo che è Natale. C’è bisogno di quel tipo di dinamica per aumentare sia la pesantezza che le parti morbide. Le parti più morbide si sentono più morbide quando sono nel contesto della durezza e viceversa. Questo è qualcosa con cui abbiamo lavorato anche prima di "Blackwater Park" e sicuramente dopo. È un elemento essenziale per noi quando scriviamo e registriamo musica.

Penso che l'abbiate implementato, andando sempre più avanti nel vostro lavoro. Penso che sia il vostro nucleo, la vostra forza nella mia opinione di fan.

Sì, lo è. È molto importante, non mi piace che la nostra musica sia come diciamo in svedese slö, si può tradurre con piatta. Non solo nella musica, mi piace che in tutti gli aspetti della vita ci sia dinamica. La Svezia è un paese dinamico, guarda le stagioni qui. È tutto molto diverso e ti fa apprezzare ogni stagione per quello che è. Ricerco questo tipo di emozione nella maggior parte degli aspetti della vita e sicuramente anche nella cultura.
 
È una risposta migliore di quanto mi aspettassi, mi hai dato molto a cui pensare. Andando avanti visto che ci resta poco tempo: "Blackwater Park" non è un concept album, anche se molti fan hanno avanzato molte teorie. In altre interviste hai detto che tutte quelle canzoni parlano di introspezione, ma posso chiederti se c'era almeno in qualche modo un'idea concettuale dietro, in un termine più ampio? Per esempio, parli di lebbra sia in "Blackwater Park" che in "The Leper Affinity", ma forse c'è un tema più ampio sotto tutta quella roba.

Intendendo come concept una storia che inizia nel punto A e finisce nel punto Z, sì, non direi affatto che è un concept album. Penso che sia più concreto di qualsiasi cosa abbia fatto in precedenza. È molto più contemporaneo, quei testi erano basati sulla mia amarezza e il risentimento che provavo. Ero molto amareggiato a quel tempo perché non stavamo andando da nessuna parte, non stavamo ricevendo alcuna attenzione e io ero così povero e vivevo in un piccolo appartamento, non avevo soldi e non avevamo spettacoli e tour, non c'era molto interesse. Ero un po' deluso, credo, quasi geloso dei miei coetanei, dei compagni di classe quando sono tornato a scuola. Avevano tutti un lavoro e una carriera di qualche tipo e io mi sentivo amareggiato. Pensavo che fossimo una buona band e che meritassimo più attenzione di quella che avevamo avuto, così ho basato molti di quei testi sul mio risentimento verso le persone in generale, in realtà. Mi bastava guardare fuori dalla finestra per vedere le persone che si affrettavano a lavorare ed erano importanti e io ero lì, nel mio appartamento di seconda mano senza che succedesse nulla. Ero un po' invidioso e rancoroso. Quei testi sono venuti fuori abbastanza misantropi e leggendoli non è proprio chiaro perché li ho abbelliti con belle parole inglesi, quindi è davvero difficile da capire, ma davvero, quei testi sono molto duri e aggressivi.

Sì, ma alla fine sono stati la tua fortuna.

Però all'epoca non lo sapevo (ride, NdR).

Certo, se solo sapessimo cosa ci riserva il futuro non saremmo così acidi. Ci sono altre ristampe in arrivo? Come "Morningrise", ad esempio.

Sì, l'ho sentito dire. Non lo sapevo in realtà, ma non siamo noi a occuparci di questo, abbiamo avuto così tante etichette discografiche con cui abbiamo lavorato in passato. "Morningrise" è uscito per il Record Store Day . È bello, penso che quei dischi meritino un po' di attenzione, ma abbiamo prodotto anche un nuovo mix per "Sorceress" e un nuovo master in vinile per l'ultimo album ("In Cauda Venenum"), quindi anche quelli usciranno presto.

