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Bloodbound – Field Of Swords

La storia dei Bloodbound, band heavy power metal svedese, ha vissuto spesso di alti e bassi. Se negli ultimi anni non ha avuto dei picchi rilevanti sotto il profilo qualitativo, allo stesso modo si può dire, nemmeno scivoloni verso il basso. La band raggiunge il 20esimo anno di carriera, e di certo non è traguardo da poco, portando avanti, con costanza e coerenza, un power metal dalle influenze heavy ed epiche. Un gruppo che ha sempre saputo mantenere il proprio stile, senza snaturarsi e riuscendo a risultare sempre riconoscibile, ma che rispetto ad altri gruppi attualmente più blasonati, ha forse spesso mancato il vero e definitivo salto di qualità. Ci provano con il loro 11esimo album dal titolo “Field Of Swords“, dove il tema predominante riguarda guerre epiche e scontri sui campi di battaglia, tra medioevo e cavalieri crociati, filo conduttore del disco, che ci accoglie con una cover davvero ben fatta e di impatto, sempre nello stile della band, ma forse la migliore fin qui prodotta. 

Se l’iniziale “Field Of Swords” parte cupa e massiccia con una granitica sezione ritmica, salvo poi aprirsi in maniera più ariosa nel chorus, la successiva “As Empire Falls” è una classica cavalcata power che rimane ben fatta ed eseguita. È però con il singolo “Defenders Of Jerusalem” che i Bloodbound trovano il migliore brano dell’album, dal tiro avvincente e dal ritornello che si stampa in testa al primo ascolto. Senza dubbio una hit che conquisterà le future setlist diventando un classico come attualmente lo sono “Moria” o “Nosferatu”. “The Code Of Warrior” ha sentori folkeggianti, con il flauto che accompagna una cavalcata decisa, mentre brani come “Land Of The Brave”, “Light The Sky” e “Teutonic Knights” viaggiano su coordinate di un power metal molto melodico, ma a anche veloce e deciso. Interessante incrocio tra tastiere e riff granitici che creano sonorità più moderne per “Forged In Iron” ed in parte anche per “Pain and Glory”, che sviluppa un coro epico e trascinante. In conclusione altri due brani molto interessanti, come “Born To Be King” e l’epica “The Nine Crusades”, impreziosita dal featuring con gli Unleashed di Arches e la voce di Brittney Hayes.

Un album sicuramente ben fatto, certamente anche maturo che per le tematiche trattate, rimane ancorato tra cavalcate heavy power di buona fattura e anche passaggi più cupi e dark. I Bloodbound si confermano padroni di un certo tipo di sound, e sapranno raccogliere i frutti in sede live di questo nuovo “Field Of Sword”, nella speranza di un ulteriore salto di qualità.

Tracklist

01. Field of Swords
02. As Empires Fall
03. Defenders of Jerusalem
04. The Code of Warriors
05. Land of the Brave
06. Light the Sky
07. Teutonic Knights
08. Forged in Iron
09. Pain and Glory
10. Born to be King
11. The Nine Crusades (feat. Unleash the Archers)