Sta per iniziare, su un’isola nel Danubio, un concentrato di concerti di ogni tipo: un programma fittissimo, strutturato attraverso molteplici palchi in contemporanea, e affiancato da sempre più attività sportive, creative e intellettuali, talk, spettacoli, giostre e chi più ne ha, più ne metta. Sziget Festival si appresta a tornare per la sua trentunesima edizione — e come l’anno scorso, abbiamo fatto una panoramica degli artisti da segnare sulla propria time-table per i sei giorni di festival.
Anche quest’anno, la lineup è molto diversificata, con un’occhio di riguardo verso il mondo dell’elettronica (oltre ai palchi dedicati, esponenti del genere arrivano fino agli headliner, da Charli XCX all’italiano Anyma). Tuttavia, sparsi tra i palchi principali del festival – Main Stage, Revolut Stage, The Buzz e Lightstage –, gli artisti rock e alternative interessanti di sicuro non mancano, tra facce già note, connazionali e svariate novità a cui vale decisamente la pena di dare un ascolto.
Ma ancora una volta, partiamo dalle certezze: tra i nomi internazionali già noti alle pagine di SpazioRock, la quota “nineties/noughties” arriva dai Papa Roach, co-headliner della prima serata al Revolut Stage, che quest’anno festeggiano i venticinque anni di “Infest”; ma anche dai Refused, che sempre al Revolut suoneranno l’ultimo giorno. I Papa Roach saranno preceduti dai Palaye Royale, tra i maggiori portavoce dell’emo-punk odierno, che da giugno stanno portando dal vivo per l’Europa il nuovo disco “Death or Glory”. Per gli inglesi Blossoms, di recente passati in Italia con gli Inhaler, continua il tour dell’uscita dell’anno scorso “Gary”, mentre per Call Me Karizma quella dello Sziget rappresenterà una delle tre sole date europee per il tour estivo. Røry, che già avevamo visto l’anno scorso in una collaborazione con i Blind Channel, porterà allo Sziget l’LP d’esordio “Restoration”, uscito lo scorso gennaio. I The Kooks sono appena stati annunciati in sostituzione a Michael Kiwanuka, che si sarebbe dovuto esibire al Main Stage la sera del terzo giorno, mentre i Portugal. The Man stanno girando l’Europa per le ultime date estive prima del tour americano, il prossimo autunno, intitolato “Denali” come un monte della loro amata Alaska. Ultime ma non per importanza, le The Last Dinner Party sono sulla cresta dell’onda: il loro esordio allo Sziget sarà la sera dell’ultimo giorno al Main Stage, in apertura a Chappell Roan, dove porteranno i primi assaggi del nuovo disco annunciato di recente.
Le “nuove proposte”, comunque, quest’anno sono a dir poco promettenti. Dalla Nuova Zelanda con furore, i Balu Brigada – reduci da un tour con i Twenty One Pilots – pubblicheranno a fine agosto il loro primo LP; Ekkstacy, artista canadese dal sound indie rock mescolato a ispirazioni trap e new wave, suonerà al The Buzz la sera del terzo giorno. Associato al revival della scena indie sleaze newyorkese, The Dare porterà dal vivo il suo acclamato album d’esordio, uscito nel 2024. Dal Regno Unito arrivano moltissimi nomi: i Fat Dog, a metà tra punk, klezmer e una reputazione, in madrepatria, per show caotici e surreali; la giovane Alessi Rose, che porterà il suo alternative pop-rock attraverso tre EP pubblicati tutti nell’arco dell’ultimo anno; Luvcat, che si ispira tanto a Nick Cave quanto al gothic (tra le altre cose), e ha già catturato l’attenzione della stampa specializzata britannica; le sonorità energiche degli Spyres, da Glasgow, con alle spalle tour in apertura a The Jesus and Mary Chain e Nothing But Thieves; l’indie-folk di Casey Lowery, il cui seguito online gli è valso un album d’esordio pubblicato tramite crowdfunding senza la mediazione delle labels. Per il resto, abbiamo veramente di tutto un po’: il rock psichedelico degli Ocean Alley, l’indie rock caleidoscopico di Bartees Strange, le sonorità garage delle The Beaches, il metalcore nipponico delle Hanabie., il funk sperimentale dei Thumpasaurus, lo stile particolarissimo di Ecca Vandal, il post-rock dei Platon Karataev e l’indietronica degli Analog Balaton (entrambi questi ultimi gruppi, ungheresi, sono alla seconda partecipazione di fila, dopo ottimi live nel 2024).

Resta ancora da capire, alla scrittura di questo articolo, chi sostituirà i Kneecap, che non potranno suonare allo Sziget, essendo stato loro proibito l’ingresso in Ungheria per i prossimi tre anni. Il gruppo hip-hop, già oggetto d’indagine della polizia britannica per via delle posizioni filopalestinesi manifestate sul palco e recentemente unitosi a Brian Eno, Massive Attack e Fontaines D.C. in un sindacato per la causa, doveva suonare al Revolut Stage nella tarda serata dell’ultimo giorno di festival.
In chiusura, non possiamo non fare qualche menzione degli artisti italiani. Per i Fast Animals and Slow Kids, che suoneranno il primo giorno al The Buzz, sarà l’unica data estera del tour estivo; per i Savana Funk, invece, sarà la seconda, dopo essere passati da Marsiglia per il Moka Festival. Per i Comrad il set al Lightstage sarà l’unica data estera di questa estate, ma non di quest’anno, avendo già suonato all’Eurosonic di Groningen lo scorso gennaio; la band è recentemente passata dal Medimex Festival di Taranto, in apertura a St. Vincent e Primal Scream. Sempre reduce dal Medimex, ma stavolta in apertura ai Massive Attack, Kyoto fonde musica elettronica a industrial e post-punk. Gli Aurevoir Sofia, infine, porteranno sul Lightstage un po’ di hardcore punk nostrano: la band è stata inserita in lineup dopo aver vinto il contest “Festival Pass — Talent Selection 2025”, organizzato dallo Sziget.