La mia ultima domanda e poi ti saluterò: parlando di prossimi progetti, mentre aspettiamo nuova musica, sarete in tour nel 2022 con due date in Italia, affiancati di nuovo da The Vintage Caravan. Cosa ti aspetti da questo prossimo tour dopo la pandemia? Pensi che sia possibile pogare di nuovo, a 1 metro di distanza l'uno dall'altro? Sto solo scherzando, voglio sapere cosa ne pensate.

Non ho idea di cosa aspettarmi, davvero. In realtà abbiamo un tour alla fine di quest'anno, andremo in Nord America, a quanto pare. Vediamo se succede o no. Non so, anche a me mancano concerti. Ho praticato il distanziamento sociale per, non so, venticinque anni, quindi per me non è una novità. Andando ai concerti, mi comporterò esattamente allo stesso modo che dopo e prima della pandemia. È davvero difficile capire come verranno vissuti i nostri spettacoli, come saranno e non ne ho idea, ad essere onesti. Credo che dovremo solo aspettare e vedere.

Come ultima cosa vuoi salutare i tuoi fan su SpazioRock?

Se conoscete gli Opeth e se ci avete visto sai che amiamo l'Italia. Abbiamo avuto il nostro primo assaggio di successo in Italia quando abbiamo suonato a Roma nel 1996. È passato molto tempo ormai ed eravamo abbastanza sconosciuti. Avevamo pubblicato l'album "Morningrise" e quel concerto, mi ricordo, è stato fantastico, la gente ci amava. Quando la gente ci ama, noi la amiamo. Abbiamo un rapporto lungo e sincero con l'Italia. Oltre a questo amiamo anche la scena musicale italiana, che adoro e di cui colleziono diversi dischi. E il vino, il cibo e tutte quelle cose (ride, NdR). Penso che sia un bellissimo Paese con una ricca atmosfera e cultura che amerò sempre e che non vedrò mai l'ora di sperimentare di nuovo.

Grazie Mikael. Spero di vederci a Ostia e Milano nel 2022.

Spero anch'io di vedervi presto, statemi bene e ciao ragazzi.
 
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 --- ENGLISH VERSION ---
 
Good evening Mikael, it’s a pleasure to get to interview you. Shall we start?

Yes, sure!

As we all know, this year “Blackwater Park” turns 20. Let’s take a journey through it, while we’re waiting for the reissue to be out, on the 16th of July, am I correct?

Eh, you might be correct (laughs, Ed.).

The new issue will also be featuring a live performance of “The Leper Affinity”. Tell us about that live and how it got on the album.

Well, it’s recorded. We could probably put out a live “Blackwater Park”, there’s been so many recordings over the years, but that was one that we thought sounded good, but I can’t remember where it was recorded to be honest. That’s a song that we played so many times and we still play it. I think we did it on the last tour, even. One of the so called “fan favourites” and this reissue, I mean, even if there’s a twenty years anniversary, I think the big thing about the reissue is that we included some fan memories and fan connections with that record that we included in the booklet. The actual CD, you know, it’s not anything really new. The live thing that’s on that you can probably get somewhere else too. What we really should do next time when it turns thirty years we should do like a live full-album release of “Blackwater Park”.

In fact I was going to ask you about the booklet but I think we would like a look on it from you perspective, so to say.

The notes I wrote, when I wrote them, they became more bittersweet. When I was thinking back to the band at that time, well, I haven’t seen or talked to Martin Lopez (former drummer) since over ten years. Twelve years maybe. I don’t know where he lives or anything so it was nice in a way but bittersweet to think back to those times when I wrote the liner notes. There’s liner notes from me, there are photographs from fans and memories from fans connected to this record in that.

I saw that you were asking fans for this type of memories and everything and it was really nice of you.

Yeah, a lot of people grew up with that album and had a special connection with that record, so it’s nice to kinda involve them, because we don’t have any extra material from the recording. We recorded what we put on the record so we don’t really have any really super exclusive studio tracks from the recording, y’know, it’s just live tracks that you can find in million different versions on Youtube if you know what I mean (laughs, Ed.) so we decided to go for the fan aspect instead.
 
