Concerti
Siren Fest 2015: headliner James Blake e Verdena!


pubblicato in data 10/03/15 da Riccardo Coppola

Comunicato stampa:

 
Dopo una lunga attesa, siamo felici di annunciare le date e gli headliner della seconda edizione del SIREN FESTIVAL che si svolgerà a Vasto dal 23 al 26 luglio. Da mercoledì saranno disponibili i primi abbonamenti early bird per la manifestazione al costo di 50 euro più diritti di prevendita. La disponibilità è limitata, vi invitiamo quindi ad acquistarli al più presto.


JAMES BLAKE - unica data italiana
Sabato 25 luglio


Dopo anni di attesa finalmente James Blake arriva in Italia per un unico imperdibile live!
JAMES BLAKE torna con un nuovo album dopo l'enorme successo di "OVERGROWN" vincitore del Mercury Prize nel 2013.
Se ne parla da circa un anno ma finalmente il nuovo album di James Blake, anche se ancora senza una data di uscita ufficiale, ha ora un titolo. L'ideale sequel di Overgrown, si intitolerà Radio silence e dovrebbe raggiungere il mercato prima dell'estate.
Il giovane cantautore londinese lo ha svelato lo scorso dicembre in un'intervista alla radio BBC 1 (durante i quali abbiamo avuto modo di ascoltare anche alcuni inediti).
 Blake ha inoltre affermato di aver collaborato in fase di scrittura con Bon Iver, con Kanye West e con un non specificato terzo artista, per il quale però dice di essere «molto emozionato»
 
A soli 22 anni, nel 2011, Blake ha rivoluzionato il volto del suono elettronico contemporaneo. Una forza espressiva ed un coraggio compositivo, quelli di James Blake, che l'hanno portato, non solo, ad entrare nelle classifiche di mezzo mondo e a vincere premi prestigiosi, ma che sono anche riusciti a mettere d'accordo tutta la critica specializzata. Soul intimista su sfondo (misuratamente) dubstep. Manipolazioni di samples e micro-ritmi tra R&B e sporcature glitch. Tocchi di piano e falsetti commoventi. Un romanticismo spirituale e al tempo stesso ammaliante: minimale, eppure avvolgente.
UN LIVE DA NON PERDERE!


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VERDENA
venerdì 24 luglio


Il tour di Endkadenz Vol.1 iniziato il 27 febbraio da Rimini ha registrato praticamente tutti SOLD OUT. Il grande ritorno della miglior band italiana.

Stipulare idee, sorridere agli dei, captare bisogni immobili. E‘ un casino ormai. Faccio come il nevischio, non cambierò mai di stile.
Un nuovo disco dei Verdena  è sempre un movimento, una ricerca, una via di fuga dalla prevedibilità. Se WOW era un'esclamazione quasi categorica, anche se piena di rifrazioni, qui sono i sussurri e le grida, mica solo vocali, a fare da miccia agli incendi di ogni brano. Il brio del risveglio si contrappone al sonno della decadenza. La lotta, magari disillusa, all'accettazione di tutto quello che capita.I Verdena non abbandonano il loro modo di fare e intendere la musica: lo testimoniano ancora una volta le parole, che non sono mai state così amalgamate ai suoni, al punto da rendere la voce, a tutti gli effetti, uno strumento completo, che non scivola più di lato, ma resta spesso al centro della scena sonora.

Endkadenz Vol.1 è un viaggio in cui ogni nota, ogni inflessione del canto e ogni deviazione si accompagnano senza sovrapporsi: il Nevischio che impasta i pensieri e i sentimenti apre, improvvisamente, la porta a un intreccio in cui l'elettrico, l'acustico, la sovrapposizione e la rarefazione sono messe lì, fianco a fianco, con
effetti incandescenti.  Non ci sono preminenze, fra la batteria, il basso, la chitarra, tutti gli strumenti che vengono utilizzati perché una canzone suoni bene: conta, decisamente, la coralità

Apocalittico magari - lo mostrano bene il tono di Rilievo e i suoi ricami vocali sciamanici, la malinconia dei sensi di Diluvio, che diventa malinconia delle forme, le pulsazioni di Derek
 -, ma tutt'altro che disintegrato. Nel battito in dissolvenza di Vivere di Conseguenza, nelle circospezioni soniche di Alieni fra di noi, nell'eleganza, tutt'altro che ruvida, di Contro la Ragione
 ci sono anche i semi del cambiamento, rispetto a quelle che sono le strade percorse fino ad ora da Alberto, Luca e Roberta. Nessuna rivoluzione - e perché mai si dovrebbe
rivoluzionare un percorso già di per sé così ostinatamente ricco e vasto? -, ma un deciso affinamento verso un orizzonte sempre più ipnotico malinconico e corrosivo, se serve. L'inno del Perdersi sottolinea questo nuovo equilibrio, fuori dagli schemi troppo rigidi e dai riferimenti troppo obbligati di molti altri.
Il futuro magari non è radioso (vedi Funeralus che comunque apre la porta a suggestioni, di nuovo, profonde, inattese), ma i Verdena lo canteranno ancora, nel modo migliore: non per sfida, ma semplicemente per attitudine.
Siete liberi di non essere d‘accordo o viceversa.