IAmTheAvalanche St
RECENSIONI

I Am The Avalanche – Avalanche United

Gli I Am The Avalanche nascono a New York nel 2004 e vantano una discreta fama sia in madre patria che, curiosamente, in Australia. Il loro punk pop rock radiofonico è quanto di più facilmente prodotto dagli States da un po’ di anni a questa parte, le melodie giuste, qualche chitarra grattugiata a dovere, struttura dei brani essenziale et voilà, il piatto è servito. Una ricetta che ha fatto la fortuna di bands come Papa Roach, Melvins e ad un livello di gran lunga superiore,dei Foo Fighters. Gruppi come gli I Am The Avalanche nascono come funghi nei college americani ed è spesso ostico distinguerli l’uno dall’altro, come accade per tutti i generi che vantano innumerevoli tentativi di imitazione.

 

Detto questo, "Avalanche United" è la seconda uscita in studio  per i nostri amici yankees, a ben sei anni di distanza dal debutto omonimo, senza considerare un EP del 2007. Cosa sia accaduto in tutto questo tempo non ci è dato saperlo, certo è che la musica non pare averne beneficiato più di tanto: dodici brani della durata media di tre minuti l’uno, praticamente l’uno fotocopia dell’altro e non bastano i testi al vetriolo del carismatico vocalist Vinnie Caruana per spingere il lavoro oltre la soglia della mediocrità. Intendiamoci, i suoni sono perfetti (i complimenti a Matt Romnes, batterista e  produttore), il gruppo ha esperienza  e sa come girare gli accordi ma tutto sa ancora una volta troppo di già sentito; se avete apprezzato i gruppi già citati, gli I Am The Avalanche non portano alcun valore aggiunto.

 

Difficile elencare qualche motivo di interesse per cui la band americana possa spiccare fra le centinaia di bands che affollano il mercato. Va da sé, il gruppo è già in prima linea per i più importanti festival punk del nuovo continente come il Vans Warped Tour. Un successo annunciato insomma, ma per uscire dal circolo degli appassionati o degli adolescenti dell’ultim’ora occorre qualcosa in più. Un disco per immarcescibili aficionados del genere, nulla più.

Tracklist

01. Holy Fuck
02. Brooklyn Dodgers
03. Amsterdam
04. I'll Be Back Around
05. Is This Really Happening?
06. This One's On Me
07. Dead Friends
08. You've Got Spiders
09. The Gravedigger's Argument (feat. Anthony Raneri)
10. Casey's Song
11. The Place You Love Is Gone
12. Gratitude