Speaking of your sound and the challenges you undertook with “Blackwater Park”, how did you choose to come up with a smoother sound. The drums for example are less black metal-ish and more soft. When going towards a more prog side, was the decision unanimous among the band members? How did it end up to be that way?

I had a really cool answer for that but in those days I didn’t really have much of a preference when it came to the sound of each individual instrument. We just went into the studio and tried each sound. We looked around Fredrik’s (friend) studio where we were recording and just set up a good sound and asked ”Do you like this drum sound?” And said “Yeah, this sounds good!” And so we set up our guitar sound and “Do you like this guitar sound?” “Yes, we like it!”. He said, “How about the bass sound?” “That’s good too”. Then we “went”, y’know! We didn’t spend that much time discussing or working on the sound, to be honest. We didn’t really have any preference, really. I think what made the album sound different had a lot to do with Steven (Wilson) coming in and helping with the production and of course the music itself differed with what we’d done before and what other band were doing at the time, so we didn’t go into the studio with a clear idea like: “I want this type of drum sound, I want this type of guitar sound”, it was just y’know, any good sound will do!

It shows that things clicked in the studio!

Yeah, but I’m still the same. Fredrik (Åkesson), who plays guitar now, he wants to try everything, he wants to try ten different amplifiers and five different guitars to get the right sound but I am so restless y’know, I wanna get going with the recording. So for me I believe the sound is in the human playing, as opposed to in the technical equipment.

In fact my next question was about the role that Steven Wilson had as your producer and “coworker” in terms of choices when recording “Blackwater Park”.

Well, Steven came in and I think we had three weeks or maybe even a month in the studio before he even arrived, so Steven came in to produce the vocals and some of the lead guitars, that kinda stuff. He had never heard the songs and he wasn’t there when we recorded the basic song structures so he helped embellish the record and helped me write vocal lines, melodies I think. The basic core structures of the songs were already recorded before Steven even arrived in the studio. He was very, very important for this record. We wanted to experiment more with sound this time around because of the fact that we had a guy like Steven Wilson who is very well-versed in making soundscapes and he came from a completely different background than the rest of us. I mean, we were the metal guys and he was psychedelic rock - progressive rock type of guy, y’know what I mean. That was very helpful for us to reach out and reach new levels.

He wasn’t involved in the concept of “Blackwater Park” and the writing process but he did what we call the labor limae and everything, so to say.

He wasn’t involved in the song writing in that sense, he helped with vocal lines, some guitar melodies and production. He didn’t say “you should skip this riff” or "this sound is not good enough”. He just kinda, he had to deal with what he was given. He didn’t really make any changes.
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I think it is also a good atmosphere to work in, in that way.

Yeah, actually when I think back I think he may have said the song “The Drapery Falls” should be longer, I think. I can’t remember, I might be mixing it up with some other records we worked on (laughs, Ed.).

Well, you have written thousand of songs so it’s understandable.

It’s been twenty years (laughs, Ed.).

Would you define musical dynamics as a factor that lead you to steer away from metal towards a more classic prog sound? I mean, musical dynamics in metal are a bit flatter in terms of variation and you overcame it in your music. I think contrast is a driving force of yours and so maybe you wanted to explore dynamics not only between metal and acoustic but in the riffs themselves, in your style.

That’s one of our most important ingredients, like you can have the heaviest song or heaviest album but we don’t really perceive the heaviness if it’s not connected or back to back with something that’s softer, if you know what I mean. To make a stupid reference, if it’s Christmas Day every day, you don’t know it’s Christmas. You need that type of dynamics in order to boost both the heaviness and soft parts as well. The softest parts feel softer when they are in the context of heaviness and vice-versa. That’s something we’ve been working with even before “Blackwater Park” and definitely since. It’s been a main type of focal point for us when we write and record music.
 
I think you implemented it, going further and further in your work. I think it’s your core, your force in my opinion as a fan.

Yeah, it is. It is very important, I don’t like it to be how we say in Swedish slö, like same-same. Not only in music, I like that in all aspects of life, I mean dynamics. Sweden is a dynamic country, look at the seasons here. It all really different and it makes you appreciate each season for what it is. I like that type of dynamic in most aspects of live and definitely in culture too.

That’s a much better answer than I expected. You gave me lots to think about. Going on since we have little time left: “Blackwater Park” is not a concept album, even though many fans have come up with the strangest theories about it. In other interviews you said all those songs are about introspection, but can I ask if there was at least in some way a concept idea behind it, in a broader term? For example, you talk about leper in both “Blackwater Park” and “The Leper Affinity” but maybe there’s a broader theme underneath all that stuff.

Saying that in that sense it’s a concept record with a story that start at point A and finishes at point Z, yeah, I wouldn’t say it’s a concept record at all. I think it’s more down to earth that anything I’ve done previously. It’s much more contemporary, those lyrics were based on my own bitterness and resentment that I felt. I was very bitter at the times because we weren’t really going anywhere, we weren’t getting any attention and I was this poor and living in a second hand flat, I didn’t have any money and we didn’t have shows and tours, not much interest. I was a bit disappointed, I think, almost jealous to my peers, classmates when I went back to school. They all had jobs and a career of some sort and I felt bitter. I thought that we were a good band and we deserved more attention than what we got so I based a lot of those lyrics around my resentment to people in general, actually. I just had to look out of the window to see people hurrying off to work and they were important and here I was, in my second hand flat with nothing happening. I was a bit jealous and bitter. Those lyrics came out quite misanthropic and when you read them, you won’t be able to see that because I kind of embellished it with nice English words, so it’s really difficult to understand but really, those lyrics are very harsh and aggressive.

Yes, but in the end it was your fortune.

Well, I didn’t know it at the time (laughs, Ed.).

Of course, if we only knew we wouldn’t be so sour. Are there any reissues to come? Fans ask if “Morningrise” is next.

Yeah, I heard that. I didn’t know about that actually but we are not really in control of that, because we had so many record labels that we worked with in the past but I also read that “Morningrise” is coming out on record store day or something like that. That’s cool, I think that those records deserve a little bit of a boost or attention but we’ve done a new mix for “Sorceress” and a new vinyl master for the last album (“In Cauda Venenum”) so those are coming out too.

My last question and then I will leave you: speaking of next projects, while we wait for new music, you will be out touring in 2022 with two dates in Italy, joined again by The Vintage Caravan. What do you expect from this next tour after the pandemic? Do you think is possible to mosh again, 1 meter apart from each other? I’m just joking, I want to know what you think.

I have no idea of what to expect, really. We do actually have a tour end of this year, we’re going to North America, apparently. Let’s see if it happens or not. I don’t know, I miss going to concerts myself. I’ve been practicing social distancing for, I don’t know, twenty five years, so for me it’s nothing new when going to concerts, I’ll behave exactly the same after and before the pandemic. It’s really difficult to see how our own shows are gonna live through, how they’re gonna be and I’ve no idea to be honest. I guess we’ll just have to wait and see.

I wanted to know whether you would like to say hi to your fans on SpazioRock, or say something to them.

If you know Opeth and if you’ve seen us you know we love Italy. We had our first such or taste of success in Italy when we played in Rome in 1996. That’s a long time ago now, we played and we were quite unknown. We had the “Morningrise” album out and that show, I remember, was so good and people loved us. When people love us, we love them. We have a long, truthful relationship with Italy. On top of that we also have the Italian music scene that I love and collect. And the wine, and the food and all that stuff (laughs, Ed.). I think it’s a beautiful country with a rich vibe and culture which I will always cherish and always look forward to experiencing.

Thank you Mikael. I wanted to thank you and I hope to see you soon in Ostia and Milan.

I hope too see you soon, take care and bye guys.



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